Intervista a Bonny G: “Mia figlia Grace mi ha salvato”

Classe 1994, rapper campano, “Storia vera” la canzone che due mesi fa ha inaugurato il suo percorso artistico con un incipit emblema della sua storia (“Non mi sono mai dedicato alla musica, facevo altro, lei però non mi ha mai abbandonato, ora sta a me ringraziarla”) e ora il secondo singolo “Non c’è più tempo” – prodotto e distribuito dall’etichetta AR.MS Empire – con cui ha deciso di raccontarsi con il cuore in mano su un beat trap dal sapore internazionale: Bonaventura “Bonny G” Ferrara ci parla di lui, del brano e dei suoi progetti futuri.

Chi è Bonny G? Parlaci un po’ di te.
Bonny G è semplicemente un ragazzo che cerca di non accontentarsi e di mettersi sempre in discussione. Da sommelier ho deciso di rimettermi in gioco con la musica perché ne sentivo il bisogno, sentivo il bisogno di raccontare il mio vissuto, la mia sofferenza e la mia voglia di rivalsa.

Come nasce questa “Non c’è più tempo”?
“Non c’è più tempo” nasce da un momento di estrema sofferenza e malessere trasformato poi in voglia di ricominciare con tanta speranza e voglia di fare. “Non c’è più tempo”  parla di quell’amore che può distruggerti ma che allo stesso tempo ti salva.

“La bianca ormai è un fatto archiviato”, riferimento a un passato un po’ burrascoso. Cosa vorresti dire a chi sta vivendo il tuo stesso problema?
Vorrei dire a chi sta passando il mio stesso momento di viversi la tempesta a pieno con la forza nel cuore. Tutto passa, ma tutto resta per non farci dimenticare gli errori del passato, così da poter farci dire a tutti che la bianca ormai è un fatto archiviato.

La tua salvezza è stata la tua “bimba”. Quanti anni ha? Le hai fatto sentire il brano?
Mia figlia Grace ha due anni e mezzo e sì, lei mi ha salvato. Mia figlia mi ha dato quello stimolo in più, quella forza che mi mancava per poter dire che il peggio era passato. Ha ascoltato anche lei il brano e continua ad ascoltarlo dicendomi “papà”: sente la mia voce, che bello.

Ti muovi su sonorità trap, ma allontanandoti decisamente dai cliché del genere cantando ad esempio che “quel vuoto dentro non te lo colma il denaro, hai bisogno di amore che ti dia valore”. Come vedi la scena rap e trap attuale?
Io guardo il mio orticello e cerco di coltivarlo al meglio, raccontando fatti accaduti e realtà. Per il resto apprezzo tutti gli artisti della scena e di vario genere cercando di apprendere al meglio le varie sfaccettature della musica.

Il tuo cantato melodico mi ha fatto pensare anche a una proposta sonora diversa dalle tendenze attuali e più vicina al rap dei Sottotono. Quali sono i tuoi modelli?
In generale non ho modelli specifici, amo lo stile trap e rap ma mi piace anche poter sfruttare la mia voce con melodie più cantate. Come ho già detto amo vari generi, ad esempio andando più sulla musica indie Gazzelle, per la trap Sfera, Future, J Balvin, mentre nel rap Geolier, Peppe Soks, Clementino. Ho citato solo alcuni nomi, ma ce ne sarebbero molti altri.

Sogni e progetti futuri?
Il mio sogno è quello di poter trasmettere con la mia musica la forza e la voglia di ricominciare mettendo da parte gli errori del passato, facendo immedesimare il pubblico nelle mie parole. Stiamo lavorando a qualcosa di più di un singolo un qualcosa che potesse farmi esprimere a 360 gradi e non con una sola traccia.

Grazie all’Ufficio Stampa Arianna Del Ponte

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