ELISA – SETA
Elisa si affida a Dardust e il risultato è deludente: perché la direziona verso i suoni tipici dell’oggi, chiusi, ovattati, con basi sempre più simili tra di loro e poco spazio per aperture vocali e melodia. Questo potrebbe essere un brano cantato anche da Elodie o da Mahmood: non si vede Elisa, ma solo il produttore.
Artisti, smettetela di affidarvi tutti ai soliti nomi, ‘che così rischiamo di non distinguervi neanche più.
VOTO: 5
EMMA MUSCAT – PIÙ DI TE
Tenta di uscire dal filone estivo pubblicando qualcosa anche in una stagione diversa, ma non discostandosi comunque da quelle tinte moderne, ultraleggere, sbarazzine. Questo brano è un up-tempo interessante nelle strofe, ma poco incisivo in un ritornello che non parte mai. La sensazione è che debba ancora trovare una strada tutta sua, la voce però c’è.
VOTO: 5
ERMAL META – MILANO NON ESISTE
Dopo i 3 singoli estratti da “Tribù urbana”, arriva questo inedito profondamente malinconico ma allo stesso tempo speranzoso: una città può anche scomparire ma al suo interno rimarranno sempre le persone, gira tutto intorno a questo concetto che è invito a dedicarsi solo alle cose importanti della vita.
La conferma della sensibilità di sempre di questo cantautore.
VOTO: 8
FEDEZ FEAT. TEDUA – SAPORE
È un miscuglio di tante cose questo nuovo singolo di Fedez in duetto con Tedua, tra suggestioni anni ’80 e beat quasi dance, barre chiuse e parti più melodiche. La sensazione che lascia è quella però di un ritornello che si ferma proprio nel momento in cui dovrebbe esplodere, e di un ospite che ne esce meglio del protagonista.
VOTO: 5,5
GIORDANA ANGI – PASSEGGERO
Ricorda alcune cose di Gigi D’Alessio dei primi anni 2000, quelle in cui si incrociava il mondo latino più delicato con la melodia italiana. Ne esce una Giordana totalmente nuova rispetto al passato, brava nel recuperare sonorità che avevamo perso da un po’.
VOTO: 7
MINACELENTANO – NIENTE È ANDATO PERSO
L’ennesima conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto questa coppia artistica sia la migliore che abbia mai proposto la musica italiana. Celentano si dedica alle strofe con un cantato incalzante, mentre Mina riempie il ritornello con la sua voce calda inimitabile: ne esce una ricetta che s’incolla in testa fin dal primo ascolto.
La canzone più radiofonica dell’anno.
VOTO: 8,5