Sanremo 2021, pagelle seconda serata: Ermal Meta e Willie Peyote protagonisti assoluti

Se il livello generale delle canzoni della prima serata era già scarso, con quelle della seconda si abbassa ancora di più. Il primo vero sussulto arriva con Malika Ayane – alla sesta esibizione – e prosegue con Ermal Meta, che gioca da MVP. E lì si assiste anche ad un’importante verità: a causa delle numerosi imprecisioni nelle precedenti esibizioni si era pensato a problemi tecnici. No, era solo la differenza tra il saper cantare e il non saperlo fare.
Se il cantautore di origini albanesi è il goleador, Willie Peyote è l’assist-man: con il suo brano, il più politico del Festival, arriva all’1 di notte e ti sveglia dall’abbiocco di uno spettacolo poco scorrevole.

ORIETTA BERTI – QUANDO TI SEI INNAMORATO
Orietta Berti fa quello che ti aspetti da Orietta Berti: una canzone che sarebbe stata considerata vecchia già a fine anni ’60.
Ti chiedi: “perché in gara e non superospite, a 77 anni e con la carriera che ha?”. E la risposta ce l’hai nell’esibizione: per mettersi in tasca i giovani a livello vocale. Grande prova di intonazione.
VOTO CANZONE: 4
VOTO ESIBIZIONE: 7
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 0%

BUGO – E INVECE SÌ
Protagonista involontario lo scorso anno, torna sul luogo del delitto con un brano che gioca molto sulla nostalgia, citando Celentano ma rifacendosi più a Battisti, soprattutto nell’arrangiamento orchestrale. Brano carino e orecchiabile ma, soprattutto dopo quella “Mi manca” in coppia con Ermal Meta, era lecito aspettarsi di più. E l’esecuzione lascia molte perplessità.
VOTO CANZONE: 6,5
VOTO ESIBIZIONE: 5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 10%

GAIA – CUORE AMARO
Voce suadente e sonorità sudamericane per un brano più da “Power Hits Estate” che da Sanremo. Perché se chiudi gli occhi ci senti la Lamborghini e, considerando che a differenza dell’ereditiera Gaia un valore artistico ce l’ha, è un bel problema.
VOTO CANZONE: 4
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 30%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 80%

LO STATO SOCIALE – COMBAT POP
Sono passati dalla fase della “vecchia che balla” a quella degli animatori turistici della Costa Crociere. La critica sociale è sempre apprezzabile, ma non quando viene trasformata in un circo come in questo caso. Decisamente evitabili, sarebbe stato meglio lasciarli sui social a fare politica.
VOTO CANZONE: 2
VOTO ESIBIZIONE: 2
POSSIBILITÀ DI PODIO: 30%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 20%

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – AMARE
Amare è “urlare dopo avere pianto”: cantano l’amore con originalità e decisione ma l’impressione è che l’arrangiamento troppo pomposo di Dardust penalizzi il brano rendendolo confuso. Atmosfere più scarne e intime, con più spazio alla bellissima vocalità della frontman Veronica Lucchesi, avrebbero colpito di più.
VOTO CANZONE: 6
VOTO ESIBIZIONE: 7
POSSIBILITÀ DI PODIO: 40%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%

MALIKA AYANE – TI PIACI COSÌ
Malika velocizza i Bpm rispetto alle precedenti comparsate sanremesi e si rifà un po’ al mood della sua “Senza fare sul serio”: sonorità anni ’80 e melodia orecchiabile.
Con la sua voce calda e elegante riesce a portarti sempre nel suo mondo, e l’impressione è che con più ascolti possa crescere molto.
VOTO CANZONE: 6,5
VOTO ESIBIZIONE: 8
POSSIBILITÀ DI PODIO: 40%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%

ERMAL META – UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
Ermal Meta è il Cristiano Ronaldo del Festival. La stampa non aveva giudicato la sua proposta al livello di quelle delle precedenti partecipazioni, veniva dato in fase calante, ma mai sottovalutare il fuoriclasse perché è proprio lì che lui colpisce. Ronaldo è arrivato a segnare per 12 anni consecutivi più di 20 gol in campionato, Ermal fa centro ugualmente quando si presenta sul palco dell’Ariston: subito in vetta alla prima classifica generale e pubblico sui social in visibilio.
Il brano è una semplice (ma tutt’altro che banale) canzone d’amore, sentita, intima, elegante, e con un arrangiamento volutamente scarno per dare spazio alle parole e alla sua vocalità, che restituisce a Sanremo tradizione e grandi melodie del passato. Sì, può bissare la vittoria di tre anni fa.
VOTO CANZONE: 9
VOTO ESIBIZIONE: 9,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 90%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 90%

EXTRALISCIO FEAT. DAVIDE TOFFOLO – BIANCA LUCE NERA
La riviera romagnola che incontra il punk dei Tre Allegri Ragazzi Morti: sono gli anarchici del Festival, totalmente fuori mercato ma la loro proposta è valida e la resa sul palco funziona.
VOTO CANZONE: 6
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 0%

RANDOM – TORNO A TE
Mancano solo campanacci, ululati e Carlo Conti o Gerry Scotti ad annunciarlo e con lui Sanremo si trasformerebbe nella Corrida. Un’esecuzione imbarazzante, amatoriale per un brano fiacco, innocuo, semplice. E il confine tra semplice e banale si sa quanto sia flebile: qui è tutta banalità.
VOTO CANZONE: 2
VOTO ESIBIZIONE: 2
POSSIBILITÀ DI PODIO: 0%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 10%

FULMINACCI – SANTA MARINELLA
C’è tanta Roma a metà tra De Gregori e it-pop in questa storia d’amore 2.0 che si rifà però al cantautorato del passato con chitarra da falò nelle strofe e archi nel ritornello. L’emozione e la paura nei suoi occhi fanno pensare che per lui non fosse ancora il momento giusto, ma il brano c’è e il ragazzo si farà.
VOTO CANZONE: 7,5
VOTO ESIBIZIONE: 6,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 10%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 40%

WILLIE PEYOTE – MAI DIRE MAI (LA LOCURA)
Provocatorio, pungente, irriverente: la sua è una critica all’approccio verso la cultura nel nostro Paese, in cui è vista solo come mero intrattenimento. E in poco più di tre minuti ti mette in faccia la cruda verità e non risparmia nessuno: Elettra Lamborghini, Achille Lauro, case discografiche, Spotify, rapper… Il ritornello con la cassa dritta, orecchiabile e di facile presa, mostra grande intelligenza perché in questo modo fa arrivare la sua canzone anche a chi non è abituato al genere.
VOTO CANZONE: 9
VOTO ESIBIZIONE: 7,5
POSSIBILITÀ DI PODIO: 70%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 80%

GIO EVAN – ARNICA
Il suo testo è il più poetico e ricco di immagini di questo Festival: l’arnica è infatti un fiore che si spezza e ricresce, simboleggiando così il ciclo della vita tra cadute, risalite e soddisfazioni. Un pop d’autore che si perde un po’ nell’esecuzione, tra ansia, imprecisioni e problemi di respirazione. Ma lui non nasce cantante, e quindi si può perdonare.
VOTO CANZONE: 7,5
VOTO ESIBIZIONE: 6
POSSIBILITÀ DI PODIO: 10%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 30%

IRAMA – LA GENESI DEL TUO COLORE
Per il brano della vita e per un’importante crescita cantautorale bisogna ancora aspettare (e forse sperare): fa sè stesso, punta sul successo facile e su un motivetto canticchiabile. La canzone però è quella più adatta al palco dell’Eurovision e ce la trascineremo fino all’estate.
PS: Perché quella voce metallica?
VOTO CANZONE: 6,5
VOTO ESIBIZIONE: 6
POSSIBILITÀ DI PODIO: 70%
POSSIBILITÀ DI SUCCESSO: 100%

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