FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (17 dicembre 2021)

ARIETE – CLUB
Sick Luke alla produzione in un buon incastro tra sonorità attuali e, soprattutto nelle strofe, parti più suonate. Il brano scorre però innocuo e senza grandi guizzi, con un incedere monotono che, dopo diversi ascolti, rischia di diventare noioso.
VOTO: 5,5

ARISA – CUORE
Dopo averci mostrato la sua parte più moderna e sbarazzina con “Psyco” e “Altalene”, Arisa torna a collaborare dopo qualche anno con Giuseppe Anastasi in questa ballad che conferma l’ottimo feeling tra i due. Si parla da una parte del dolore profondo di un amore perso e dall’altra della gioia nell’averlo ritrovato, in uno sviluppo di grande intensità dove la dolcezza del cantato dell’interprete lucana ne esce esaltata. Il pezzo migliore della sua carriera dopo “La notte”.
VOTO: 8,5

DEDDY – MENTRE TI SPOGLIO
Scrive Giordana Angi e si sente, eccome se si sente. E il problema è proprio qui: esce tutta la personalità dell’autrice ma mai quella dell’interprete, che non ha evidentemente ancora trovato una sua precisa identità.
VOTO: 5

FRANCESCO GABBANI – SPAZIO TEMPO
Pensata all’inizio unicamente come sigla della serie tv “Un professore” in onda su Rai1, arriva ora in radio a seguito del grande successo riscosso sui digital stores. Il brano invita a vivere la vita con filosofia apprezzando ogni piccola cosa che ci dona, tra citazioni varie (John Lennon, Vasco, Yoko Ono, Frank Sinatra…) e solo apparente leggerezza in un grande crescendo emotivo che ci mostra quanto la scrittura di Gabbani sia sempre originale e fuori dagli schemi.
VOTO: 8,5

FRANCO126 – FUORIPROGRAMMA
“E anche se abbiamo preso due diverse strade, mi segui nei pensieri ormai da settimane”: Franco 126 canta di una persona difficile da dimenticare con il solito incedere scanzonato, che dimostra la sua grande abilità nell’incrociare testi malinconici con sonorità sempre facilmente fischiettabili. Ci ha fatto sentire cose decisamente migliori, però.
VOTO: 6,5

FULMINACCI – BRUTTE COMPAGNIE
È il racconto di una fase complicata della sua vita, tra solitudine e difficoltà nel trovare la sua strada senza farsi influenzare da persone sbagliate e “risposte di saggi” che “mi buttano giù”. Tristezza solo apparente visto che poi il brano si presenta come una proposta pop scanzonata, con particolare attenzione alle ritmiche che la rendono martellante.
VOTO: 7

GIUSY FERRERI – GLI OASIS DI UNA VOLTA
Giusy si affida a un’importante squadra di autori (Gaetano Curreri, Piero Romitelli, Mario Fanizzi, Gerardo Pulli) per un ritorno alle origini che guarda alle sonorità di album come “Gaetana” e “Il mio universo”: tinte malinconiche e incedere pop-rock. La miglior Giusy di questi ultimi anni, per intenderci, lontana dai tormentoni e che torna finalmente ad appoggiare la sua calda voce su testi che hanno un senso.
VOTO: 8

JOVANOTTI – LA PRIMAVERA
Nuovo capitolo del “Disco del Sole”, progetto non ancora ben identificato che vedrà i brani uscire come un flusso, appena sono pronti e senza un piano preciso.
Qui Jovanotti ci canta la primavera proprio quando inizia l’inverno, ed è quindi una dichiarazione d’intenti: farcelo affrontare con gioia, allegria, spensieratezza. L’intento è riuscito e le sonorità ricordano alcuni mondi sonori di Battiato.
VOTO: 7

MOBRICI – CANTAUTORE
È un brano che ci racconta la vita di chi scrive canzoni, facendoci riflettere sulle negatività che arreca rivolgere spesso lo sguardo “a pensare al passato, alle cose già morte”. Le sonorità ricordano il miglior brit-pop, e Mobrici dimostra anche in questa occasione di essere uno dei volti più ispirati del nuovo cantautorato.
VOTO: 7,5

TECLA FEAT. ALFA – FACCIO UN CASINO
Seconda collaborazione consecutiva per questa giovane coppia (che, si dice, si era anche proposta a Sanremo) e il passo avanti rispetto a “Ti amo ma” è evidente, anche grazie ad Alfa che qui si prende più spazio con una parte rappata che fa da variazione. L’intento è di proporre un manifesto generazionale radiofonico e il ritmo è incisivo particolarmente nelle strofe.
VOTO: 6,5

TOMMASO PARADISO – LA STAGIONE DEL CANCRO E DEL LEONE
L’idea è molto simile a quella di Jovanotti: portare un po’ di spensieratezza in contrasto con la routine e il grigiore dell’inverno. Il rimando esplicito qui è alla stagione estiva, tra mare, onde, fiori, sole che splende e scuola finita. Il sound nostalgico ci rimanda a quelle estati italiane che vedevano nei film commedia anni ’80: senti questo brano e te lo immagini nella colonna sonora di “Sapore di mare”.
VOTO: 7

VALERIO SCANU – SIAMO ANIME
Parla del Natale senza perdersi nei cliché tipici di canzoni di questo tipo (campanellini, cori di voci bianche…), ma raccontandolo dal punto di vista di una storia d’amore. Un brano che potrebbe essere quindi valido per ogni stagione, che si presenta come una buona proposta pop, orgogliosamente classica e con un crescendo potente che esalta la voce di Valerio.
VOTO: 6,5