CANOVA FEAT. GIANNA NANNINI E ROSA CHEMICAL – BENEDETTO L’INFERNO
L’ex produttore di nomi come Tiziano Ferro, Jovanotti e Marco Mengoni si presenta in prima persona con un progetto che mette insieme una coppia all’apparenza improbabile ma che, alla fine, sorprende. La Nannini è la vera protagonista, canta “un demone a letto, io sopra di lui” e si trova a proprio agio in queste atmosfere passionali, provocanti, esplicite, e nel taglio rock dato alla proposta; Rosa Chemical, pur somigliando un pò troppo ad Achille Lauro, si cala bene nel mood.
VOTO: 6,5
ENRICO RUGGERI – LA RIVOLUZIONE
Rinuncia a una dimensione sonora incisiva scegliendone una più teatrale e da cantastorie per dare il giusto peso alle parole di un testo (co-scritto insieme a Massimo Bigi, debuttante a 62 anni) che è manifesto di una generazione che ha combattuto ma che non ha mai vinto veramente. Ispirato.
VOTO: 7
FRANCESCO BIANCONI & BABY K – PLAYA
Difficile capire il perché di questa operazione da parte di un cantautore del suo calibro. Da una parte, ai suoi fans viene proposta una canzone mediocre che non si può risollevare cambiandole le atmosfere; dall’altra, chi ascolta Baby K non si metterà di certo ad ascoltare lui.
VOTO: 4
GAIA – SALINA
Gaia omaggia il luogo della sua infanzia, un piccolo paese del mantovano dove il nonno ha costruito una casa che potesse tenere unita tutta la sua famiglia. Sound raffinato e la sua voce rende le atmosfere quasi eteree e in linea con il racconto che si vuole fare; continua però a mancare l’incisività dei suoi primi successi.
VOTO: 6
MARCO GUAZZONE – AL POSTO MIO
Lo presenta come una sorta di “sta scrivendo” che alla fine non invieremo mai ed è il racconto di tutto quello che proviamo quando finisce una storia importante e ci rendiamo conto che l’amore che provavamo è stato rimpiazzato da un amore “nuovo”.
Marco si conferma autore di grande sensibilità sia nelle scelte autorali che in quelle musicali, con l’orchestrazione subentrante in coda al ritornello e nello special perfetta nel trasmettere grande pathos e intensità. Un brano d’altri tempi.
VOTO: 8,5
MARCO MENGONI FEAT. MADAME – MI FIDERÒ
Cede anche Marco alla logica delle playlist collaborando con la prezzemolina degli ultimi tempi ma, a differenza di altri, è lui a portarla nel proprio mondo. Il brano è infatti un up-tempo martellante dai toni funk in linea con “Ma stasera”, e la scelta si rivela azzeccata perché lontana dai suoni troppo plastificati e ovattati di Madame.
VOTO: 7,5
MAZZINI – TUTTA LA MATTINA
La giovane proposta di MAIONESE Project/Matilde Dischi continua, sulla scia del precedente “Fuorisede”, a parlare del periodo dell’adolescenza mettendo stavolta l’accento sull’importanza degli amici veri e genuini che sanno sempre come far tornare il sorriso e portano un pizzico di leggerezza in più. Brano fresco caratterizzato da una forte impronte elettronica, con un centrato e orecchiabile ritornello.
VOTO: 6,5
NESLI – CONFESSIONE-STORY
Torna dopo qualche anno di silenzio e lo fa con un team tutto nuovo (Artist First) e un brano che, più che un singolo, sembra l’intro di un album. È infatti un flusso di coscienza su sè stesso e su questo periodo lontano dalle scene (“Mi guardano pensando che abbia perso, ma io non l’ho mai perso il senso, sono qui che scrivo e non ci penso”), che ci mostra un Nesli più vicino agli esordi rap – ottimi gli incastri metrici – e con una forza comunicativa sempre molto viva.
VOTO: 7
SALMO FEAT. SHARI – L’ANGELO CADUTO
È un Salmo che non ti aspetti questo che impersona un fantasma che fa visita alla propria amata. Un testo struggente, emotivo, sensibile che fa da vero punto di forza del brano; sorgono dubbi solo sulla scelta di far cantare il ritornello alla giovane Shari, che ha una voce un po’ troppo tremolante e distrae dall’ascolto.
VOTO: 7
SAMUEL – ELETTRONICA
“Come vorrei stare ad un rave”, canta Samuel in questo brano che racconta il suo amore per la musica elettronica e per la notte, spazio temporale in cui prende vita. Sempre credibile in questo mondo e piacevole da ascoltare, ma decisamente lontano rispetto alle sue proposte migliori.
VOTO: 6
SIMONA MOLINARI – TEMPO DA CONSUMARE
Simona racconta l’animo umano come frutto anche delle esperienze mancate e non solo di quelle vissute, mettendosi al servizio di atmosfere volutamente intime e scarne con una piccola incursione nella bossa-nova. Interpretazione al solito elegante e conferma di una proposta gentile: non ha bisogno di sovrastrutture e di urlare per farti arrivare il suo messaggio.
VOTO: 8