FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (10-17 settembre 2021)

BABY K & ALVARO SOLER – NON DIRE UNA PAROLA
Terzo “tormentone-wannabe” nel giro di cinque mesi per Baby K, qui accompagnata da Alvaro Soler e da una chitarra gitana. Chissà che indigestione deve aver subito quest’ultima estate per continuare a vomitare sonorità latine anche adesso che sta arrivando l’autunno…
VOTO: 4

CAPAREZZA FEAT. MISHEL DOMENSSAIN – EL SENDERO
È il campionamento di un brano di Mishel Domenssain, “La selva”, che Caparezza non stravolge dal punto di vista della ritmica nelle parti in cui rappa e la cui strofa diventa il ritornello di questo brano che è racconto di chi non sente la propria vita degna come quella del nonno che “cammina nel fango a vent’anni col mitra vicino”. Sempre di grande ispirazione.
VOTO: 7

MOBRICI FEAT. BRUNORI SAS – POVERO CUORE
È una conversazione tra amici questa collaborazione, con l’ex leader dei Canova a cantare di un cuore – il suo – che non riesce più ad amare e che ha bisogno di un incoraggiamento (“Dicono che eri meglio prima, ma tu non sai neanche com’eri prima”), e Brunori ad assumersi questo ruolo da fratello maggiore nel dargli una spinta (“Vattene al mare, pensa a ballare, pensa a suonare e scrivi canzone d’amore”).
Un brano che sa di cantautorato del passato, sia nel testo che nell’intenzione di voler trasmettere grande emotività, a cui contribuisce anche un arrangiamento scarno, dimesso, con pianoforte e archi per buona parte del pezzo e con un inserto ritmico solo nel finale.
VOTO: 8

MODÀ – COMINCIA LO SHOW
Scavano ancora di più le loro radici nel rock i Modà in questo pezzo. Perché se il sound è quello potente dei loro esordi e la ritmica quella possente dei loro grandi successi, è l’attitudine che qui si fa dura, aspra e diretta: una rivendicazione orgogliosa e istintiva contro i leoni da tastiera e tutta quella consuetudine odierna, acuìta da social e tv, di giudicare qualsiasi cosa anche quando non si hanno le giuste competenze (“A casa tutti psicologi con l’hobby dello stylist, tutti campioni olimpici su quei divani comodi”).
Una svolta negli argomenti ma anche nel sound, che oltre a farsi più spinto riesce a incastrare anche un pizzico di elettronica tra le consuete chitarre, batterie e violini.
VOTO: 8,5

NEGRAMARO – ORA TI CANTO IL MARE
Tipica canzone da fine estate, con il mare che si fa metafora di malinconie, incertezze ma anche speranza. Se nelle strofe il ritmo è travolgente e ricorda i Negramaro più forti, quelli – per intenderci – di “Mentre tutto scorre”, il ritornello non risulta altrettanto forte e si perde in un abuso di modernità che li rende difficilmente riconoscibili.
VOTO: 6

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – PASTELLO BIANCO
Lanciano per la prima volta in radio qualcosa che li allontana molto dalla loro spensieratezza, una ballad lenta che nel racconto trova un filo diretto con la loro “Ridere”: la storia di una separazione tra una coppia che si conosceva dalle elementari. Il suono è semplice, classico, orchestrale e dimostra che sanno essere convincenti anche in questo, trovando diversi guizzi nel testo, come “E se m’hai visto piangere sappi che era un’illusione ottica, stavo solo togliendo il mare dai miei occhi”.
VOTO: 7,5

SOTTOTONO – TI BACIO ANCORA MENTRE DORMI
Le sonorità sono quelle in pieno stile Sottotono, tra hip-hop e r’n’b, mentre Tormento si fa sempre più cantante in questo sincero omaggio di un genitore al proprio figlio, tra senso di protezione (“Se ti perdi amore, accenderò una luce”), responsabilità (“Tu mi imiti in tutto e io non sono da esempio, ma ci provo lo stesso”) e orgoglio (“I tuoi traguardi, sono fiero di come sai rialzarti”). Non ha lo stesso tiro radiofonico di “Mastroianni”, ma è un brano ben scritto e funzionale a riportare in risalto suoni del passato che sembravano ormai svaniti.
VOTO: 7

TIROMANCINO – DOMENICA
Zampaglione rimane fedele al suo inconfondibile stile raccontando la sua domenica che è poi anche la domenica di tutti. Prima uno sguardo al bambino degli anni ’80 tra partitelle e primi amori, poi l’adulto che deve organizzare la settimana e che vede il suo pensiero rivolto solo alla donna della sua vita.
Un racconto fatto di immagini semplici ma allo stesso tempo profonde, che rendono la canzone fortemente evocativa: non ti limiti a sentirla, la vedi.
VOTO: 8

TOMMASO PARADISO – MAGARI NO
Un uomo che, in piena notte, viaggia da solo in auto e che canta alla donna che gli ha preso tutto di prendersi “pure ‘sta canzone”: ballatona con grande apertura nel ritornello, l’immaginario è quello nostalgico di fine anni ’70 e inizi ’80 che gli è tanto caro, le sonorità suggeriscono un ritorno al periodo pre-boom dei TheGiornalisti. E, dopo gli ultimi esperimenti poco azzeccati di “Ma lo vuoi capire?” e “Ricordami”, è un gran bene.
VOTO: 7,5