FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (22-29 ottobre 2021)

ACHILLE LAURO – IO E TE
Riutilizza il ritornello di “Dovrai”, duetto pubblicato l’anno scorso con Joey, per questo brano che è colonna sonora del teen-movie “Anni da cane”. E la parte forte è proprio quella, insieme alla batteria che spinge l’arrangiamento; le strofe si rivelano invece in più punti scontate e ripetitive.
Lauro non si è mai fermato negli ultimi tre anni e la sensazione lasciata dagli ultimi brani pubblicati è che sia entrato in una fase di stanca.
VOTO: 6

AKA7EVEN – 6 PM
Power-ballad malinconica sulla fine di un amore durato troppo poco tempo. Dopo la parentesi estiva di “Loca”, Aka7even ci fa conoscere un’altra parte di sé, più matura e compiuta. Centrata la scelta di un ritornello molto aperto – anche grazie agli effetti vocali – che spezza le sonorità urban delle strofe.
VOTO: 6,5

BRIGA FEAT. GEMITAIZ & IL TRE – NON MI REGOLO
Ci ha messo un po’ Briga a entrare nell’immaginario del cantautorato pop in cui la sua scrittura molto intima aveva il suo perché, e ora è già tempo di fare un passo indietro tornando al rap degli esordi. Qui gioca con gli stilemi del genere senza grandi guizzi e sorprese, e gli ospiti sembrano più fare solamente un esercizio tecnico. Buona però la produzione e il ritornello che s’incolla in testa.
VOTO: 5

CARMEN CONSOLI – QUALCOSA DI ME CHE NON TI ASPETTI
Atmosfere anni ’60 tra percussioni e chitarre acustiche che s’intrecciano con synth e chitarre elettriche in una forma-canzone più immediata del precedente “Una domenica al mare”. Pur senza dimenticare impegno e attualità, tra incidenti diplomatici che portano ai rischi di una nuova guerra, bambini africani che non ricevono regali per Natale e effetto-serra a cui non viene dato il giusto peso.
VOTO: 7

FEDERICO ROSSI & ANA MENA – SOL Y MAR
Attesissima (non da noi) collaborazione tra due protagonisti delle ultime estati, affrontata con un cantato leggero, quasi sussurrato, adatto alla canzone. Perché innocua e insignificante come un bicchiere d’acqua naturale al tavolo di un pub.
VOTO: 4,5

GHALI – WALLAH
Canta in un mix tra italiano, arabo e francese cercando queste suggestioni anche a livello sonoro. In casi come questo è molto sottile il confine tra sorpresa e caos, e qui succede proprio la seconda eventualità: perché se cerchi contaminazioni multietniche di questo tipo, poi non puoi proporre un beat piatto e senza alcuna variazione.
VOTO: 4,5

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – RELIGIOSAMENTE
Giocano tra sonorità ipnotiche e ritmi asiatici in questo invito a lasciarsi abbandonare ai sentimenti dove Veronica Lucchesi si fa quasi angelica. Sentiamo però le loro produzioni sempre un po’ troppo “piene” e ci piacerebbe sentire una voce così soave su atmosfere più intime e scarne. Less is more.
VOTO: 6,5

LEGNO FEAT. LO STATO SOCIALE – CHE SARÀ MAI
Un viaggio tra “sfighe” che conferma i Legno come una delle realtà più curiose dell’attuale scenario musicale. Riuscito l’incontro con Lo Stato Sociale, perché incrocia la leggerezza del duo con una scrittura più polemica e sarcastica (“Nasci imprenditore, muori tik-toker”).
VOTO: 6,5

LOREDANA BERTÈ – BOLLYWOOD
Scrive Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e si sente dalle molte citazioni contenute nel testo. Il brano vuole raccontare un argomento che negli ultimi mesi abbiamo sentito e risentito, la ritrovata voglia di stare insieme, divertirsi e fare festa, e anche a livello di sonorità è tutto troppo simile al precedente “Figlia di…”. Dispiace, ma con questi motivetti la regina del rock italiano non rende onore al suo straordinario passato.
VOTO: 5

MARCO MENGONI – CAMBIA UN UOMO
Un brano tutt’altro che immediato e per questo coraggioso. Mengoni libera la voce e libera anche la musica dagli schemi in cui è stata imprigionata e decide di tornare al suo primo amore, il soul, sfociando addirittura nel gospel. Ne esce una delle atmosfere più emozionanti e coinvolgenti degli ultimi anni, acuìta da un testo di grande ispirazione tra confessioni (“Io sono questo e non ne vado fiero”) e invito ad accettare gli errori propri o altrui (“Solo nel perdono cambia un uomo”).
VOTO: 9

MICHELE BRAVI – CRONACA DI UN TEMPO INCERTO
Chiude il percorso dell’album “La geografia del buio” questo inedito che racconta il tentativo ultimo di cercare e portare in salvo dall’oscurità qualcosa che non sia scheggiato e che sia rimasto interno. La scelta di un ritornello incalzante che si discosta dalle atmosfere cupe delle strofe rende di più facile fruizione un racconto di fragilità ben illustrato dalla voce di Michele.
VOTO: 7

RON – SONO UN FIGLIO
Ron ci racconta la figura del padre Savino e la grande storia d’amore dei suoi genitori, nata durante la guerra, con uno sguardo nostalgico verso la genuinità del passato: “In un tempo dove tutto era da fare, niente social, monopattini, telefono”. Atmosfere intime, acustiche, fuori dal tempo, e penna dotata sempre di grande sensibilità.
VOTO: 7

ZUCCHERO – FOLLOW YOU, FOLLOW ME
Zucchero anticipa il suo primo album di cover rileggendo questo leggendario brano dei Genesis che qui, pur mantenendo un’importante anima rock, acquista sfumature country. Il bluesman emiliano riesce così a farlo suo, dimostrando – come già fatto in passato con “Wonderful life” di Black – quanto sia bravo anche nella rilettura di brani storici.
VOTO: 7