Joey diventa Joey Noir: “Ho bisogno di impregnare il mio nome di cinema e letteratura”

Importanti novità per Joey – al secolo Giorgia Bertolani – che apre un nuovo capitolo della sua vita e, come inizio, decide di cambiare il suo nome d’arte. Dopo aver pubblicato alcuni singoli con lo pseudonimo di Joey Funboy (Funboy è un personaggio del film “Il corvo” che l’aveva particolarmente colpita) e aver poi mantenuto, per ragioni stilistiche, solo Joey dall’uscita de “La rockstar“, brano che nel 2019 ha conquistato l’alta rotazione dei più importanti network radiofonici e che l’ha portata su palchi importanti come quelli del Battiti Live, del Deejay On Stage e del Napoli Pizza Village di RTL 102.5, da oggi la cantante sceglie infatti di chiamarsi Joey Noir e a spiegare le motivazioni è lei stessa.

Oggi – si legge sui suoi social – ho una novità importante: ho deciso di cambiare il mio nome d’arte. Il nuovo nome sarà Joey Noir. Lo faccio fondamentalmente per necessità tecniche, ma ne traggo spunto per approfittarne e portarvi con me sulla linea di partenza di un nuovo capitolo della mia vita, e questo nome è scritto sulla mia maglietta a caratteri cubitali.
Joey Noir si ispira ad un genere letterario/cinematografico dal quale mi sento totalmente rappresentata. Questa per me è una rinascita a tutti gli effetti. Il bisogno di impregnare il mio nome di cinema e letteratura deriva dal mio modo di scrivere per immagini. Il romanzo noir (dal francese, significa nero, misterioso, cupo) si fonda su degli elementi essenziali, che se non ci fossero impedirebbero alla storia di raggiungere il suo scopo di interessare, intrattenere, emozionare e appassionare il pubblico, cosa che ho sempre ritenuto fondamentale per me e per qualsiasi artista“.

Una delle caratteristiche più importanti del genere – continua la cantautrice bolzanina – è la qualità auto-distruttiva del protagonista e anche questo mi definisce molto, o meglio, ha definito molto il mio passato, è un tema che conosco molto bene e che mi ha portato ad essere la persona forte e determinata che sono oggi. Un’altra cosa che mi ha colpito del genere è che il vero nemico non è propriamente l’assassino ma è la trama tessuta di bugie: i segreti, in pratica. Arrivando alla fine della storia, infatti, l’investigatore non smaschera solo l’assassino, ma snoda tutte le verità dei presenti (indagati e testimoni), dimostrando che hanno detto grosse bugie durante l’interrogatorio e svelando il motivo per cui l’hanno fatto. Si applica come regola la tecnica di portare tutti i personaggi ad avere qualcosa di nascosto, così da dimostrare quanto i segreti siano dei mostri silenti che trasformano le persone in assassini“.

Questo concetto – conclude Joey Noir – mi ricorda molto una delle poche certezze che ho avuto modo di elaborare nel corso della mia esistenza: tutti hanno un lato bianco e tutti hanno un lato nero. Più il bianco è forte, più la controparte potrebbe potenzialmente esserlo altrettanto e viceversa. Soddisfa a pieno anche la mia esigenza esasperata di cercare sempre la verità, per quanto cruda essa possa essere, essendo le bugie la cosa che più detesto al mondo. Riflette bene anche la mia personale morale della favola, ovvero che se provassimo tutti ad essere più onesti o sinceri, per quanto difficile possa essere, la nostra vita sarebbe molto più sana e facile. C’è infine il tema estetico; infatti, più che un vero e proprio genere, il noir costituisce una tendenza dell’immaginario, uno stile. Uno stile cupo e violento ma estremamente elegante allo stesso tempo, un immaginario fumoso e grigio che trasmette un costante senso di ambiguità e di angoscia, disegnando un universo caotico e delineando un ritratto del mondo estremamente realistico. In conclusione, un immaginario che mi affascina da morire e rappresenta il mio vissuto e i temi che tratto nelle mie canzoni“.

Joey Noir ha recentemente raccontato di aver voluto chiudere il contratto che la legava a un’importante etichetta discografica (Elektra Records, distribuzione Warner Music) perché “l’unico vantaggio di essere in una casa discografica di un certo livello è nel nome, fa figo farne parte. Lo svantaggio è che loro hanno potere su tutta la tua arte e questo mi ha fatto soffrire parecchio perché mi ha precluso tante cose che io facevo per piacere personale, in più l’artista si ritrova ad essere messo da parte perché ci sono nomi più grossi e conviene investire più su di loro” e, dopo un periodo di silenzio, è ripartita da indipendente pubblicando tre singoli negli ultimi mesi: “La parte più buia di me” a ottobre 2022, “Il bacio di Giuda” a maggio 2023 e il più recente “Pandora“, uscito venerdì e inciso in coppia con il giovane rapper Dray Davies.