AIELLO – PARADISO
Diversifica un po’ la recente proposta ammorbidendosi dal punto di vista vocale e parlando non più di addii ma stavolta della fase più bella di una storia d’amore, quella dell’innamoramento e dei primi momenti insieme. Il brano mischia sonorità soul e modernità, e il ritornello ricco di giochi di parole è funzionale per renderlo più “catchy”.
VOTO: 7
AKA7EVEN – COME LA PRIMA VOLTA
Fate una prova: ascoltate prima “Stay” di Kid Laroi e Justin Bieber e subito dopo questo brano. Identico. Spaventosamente identico. Perché rifare ciò che viene già fatto all’estero invece di trovare una propria identità?
VOTO: 4
ED SHEERAN FEAT. ULTIMO – 2STEP
Già contenuta in “=”, ultimo album del cantautore irlandese, viene qui riproposta in una nuova versione italiana. Il mood è quello tipico di Ed Sheeran, un easy pop fresco, facilmente canticchiabile e quindi lontano da ciò che fa solitamente Ultimo. Che però ben si adatta, risultando fresco e dimostrando quella versatilità che molti gli rimproverano di non avere.
VOTO: 7
ELISA – LITORANEA (CON MATILDA DE ANGELIS)
Elisa si affida alla produzione di Mace e alla scrittura di Calcutta per conquistare la prossima estate, e si notano infatti da una parte le tinte elettroniche anni ’90 e dall’altra il mood sbarazzino tipico del cantautore di Latina. Il brano è leggero, tipicamente estivo, senza grandi pretese e quindi lontano dalle cose migliori di Elisa, ma si fa comunque ascoltare. L’apporto dell’attrice Matilda De Angelis, al debutto canoro, nulla aggiunge e nulla toglie.
VOTO: 6,5
EMANUELE ALOIA – CARTAGINE
Emanuele Aloia è bravo e la sua proposta è sempre molto distinguibile da quella di altri cantanti della sua stessa generazione, anche solo per i riferimenti colti di cui si nutre. E la conferma qui è nella scrittura poetica e ispirata di un brano che parla di un amore che viaggia nel tempo senza mai mutare la sua forza. La produzione si rivela però un po’ troppo caotica e anche il coro di voci bianche, che aveva l’obiettivo di donare un’esplosione di emotività, aumenta invece questa sensazione. Less is more, col tempo lo capirà.
VOTO: 6,5
FASMA – BIMBI SPERDUTI
Gioca tra pause e accelerazioni questo invito di Fasma a non mascherare più il proprio disagio interiore con il sorriso. L’eccessivo utilizzo di effetti vocali, ancora più spiccato rispetto al passato, arreca confusione e toglie il focus sulle parole che, visto il messaggio dietro al brano, dovrebbero essere la parte più importante.
VOTO: 5
LETYZIA – CIELO
Classe 2004, un cantato che ricorda la Michielin degli esordi e una scrittura già molto matura, per quella che è la sua età, mostrata in questa ballad indie-pop che racconta cosa succede alla fine di una relazione e che riesce, al tempo stesso, ad essere contemporanea e tradizionale. Cantautrice da osservare con attenzione.
VOTO: 7
LIGABUE – NON CAMBIEREI QUESTA VITA CON NESSUN’ALTRA
Urlo liberatorio e di rivendicazione, strettamente collegato alla recente autobiografia, per questo brano di Ligabue caratterizzato da batterie e chitarre potenti che segna un importante ritorno alle origini: sembra infatti uscito direttamente da uno dei suoi dischi degli anni ’90. E quell'”abbiamo vinto noi” ce lo immaginiamo già cantato tra un mese all’unisono dal suo pubblico al Campovolo.
VOTO: 8
LORENZO FRAGOLA, MAMELI – ATTRAVERSO
Amici fin dall’adolescenza, questo brano sancisce l’inizio di una loro collaborazione artistica: si punta forte sull’elettronica e Mameli è più nel suo, mentre il mondo pop di Lorenzo rimane sulle retrovie. Una buona proposta che però non riesce a convogliare al meglio le due esperienze artistiche.
VOTO: 6
MARCO MENGONI – NO STRESS
Strana la discografia attuale: hai a disposizione un intero, ottimo, album con diversi brani spendibili come singoli e lo metti da parte per lanciare un inedito. Una tendenza che sta prendendo sempre più piede nella musica e che francamente non capiamo, soprattutto perché spesso la nuova canzone non è assolutamente all’altezza di quelle contenute nel disco. Come in questo caso, una techno eccessivamente numerosa tanto da mettere in secondo piano la voce di Marco, e anche con un testo decisamente poco ispirato.
VOTO: 5
MARINA REI, CARMEN CONSOLI – UN MOMENTO DI FELICITÀ
Collaborano per la prima volta insieme dopo 30 anni di amicizia ed esperienze live con un brano che è perfettamente coerente con il cammino di due artiste che non hanno mai ceduto alle regole del mercato: sonorità acustiche, gentili, e un testo che riflette sull’importanza delle piccole cose nell’arrecare felicità.
VOTO: 7
MATTEO BOCELLI – TEMPO
Scelta dalla FIAT per la campagna pubblicitaria Europa/Regno Unito della nuova FIAT 500 “La Prima by Bocelli”, mixa inglese e italiano in quella che è una fotografia sulla volontà di Matteo di sviluppare una carriera internazionale partendo però dal suo paese. E il brano ha tutte le carte in regola per funzionare, in particolare la combo tra le atmosfere fresche, ritmate, attuali delle sonorità e il suo cantato molto tradizionale che lo rende quindi distinguibile.
VOTO: 7
NESLI & JACK THE SMOKER – POLVERE DA SPARO
Sempre più lontano dalla sua veste più mainstream e commerciale e sempre più vicino a quella rap delle origini, Nesli anticipa il suo nuovo lavoro con un brano dalle tinte cupe, dure, aspre. Jack The Smoker s’inserisce bene nel discorso sfornando rime che si fa fatica a immaginare nel repertorio degli ultimi anni del cantautore de “La fine”, come “Mi sono rotto il c***o di una bad bitch, di una sopra e di una sotto tipo sandwich”.
Un Nesli che difficilmente piacerà a chi ha amato la sua veste più pop, ma quanto mai libero e coraggioso.
VOTO: 6,5
NINA ZILLI – MUNSTA
Torna con un singolo solista dopo parecchio tempo e lo fa recuperando finalmente le sue origini dopo gli esperimenti poco riusciti degli ultimi anni: un brano frizzante, allegro, con irresistibili sonorità anni ’60 e quel “ta ra ra ri ri ri ri ri ra” che s’incolla in testa.
VOTO: 6,5
RON – PIÙ DI QUANTO TI HO AMATO
Una dichiarazione d’amore alla vita questa di Ron che si fa interprete cantando un brano pensato per lui da Bungaro, Cesare Chiodo e Rakele e che risulta interessante nell’alternare la dolcezza delle strofe con la potenza di un ritornello up-tempo.
VOTO: 7
SANGIOVANNI – SCOSSA
Il Pulcino Pio non era così male.
VOTO: 3
SFERA EBBASTA & RUSSIAN – MAMMA MIA
Lui che in sei giorni potrebbe averne dodici (di donne), lei che quando si spoglia è “più dei soldi”, le marche, i gioielli, le scarpe da seicento euro… Solita solfa. È scientificamente provato che, ascoltandola, ti appare la faccia di Dio che ti dice: “Io gli ho dato la musica e questi ascoltano Sfera Ebbasta. Dovevo puntare sui dinosauri”.
VOTO: 2
TEO CARMINATI – PARTO DA ME
Giovane bergamasco al debutto con un brano che parla di sfide, viaggi, coraggio di rischiare e quindi quanto mai adatto per un esordio nella musica. Le sonorità sono quelle pop molto classiche, con strofe più lente e l’esplosione che arriva nel ritornello. Ed è sempre bello trovare un giovane che guarda al passato e non si omologa alle mode del momento.
VOTO: 6,5