Sanremo 2022, pagelle seconda serata: Fabrizio Moro e Emma i migliori, Sangiovanni e Aka7even banali

Sale il livello della 72^ edizione del Festival di Sanremo con i brani della seconda serata, decisamente superiori rispetto a quelli della prima. Merito soprattutto dei big presenti, con Fabrizio Moro, Emma, Elisa e Le Vibrazioni che portano le proposte migliori di questa annata.
Deludono invece ancora gli esordienti, con la sola eccezione del maturo Giovanni Truppi.
Vediamo a seguire i nostri giudizi su tutti gli artisti in gara ieri e le relative canzoni.

SANGIOVANNI – FARFALLE
Sangiovanni fa Sangiovanni. È sicuramente segno di forte identità, se non fosse che quando arriva il ritornello ci puoi praticamente cantare sopra “Lady”. Piacerà agli adolescenti, ma non fa avvertire alcun segno di crescita. Una banalissima dichiarazione d’amore.
VOTO: 4

GIOVANNI TRUPPI – TUO PADRE, MIA MADRE, LUCIA
Quando esci dalla nicchia, puoi seguire due strade: la più facile è quella di cercare un motivetto canticchiabile, la più difficile è quella di rimanere sè stessi. Truppi segue la seconda e bisogna solo che complimentarsi per il coraggio mostrato.
Canzone ben scritta, matura, complicata considerando le molte parti parlate, fuori dal comune per come è il Festival oggi. Curiosa.
VOTO: 7

LE VIBRAZIONI – TANTISSIMO
La canzone musicalmente più potente, per distacco, di queste due serate. Incrociano sapientemente le sonorità internazionali tra Ac/Dc e Europe con il rock italiano, e il ritornello è quello che più rimane in testa. Il quartultimo posto assegnato dalla Sala Stampa è semplicemente vergognoso.
VOTO: 7,5

EMMA – OGNI VOLTA È COSÌ
Emma è tra le poche cantanti donne di oggi che non si è mai snaturata. Continua a fare quello che vuole lei e non quello che le impongono gli altri, e il risultato è che ci ha fatto sentire un classico sanremese in un Festival che sembra non volerli più.
Il suo è infatti il brano che più dà quell’idea lì: strofe più lente e grande crescendo in un ritornello esplosivo. Interpretazione al solito intensa e viscerale.
VOTO: 8,5

MATTEO ROMANO – VIRALE
Quando si sale su un palco del genere a soli 19 anni la cosa più importante a cui si deve puntare è quella di mostrare di avere una propria identità. Lui invece canta un brano che potrebbe essere di chiunque e passa così inosservato. Insipido come la sua voce.
VOTO: 5

IVA ZANICCHI – VOGLIO AMARTI
La ascolti e ti chiedi se ha fatto un qualche patto col diavolo per tirare fuori una voce del genere a 82 anni. Impressionante.
La canzone è datata, avrà difficilmente una vita fuori dal Festival, ma cos’altro avrebbe potuto cantare? Coerente.
VOTO: 6

DITONELLAPIAGA E RETTORE – CHIMICA
Ditonellapiaga era sconosciuta prima dell’inizio di questo Festival e rischia di rimanerlo anche dopo visto che in questo brano non esce mai la sua personalità, ma solo quella di Rettore. Il brano ha tinte funky alla ricerca del tormentone, ma il risultato che ottiene è che, al quarantottesimo “chimica” ripetuto nel giro di tre minuti, vuoi solo sbattere la testa contro il muro sperando in un reset.
VOTO: 4,5

ELISA – O FORSE SEI TU
La sua è, neanche a dirlo, l’esibizione migliore di queste due serate: voce eterea, dotata di potenza e allo stesso tempo dolcezza, e interpretazione di grandissima eleganza. Il brano è quello che oggi dà maggiori vibes di vittoria per come è avvolgente anche se, guardando alla sua carriera, negli ultimi anni ha proposto brani sicuramente migliori (“Anche fragile”, “Promettimi”, “A modo tuo”). Con gli ascolti potrebbe però crescere ancora di più.
VOTO: 8

FABRIZIO MORO – SEI TU
Moro è un poeta contemporaneo e non delude mai le aspettative. La sua non è altro che la ballad che ti aspetti da lui: testo profondamente sentito, interpretazione che dà grande peso alle parole e esplosione finale con quel graffio che ti uccide ogni volta. L’arte di saper apparire ogni volta vero.
VOTO: 9

TANANAI – SESSO OCCASIONALE
La canzone non è malaccio, un divertissement che su 25 canzoni ci può stare e con un ritornello decisamente forte. L’esibizione è però imbarazzante: in quel momento c’erano più stecche sul palco di Sanremo che in una sala da biliardo.
VOTO: 5

IRAMA – OVUNQUE SARAI
Irama sorprende e ci fa finalmente vedere che è anche molto altro oltre ai tormentoni a cui si è dedicato negli ultimi anni. Qui ci mostra anche sfumature vocali che non gli avevamo mai sentito prima. Un brano di grandissima profondità.
VOTO: 8

AKA7EVEN – PERFETTA COSÌ
Tra i giovanissimi lui è quello più preciso vocalmente e che regge meglio il palco, il brano ha i bpm accelerati e cori che ricordano i Coldplay senza essere però nemmeno una loro unghia: perché alla fine si rivela tutto troppo banale e adatto solo a un tipo di pubblico. Quello di Amici.
VOTO: 5

HIGHSNOB & HU – ABBI CURA DI TE
Erano il grande mistero del cast di questo Sanremo e lo rimangono anche dopo l’ascolto del brano: lui troppo morbido, lei un’imitazione di Madame riuscita male e il risultato appare decisamente noioso.
Però sono utili a spiegarci la presunzione di Amadeus nel voler essere alternativo a tutti i costi: ogni anno punta su almeno un nome totalmente sconosciuto al grande pubblico e che poco c’entra con Sanremo, forse più per la smania di farsi vedere appunto alternativo che per il vero valore della canzone. E il risultato è che questi artisti, invece di avere una botta di popolarità, tornano addirittura indietro: l’abbiamo visto nel 2020 con Junior Cally e Rancore, e l’anno scorso con Random. Quest’anno toccherà a loro.
VOTO: 4

Nick Tara