Buon compleanno Kekko Silvestre, la sua storia attraverso dieci canzoni

1. FAVOLA

“Ora vi racconto una storia che farete fatica a credere”. Parte così la storia di Francesco “Kekko” Silvestre e dei Modà: un ep autoprodotto e introvabile – “Via d’uscita” (2003) – con quella “Favola” che, caricata qualche anno dopo su YouTube, supererà i 18 milioni di visualizzazioni senza video ufficiale e passaggi radiofonici. Una storia incredibile, fatta di attese, di speranze, di sogni prima soffocati e poi realizzati. Di discese e risalite, di bruschi stop e rinascite. Della scarsa attenzione degli esordi fino a trovarsi, dopo tanta gavetta, sulla bocca di tutti. E così l’incipit di quel brano sembra anche l’incipit del loro viaggio musicale che, in occasione del compleanno del frontman della band milanese, ripercorriamo attraverso queste dieci canzoni particolarmente significative per il loro percorso.

2. NUVOLE DI ROCK

“E poi spiegatemi cosa vuol dire vivere se poi bisogna piangere. Ditemi che cosa devo fare per stare sopra una nuvola e per farmi ascoltare”. Le difficoltà degli inizi si risentono tutte in “Nuvole di rock”, contenuta nell’album “Ti amo veramente” (2004): intensa, rabbiosa, commovente. Kekko la scrive in un momento in cui nessuno sembrava interessato alle sue canzoni. Nessuno lo ascoltava. E le cose non cambiano neanche dopo la prima partecipazione al Festival di Sanremo (2005), a cui i Modà arrivano senza il supporto della loro prima etichetta discografica – la New Music International – e la loro “Riesci a innamorarmi” viene eliminata alla prima sera. Quel Sanremo si trasforma in una mera comparsata: niente radio, niente tv, niente promozione. Per loro c’è il grosso rischio di sparire.

3. GRAZIE GENTE

L’occasione per ripartire però arriva subito, grazie all’etichetta Around The Music che pubblica “Quello che non ti ho detto (scusami)”. È l’estate del 2006, l’Italia vince i Mondiali, Fabio Grosso è l’eroe nazionale, ai festival estivi appena parte “Scusami, se quella sera sono stato troppo fragile” il pubblico va in visibilio e nelle classifiche musicali solo “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone – inno della spedizione azzurra in Germania – batte i Modà. “Combatterò per dimostrare sempre che io non sono un perdente, con umiltà e mordente vincerò battaglie e guerre”, cantano in una delle tracce – “Grazie gente” – contenute nel secondo album pubblicato a settembre di quell’anno: e le prime vittorie stavano arrivando.

4. SALA D’ATTESA

Il sogno che sembrava realizzato a quel punto subisce però un arresto. Il terzo disco, “Sala d’attesa”, non nasce sotto una buona stella: la casa discografica decide di chiudere i battenti, i Modà – che avevano già rischiato lo scioglimento causa uscita di due elementi – si trovano per strada e Kekko prende la sofferta decisione di abbandonare la musica iscrivendosi a un corso necessario ad ottenere un attestato per aprire un’enoteca. “Il cielo – però – non e’ lontano e arrivi anche se vai piano, basta che tutti i giorni ti costruisci un gradino”.

5. SONO GIÀ SOLO

E no, il cielo non era lontano. Perché la madre di Kekko si ammala di tumore e gli chiede di provarci per l’ultima volta con la musica. Lui si chiude in studio e in due settimane scrive quasi tutto “Viva i romantici”, disco bocciato da tutte le major: Universal, Warner, Sony, EMI… I Modà ormai erano un nome bruciato. Ci crede solo Ultrasuoni – l’etichetta di RTL 102.5, Radio Italia e RDS – e qui come prosegue la storia lo sapete tutti.
L’autunno 2010 nella classifiche di vendita c’era “La notte” al primo posto e “Sono già solo” al secondo, a otto mesi dall’uscita. E quello sarebbe stato solo l’antipasto di un Sanremo da protagonisti in coppia con Emma, e dell’uscita di “Viva i romantici”, l’album dei record.

6. VIVA I ROMANTICI

“Viva i romantici” – che ieri ha festeggiato il decennale – vende più di 450.000 copie ed è l’album italiano a detenere il record di presenze in classifica. In assoluto, nella storia è dietro solo a “The dark side of the moon” dei Pink Floyd. Sette singoli estratti e tutti certificati. Quattro presenze consecutive nelle classifiche di vendita annuali, dal 2011 al 2014. L’ultimo grande botto della musica italiana.
Nella title-track del disco, la canzone-manifesto dei Modà, Kekko canta: “Buonanotte a tutti quelli come me che dalla vita non si sono mai aspettati un regalo […] , buonanotte a tutti quelli come me che per ucciderli del tutto ci vuole molto più veleno”.
Oggi viviamo un’epoca dove i giovani artisti si trovano spesso tutto pronto: dopo due mesi sei in una playlist Spotify, dopo quattro festeggi già la tua prima certificazione. Kekko non ha mai preteso questo. Non ha mai voluto che le sue canzoni fossero imposte. Chiedeva semplicemente l’opportunità di essere ascoltato: il talento quando è autentico e indiscutibile esce sempre. In cuor suo lo sapeva. Il destino ha fatto il resto.

7. GIOIA

Il quinto album di inediti arriva in un momento in cui il successo andava consolidato e “Gioia” – questo il titolo – porta per la prima volta i Modà negli stadi, San Siro e l’Olimpico di Roma. La title-track di quel disco ha una certa continuità con quella del precedente: “La fatica delle salite per apprezzarle meglio quando saranno discese. Eppure è gioia, se penso che son vivo anche in mezzo al casino”.
Gli stadi sono arrivati dopo tutti i problemi di cui vi abbiamo parlato, e forse è proprio questa la loro fortuna. Quando hai vissuto lunghe tournèe estive facendo traversate in camper da Milano alla Sicilia tra caldo soffocante e umidità, quando nelle feste di paese trovavi chi ti amava ma anche chi ti fischiava o era totalmente indifferente, l’abbraccio della tua gente – siano le 10.000 persone di un palazzetto o le 50.000 di uno stadio – non può farti paura. Il loro boom è arrivato quando avevano una storia già consolidata alle spalle. L’esplosione li ha trovati pronti.

8. FRANCESCO

“Francesco non dimenticare mai cos’è il rispetto e partirai in vantaggio, e non pensare a gareggiare col mondo, la sfida è con te stesso. […] Francesco non dimenticare che è più ricco chi un tesoro ce l’ha dentro, il resto serve solo a complicare le cose che prima o poi svaniranno”. Perché i Modà sono così amati dalla gente? Perchè la loro musica ha sempre accontentato diverse generazioni, e ai loro concerti trovate bambini, ragazzi, donne, uomini, sessantenni? Perché il loro successo si è sempre basato su valori autentici. La famiglia, l’amicizia, l’amore, l’umiltà, il rispetto. L’altruismo, soprattutto. Perchè a Kekko è stato proposto più volte di fare il solista e lui ha sempre risposto: “Hai presente i ragazzi a casa? Sono là che aspettano solo di sapere com’è andata. Hai presente quando gli dirò che è andata da Dio ma che loro non faranno parte del progetto? […] Chi ca**o se ne frega del successo, io preferisco la dignità”.
E perché a un certo punto ha deciso di non tenere la sua fortuna solo per sé stesso ma l’ha donata anche ad altri artisti: c’è la sua firma nel Sanremo vinto da Emma con “Non è l’inferno”, nella consacrazione di Annalisa con “Una finestra tra le stelle” e nello scoprire Bianca Atzei a cui ha scritto le hit “Ora esisti solo tu” e “La paura che ho di perderti”.

9. GUARDA LE LUCI DI QUESTA CITTÀ

Ma non tutto è oro quello che luccica, a un certo punto Kekko mette in pausa la band. Sovraesposizione, dischi ogni due anni, lunghe tournèe e ospitate in tv gli stavano togliendo il piacere di fare musica. La fine dell’ultimo concerto del 2017 non era più vista con malinconia ma come una liberazione. Lui che si definisce “cantautore per passione” stava diventando un “cantautore per professione” e decide così di non rinnovare il contratto con Ultrasuoni. Tra “Passione maledetta” (2015/2016) e “Testa o croce” (2019) passano quattro anni, un periodo difficile che ha descritto in “Guarda le luci di questa città” chiedendosi se la sua Milano “in tutti questi anni si è mai accorta di me, se quando ho pianto mi ha sentito ed ha capito perché, se mi ha difeso dall’odio di chi mi credeva colpevole”.

10. QUELLI COME ME

Fermarsi per tre anni con i tempi della musica attuale significa far perdere le tracce di sé. Niente radio, niente tv, i Modà spariti con molti addetti ai lavori a dare per certo che il loro ritorno sarebbe passato inosservato, complice anche il profondo cambiamento delle tendenze musicali.
Invece il loro pubblico è sempre lì, con l’anteprima del “Testa o Croce Tour” tutta sold-out, diverse date raddoppiate (Assago addirittura triplicato) del tour rinviato al prossimo autunno causa pandemia, e due dischi d’oro. Tra i pochi artisti ad attutire la crisi subita dal pop negli ultimi anni, rispondendo così anche a quelli che davano i meriti del loro successo solo alle radio. “E dell’inferno sai chi se ne fotte”, questa è forse la frase che oggi più li rappresenta. Perchè l’inferno i Modà l’hanno attraversato molteplici volte, ma ne sono sempre usciti più vivi che mai.

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