FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (17 luglio – 21 agosto 2020)

ENRICO NIGIOTTI – PARA EL SOL
Ricorda i tempi passati insieme al compagno di banco in una riflessione sull’amicizia intrisa di metafore e significati, sostenuta da un ritmo spensierato che ricorda alcune cose di Ivan Graziani. Piacevole e riuscita.
VOTO: 7

GAIA – COCO CHANEL
Se “Chega” con quelle atmosfere suggestive e quel ritornello soft e passionale la presentava come una bella novità, qui ne esce invece come la solita cantante urban di questi tempi: soliti suoni, solita sensazione di piattume, solito testo un po’ cringe. Solita solfa, insomma.
VOTO: 4,5

PIERO PELÙ – PUGILI FRAGILI
Sentori di Litfiba in un’intensa, e anche un po’ malinconica, ballad rock scritta in occasione del matrimonio del cantautore toscano con Gianna. Mischia fragilità (“ricomponiamo tutti i frammenti”) e vigore (“a noi chi c’ammazza?”) e risulta uno dei migliori brani del suo repertorio da solista.
VOTO: 8


Ma ripercorriamo cos’è successo nel mese di pausa di questa rubrica.
Tante novità dal mondo hip-hop, con “Superclassico” di Ernia (7,5) che si rivela una delle migliori proposte di quest’estate: la disillusione romantica raccontata in un ottimo compromesso tra rap e pop, con un ritornello trascinante e che rimane addosso.
Sufficienti ma deludono in relazione alle aspettative due coppie di mostri sacri: Emis Killa/Jake La Furia con “Malandrino” (6,5) e Fabri Fibra/J-Ax (6) con il remix di “Djomb” del rapper francese Bosh. I primi sfoggiano un beat potente targato Low Kidd e un’interessante idea iniziale di gangsta rap, ma si perdono nelle storie straabusate di spaccio; i secondi si limitano al compitino senza mostrare una grande ispirazione.
In “Chico” (6,5) Guè Pequeno e Luchè rappano su una chitarra latin e atmosfere vintage con l’aggiunta di un ritornello melodico cantato da Rose Villain, che nulla aggiunge e nulla toglie alla generale gradevolezza del brano; “Defuera” di Dardust (5) gioca invece con i suoni arabeggianti cari a Mahmood e ci mostra un Ghali sottotono, una Madame trasparente e un Marracash che, seppur in stato di grazia, non basta a salvare un pezzo che risulta confuso e con una produzione troppo “piena”: less is more; mentre ThaSupreme con “0ffline” (NG) risulta incomprensibile per chi ha più di 20 anni.
Nel pop, Gigi D’Alessio rivisita con Clementino “Como suena el corazon” (6,5), come a dire “i ritmi caraibici io li usavo già 20 anni fa e lo facevo meglio di voi”, e riesce nell’intento di rinfrescare un pezzo peraltro mai tramontato; mentre Arisa e Alessio Bernabei ci provano da autoprodotti: l’interprete de “La notte” con “Ricominciare ancora” (5) sfodera un pezzo troppo piatto e spento e che non rende onore alla sua voce, l’ex Dear Jack ci prova invece con una “Trinidad” (5) che si mischia in mezzo a mille altri tormentoni. L’avessero proposta Fred De Palma o Rocco Hunt avrebbe fatto sfracelli in radio e su Spotify, ma per lui è consigliabile trovare una strada che sia tutta sua.
Bene invece Luca Dirisio con “Occhi negli occhi” (7), una dedica alla moglie che riporta al pop genuino di un tempo, e gli Zero Assoluto accompagnati da Gazzelle in una “Fuori noi” (7) che ci mostra due artisti con la stessa visione minimalista, malinconica e diretta, e quanto quindi il duo di “Per dimenticare” sia stato precursore dell’indie-pop d’alta classifica di oggi.

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