Se il livello generale delle canzoni della prima serata era già scarso, con quelle della seconda si abbassa ancora di più. Il primo vero sussulto arriva con Malika Ayane – alla sesta esibizione – e prosegue con Ermal Meta, che gioca da MVP. E lì si assiste anche ad un’importante verità: a causa delle numerosi imprecisioni nelle precedenti esibizioni si era pensato a problemi tecnici. No, era solo la differenza tra il saper cantare e il non saperlo fare.
Se il cantautore di origini albanesi è il goleador, Willie Peyote è l’assist-man: con il suo brano, il più politico del Festival, arriva all’1 di notte e ti sveglia dall’abbiocco di uno spettacolo poco scorrevole.
ORIETTA BERTI – QUANDO TI SEI INNAMORATO
Orietta Berti fa quello che ti aspetti da Orietta Berti: una canzone che sarebbe stata considerata vecchia già a fine anni ’60.
Ti chiedi: “perché in gara e non superospite, a 77 anni e con la carriera che ha?”. E la risposta ce l’hai nell’esibizione: per mettersi in tasca i giovani a livello vocale. Grande prova di intonazione.
VOTO CANZONE: 5
VOTO ESIBIZIONE: 8
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 0%
BUGO – E INVECE SÌ
Protagonista involontario lo scorso anno, torna sul luogo del delitto con un brano che gioca molto sulla nostalgia, citando Celentano ma rifacendosi più a Battisti, soprattutto nell’arrangiamento orchestrale. Brano carino e orecchiabile ma, soprattutto dopo quella “Mi manca” in coppia con Ermal Meta, era lecito aspettarsi di più. E l’esecuzione lascia molte perplessità.
VOTO CANZONE: 6,5
VOTO ESIBIZIONE: 5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 10%
GAIA – CUORE AMARO
Voce suadente e sonorità sudamericane per un brano più da “Power Hits Estate” che da Sanremo. Perché se chiudi gli occhi ci senti la Lamborghini e, considerando che a differenza dell’ereditiera Gaia un valore artistico ce l’ha, è un bel problema.
VOTO CANZONE: 4,5
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 30%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 80%
LO STATO SOCIALE – COMBAT POP
Sono passati dalla fase della “vecchia che balla” a quella degli animatori turistici della Costa Crociere. La critica sociale è sempre apprezzabile, ma non quando viene trasformata in un circo come in questo caso. Decisamente evitabili, sarebbe stato meglio lasciarli sui social a fare politica.
VOTO CANZONE: 2
VOTO ESIBIZIONE: 2
POSSIBILITÀ DI PODIO: 30%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 20%
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – AMARE
Amare è “urlare dopo avere pianto”: cantano l’amore con originalità e decisione ma l’impressione è che l’arrangiamento troppo pomposo di Dardust penalizzi il brano rendendolo confuso. Atmosfere più scarne e intime, con più spazio alla bellissima vocalità della frontman Veronica Lucchesi, avrebbero colpito di più.
VOTO CANZONE: 6
VOTO ESIBIZIONE: 7
POSSIBILITÀ DI PODIO: 40%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%
MALIKA AYANE – TI PIACI COSÌ
Malika velocizza i Bpm rispetto alle precedenti comparsate sanremesi e si rifà un po’ al mood della sua “Senza fare sul serio”: sonorità anni ’80 e melodia orecchiabile.
Con la sua voce calda e elegante riesce a portarti sempre nel suo mondo, e l’impressione è che con più ascolti possa crescere molto.
VOTO CANZONE: 6,5
VOTO ESIBIZIONE: 8
POSSIBILITÀ DI PODIO: 40%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%
ERMAL META – UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
Ermal Meta è il Cristiano Ronaldo del Festival. La stampa non aveva giudicato la sua proposta al livello di quelle delle precedenti partecipazioni, veniva dato in fase calante, ma mai sottovalutare il fuoriclasse perché è proprio lì che lui colpisce. Ronaldo è arrivato a segnare per 12 anni consecutivi più di 20 gol in campionato, Ermal fa centro ugualmente quando si presenta sul palco dell’Ariston: subito in vetta alla prima classifica generale e pubblico sui social in visibilio.
Il brano è una semplice (ma tutt’altro che banale) canzone d’amore, sentita, intima, elegante, e con un arrangiamento volutamente scarno per dare spazio alle parole e alla sua vocalità, che restituisce a Sanremo tradizione e grandi melodie del passato. Sì, può bissare la vittoria di tre anni fa.
VOTO CANZONE: 8,5
VOTO ESIBIZIONE: 9
POSSIBILITÀ DI PODIO: 90%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 90%
EXTRALISCIO FEAT. DAVIDE TOFFOLO – BIANCA LUCE NERA
La riviera romagnola che incontra il punk dei Tre Allegri Ragazzi Morti: sono gli anarchici del Festival, totalmente fuori mercato ma la loro proposta è valida e la resa sul palco funziona.
VOTO CANZONE: 6
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 0%
RANDOM – TORNO A TE
Mancano solo campanacci, ululati e Carlo Conti o Gerry Scotti ad annunciarlo e con lui Sanremo si trasformerebbe nella Corrida. Un’esecuzione imbarazzante, amatoriale per un brano fiacco, innocuo, semplice. E il confine tra semplice e banale si sa quanto sia flebile: qui è tutta banalità.
VOTO CANZONE: 2
VOTO ESIBIZIONE: 2
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 10%
FULMINACCI – SANTA MARINELLA
C’è tanta Roma a metà tra De Gregori e it-pop in questa storia d’amore 2.0 che si rifà però al cantautorato del passato con chitarra da falò nelle strofe e archi nel ritornello. L’emozione e la paura nei suoi occhi fanno pensare che per lui non fosse ancora il momento giusto, ma il brano c’è e il ragazzo si farà.
VOTO CANZONE: 7,5
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 10%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%
WILLIE PEYOTE – MAI DIRE MAI (LA LOCURA)
Provocatorio, pungente, irriverente: la sua è una critica all’approccio verso la cultura nel nostro Paese, in cui è vista solo come mero intrattenimento. E in poco più di tre minuti ti mette in faccia la cruda verità e non risparmia nessuno: Elettra Lamborghini, Achille Lauro, case discografiche, Spotify, rapper… Il ritornello con la cassa dritta, orecchiabile e di facile presa, mostra grande intelligenza perché in questo modo fa arrivare la sua canzone anche a chi non è abituato al genere.
VOTO CANZONE: 9
VOTO ESIBIZIONE: 7,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 70%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 80%
GIO EVAN – ARNICA
Il suo testo è il più poetico e ricco di immagini di questo Festival: l’arnica è infatti un fiore che si spezza e ricresce, simboleggiando così il ciclo della vita tra cadute, risalite e soddisfazioni. Un pop d’autore che si perde un po’ nell’esecuzione, tra ansia, imprecisioni e problemi di respirazione. Ma lui non nasce cantante, e quindi si può perdonare.
VOTO CANZONE: 8
VOTO ESIBIZIONE: 6
POSSIBILITÀ DI PODIO: 10%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 30%
IRAMA – LA GENESI DEL TUO COLORE
Per il brano della vita e per un’importante crescita cantautorale bisogna ancora aspettare (e forse sperare): fa sè stesso, punta sul successo facile e su un motivetto canticchiabile. La canzone però è quella più adatta al palco dell’Eurovision e ce la trascineremo fino all’estate.
PS: Perché quella voce metallica?
VOTO CANZONE: 6
VOTO ESIBIZIONE: 6
POSSIBILITÀ DI PODIO: 70%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 100%
Nick Tara