FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (18-25 giugno 2021)

AIELLO – FINO ALL’ALBA (TI SENTO)
Chitarra flamenca e sonorità calde che si mischiano all’urban in un racconto che invita alla libertà di essere ciò che si vuole, senza confini e limitazioni di alcun genere. L’intento è quello di far ballare raccontando comunque qualcosa: potrebbe riuscirci perché, tra tante hits estive, il suo è uno dei brani che maggiormente si distingue.
VOTO: 6,5

ANNA TATANGELO FEAT. BEBA – SANGRIA
È l’episodio finora più riuscito di questa nuova veste urban della Tatangelo. Perché la sua voce, che nelle precedenti uscite non sembrava più al centro, qui risalta al meglio risultando sensuale e ipnotica, e mantenendo una componente melodica che rende Anna coerente con il suo passato. Anche l’inserto rap non è invasivo.
VOTO: 7

COMETE – SOLO COSE BELLE
È il manifesto del suo “real pop”: tanti elementi di vita quotidiana e lo sguardo a un orizzonte luminoso senza però mai dimenticare il passato. Prendendosi anche lo spazio per riflettere su un’usanza dell’oggi, acuita dai social: quella di cercare di mostrare solo il bello di sé stessi. Bel tiro.
VOTO: 7

FABIO ROVAZZI FEAT. EROS RAMAZZOTTI – LA MIA FELICITÀ
L’ispirazione è quella funk cara a Calvin Harris, l’intento è quello di raccontare prima l’illusione della felicità data dagli inizi di quarantena (“Nessuno che mi cerca”, “Viaggio senza gravità”) e poi la vera felicità che a tutti è mancata (“Baciarsi tra la gente”, “Cerco la mia libertà”). Colpisce al primo ascolto, anche se Ramazzotti ridotto a poco più che un cameo è una pecca.
VOTO: 7

FRED DE PALMA FEAT. ANITTA – UN ALTRO BALLO
C’è un film che si intitola “Ricomincio da capo” in cui il protagonista, rimasto intrappolato in un circolo temporale, vede scorrere inesorabilmente ogni giornata allo stesso modo della precedente. E la stessa cosa evidentemente è successa anche a Fred De Palma e Anitta, che non si sono accorti di aver lanciato lo stesso brano dell’estate scorsa: stesse sonorità, stesso mood, stessi argomenti. E lo stesso finale per l’ascoltatore: dopo tre ascolti, ti trasformi in Germano Mosconi.
PS: Sì, è vero: queste parole le avevate già lette per il duetto tra Rocco Hunt e Ana Mena. Ma se loro riciclano ogni anno la stessa cosa, possiamo farlo anche noi. No?
VOTO: 4

GIO EVAN – METÀ MONDO
Racconta il suo essere viaggiatore, tra deserto, Kilimangiaro, Buenos Aires, Congo, Nuova Delhi e Francia. Le atmosfere sono estive, fresche, solari, esotiche: un Gio Evan quindi diverso da tutto ciò che ha fatto in passato, ma sempre incisivo.
VOTO: 7

IRAMA – MELODIA PROIBITA
L’inizio sembra un caso di autoplagio: identico alle strofe di “Mediterranea” e “Arrogante”. La continuazione è pure peggio: versi come “lo vuoi prendere come un lecca lecca” fanno tanto trap. E fanno soprattutto storcere il naso a chi, agli inizi, vedeva in lui quelle ottime prospettive cantautorali che sembra ormai aver abbandonato.
VOTO: 4,5

MARCO MENGONI – MA STASERA
Produzione internazionale firmata Purple Disco Machine e si sente: sonorità internazionali, completamente diverse da quelle degli altri singoli italiani in circolazione. Un brano ballabile, che gioca il campionato delle hits estive pur senza abusare dei soliti cliché e, per questo, valido per ogni stagione.
VOTO: 8

MICHELE BRAVI & SOPHIE AND THE GIANTS – FALENE
Bravi decide di mollare un attimo le atmosfere intime dell’ultimo disco per dedicarsi a un’elettronica che punta tutto su un ritmo ipnotico e qualche inserto esotico.
Riesce comunque a non snaturarsi mantenendo la sua eleganza interpretativa, ed è buono il connubio con Sophie (che si cimenta anche nella lingua italiana).
VOTO: 6,5

MOTTA – QUELLO CHE NON SO DI TE
L’amicizia raccontata a metà tra il post-punk e il rock indipendente italiano anni ’90. Il racconto sembra in generale poco ispirato, e il voler cercare di far convogliare il genere del brano con le esigenze radiofoniche lo fa apparire incompiuto: ci si aspettava uno special tra batterie e chitarroni, non certo un finale troncato.
VOTO: 5,5

VIRGINIO – BRAVA GENTE
Dopo la notevole ballad “Rimani”, sceglie anche lui una veste più fresca per la stagione estiva: non l’abito che gli si addice meglio, ma trova comunque un bel ritmo senza lasciare nelle retrovie la sensibilità della sua penna. Il messaggio c’è e arriva: quello della libertà di amare nonostante le chiacchiere altrui.
VOTO: 6,5