Cara Emma, perchè le “gambe importanti” no ma il “culo giga” sì?

Sanremo 2022, Emma si presenta sul palco dell’Ariston con il brano “Ogni volta è così” e il giornalista Davide Maggio, dopo una delle esibizioni, si lascia andare ad un commento poco edificante sul suo look e sul suo fisico: “Se hai una gamba importante eviti di mettere le calze a rete“.
La reazione della cantante sui social non si fa attendere e viene prima espressa con un lapidario “il Medioevo“, poi con un discorso più approfondito attraverso cui, oltre ad invitare le ragazze che la seguono ad essere orgogliose del loro corpo, chiedeva maggior rispetto nei confronti di tutte le donne perché “le parole hanno un peso importante” e “non si può più stare zitti davanti al fatto che chiunque possa parlare in modo così scorretto“.

Noi siamo stati tra i primi ad esprimerle appoggio con un tweet che vi alleghiamo appena sotto, non solo per questa battaglia ma anche per tutto ciò che ha fatto e trasmesso finora in tutta la sua carriera, ed è proprio per questo che oggi siamo delusi a sentire la sua voce in un brano come “Taxi sulla luna“, inciso in duetto con Tony Effe, ex membro della Dark Polo Gang.

Perché “Taxi sulla luna” riprende tutti i peggiori stilemi della trap in termini di maschilismo ed emblematici, in tal senso, sono in particolare tre versi cantati proprio dal trapper romano. Si parte nella prima strofa con un “primo bacio, primo trip, caramelle nel suo drink“, alludendo a come la donna sia stata drogata per approfittare più facilmente di lei e anticipare quello che poi effettivamente si verifica nella seconda strofa: “La porto a casa, le faccio la festa“, con tanto di giudizio fisico finale (“È piccolina, ma ha un culo giga“).

Un racconto che va in netta controtendenza con la Emma solo un anno e mezzo fa impegnata sul fronte femminista, non solo nel chiedere rispetto dopo un commento poco gradito, ma proprio in una canzone che, nel suo verso più rappresentativo (“Siamo sante o puttane“), faceva da invito ad abbandonare le etichette. Un invito accompagnato sul palco dal simbolo della vagina: gesto che, sin dagli anni ’70, indica l’affermazione della sessualità femminile al di fuori dei canoni imposti dalla società, il rifiuto dell’oggettivazione della donna e del giudizio per l’aspetto fisico.

Tutti diritti che in “Taxi sulla luna” vengono invece negati. Non c’è alcuna differenza tra le “gambe abbondanti” di un anno e mezzo fa e il “culo giga” di oggi: è lo stesso linguaggio scorretto che Emma denunciava. Ma in più qui c’è l’aggravante che, nelle barre di Tony Effe, la donna, oltre a non essere libera, viene usata, è sottomessa a un uomo disposto a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di soddisfare i propri piaceri, è a tutti gli effetti un oggetto sessuale visto che non importa nemmeno se si chiami “Martina o Vanessa“: l’importante è che sia “brava a letto“.

E oggi diventa quindi lecito chiedere a Emma perché rendersi complice di qualcosa che nega tutto ciò in cui lei crede. Forse perché questo brano è in piena linea con l’attualità musicale, e infatti la cantante di “Amami” sta toccando posizioni e playlist su Spotify mai raggiunte prima in carriera. Ma è giusto mettere da parte i propri ideali solo per un po’ di numeri? È leale che, davanti al successo, le parole abbiano meno peso?