FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (14-21 gennaio 2022)

ANASTASIO – ASSURDO
Un Anastasio completamente stravolto rispetto a come l’avevamo lasciato a Sanremo 2020: la rabbia degli esordi viene sostituita da un atteggiamento più positivo (“Non mi serve altro che un secondo di sole”), e al posto del consueto flusso di parole c’è una maggior attenzione verso melodia e cantato. Spiazza ma funziona perché è pop senza cadere nel banale, dimostrando come il suo modo di raccontare riesca ad arrivare in qualsiasi veste.
VOTO: 7

CAPAREZZA – COME PRIPYAT
Caparezza utilizza la città fantasma di Pripyat (evacuata dopo il disastro di Chernobyl) per descrivere una sensazione di vuoto generazionale (“Per questi ragazzi non ci sarà scampo”). I riferimenti sono a un rap non più utilizzato come denuncia sociale ma solo per esaltare sé stessi (“Potere all’alta moda quando prendi il mic, l’opposto di quando ne fui rapito a tredici anni”), alla criminalità che diventa ambizione (“Il modello è diventato Genny Savastano”), e ai deliri social (“Più si sputtana su qualche social, più pare che goda di un enorme stima”).
La produzione che strizza l’occhio agli anni ’80 dona maggior fruibilità a un messaggio particolarmente delicato e profondo.
VOTO: 7

CESARE CREMONINI – LA RAGAZZA DEL FUTURO
A poco più di un mese dalla pubblicazione di “Colibrì”, il cantautore bolognese lancia subito la title-track dell’album di prossima uscita proponendosi in un mood completamente diverso da quello del primo estratto: se là le atmosfere erano profondamente intime e sognanti, qui l’occhio strizzato agli anni ’70 – con un riff di basso accattivante e una ritmica incisiva – dice di un brano immediato e di facile presa.
E il bello è di Cesare è che, anche proponendosi in vesti più radiofoniche, non tralascia mai l’importanza del racconto: il centro qui è un dialogo tra il suo tempo e quello delle nuove generazioni, guardato con senso di speranza ma anche di protezione.
VOTO: 8

GIANMARIA – POETA
Non è andata bene l’ultima edizione di X-Factor e questo ha bloccato la possibilità di arrivare al grande pubblico a proposte anche interessanti. Il primo a provarci fuori dal programma è il secondo classificato, che qui dimostra una scrittura senz’altro promettente per la giovane età. Cantato e sonorità sono però un po’ troppo simil-Blanco, e Blanco c’è già.
VOTO: 5

LAURA PAUSINI – SCATOLA
Shablo alla produzione e Laura scrive con Madame per una svolta apparentemente moderna che la mostra però bravissima nel non snaturarsi: ci sono infatti le sonorità di questi tempi ma non vengono subite, e sono anzi un arricchimento a una ricetta che è quella del classico pienamente pausiniano. Di grande ispirazione e pathos anche il testo, con la Laura di oggi che parla a quella del passato, chiusa in una “scatola” ma “mai dimenticata”.
VOTO: 8,5

MARA SATTEI FEAT. GIORGIA – PARENTESI
Collaborazione di spicco per Mara Sattei che però non riesce proprio a uscire dalle atmosfere troppo cupe e ovattate del fratello ThaSupreme. I suoi brani risultano sempre troppo monotoni e scialbi, non mostrando mai variazioni o evoluzioni all’interno del pezzo. Un vero peccato qui perché la presenza di Giorgia avrebbe potuto donare una grande crescita nel ritornello, che invece scivola via nello stesso mood delle strofe.
VOTO: 5

TOMMASO PARADISO – LUPIN
Continua a far conoscere piano piano la tracklist del suo album di debutto da solista “Space cowboy” e stavolta lo fa con un brano totalmente fuori dalle logiche radiofoniche: quasi cinque minuti di durata, giro di piano irresistibile che fa un po’ Vasco anni ’80 e atmosfere che sembrano quelle dei primi due dischi dei TheGiornalisti. Sicuramente uno dei pezzi migliori e fuori dagli schemi del suo repertorio.
VOTO: 7,5