BIANCA ATZEI FEAT. CIAO SONO VALE & DANTI – VIDEOGAMES
Bianca continua nella sperimentazione di nuovi mondi sonori, e decisamente lontani dai suoi esordi, avvicinandosi qui al rap e trovandosi a suo agio in un brano che si muove bene tra sensualità e ironia (“Che la tua faccia è come il Parlamento, mentre la bocca parla gli occhi mentono”). A livello di gusto continuiamo a preferire la Bianca più tradizionale, ma ciò non toglie come anche in questa veste risulti assolutamente credibile e riconoscibile a livello vocale.
VOTO: 7
ELODIE – BAGNO A MEZZANOTTE
Un passo avanti e dieci indietro. Se con “Vertigine” avevamo esaltato l’intento di voler finalmente pubblicare una canzone senza tempo, qui si torna alle canzonette usa e getta funzionali per qualche balletto su TikTok e stop, in cui sembra contare più il contenitore che il contenuto. Lo dice infatti un video che fotografa un’eccessiva ostentazione della propria bellezza, quasi a voler riempire il vuoto di una canzone assai mediocre. Il risultato è invece solo un’emulazione delle star d’oltreoceano: tutto già visto e rivisto tra ammiccamenti, costumi, sguardi e pose.
VOTO: 3
ERMAL META FEAT. GIULIANO SANGIORGI – UNA COSA PIÙ GRANDE
Due amici che, su una struttura elettro-pop, ci raccontano quanto le nostre vite siano inevitabilmente legate a quelle degli altri. Le loro voci trovano un incastro perfetto dialogando in un quasi botta e risposta e, alla fine, da questo brano emerge una grande sincerità: si sente quanto nasca dalla voglia di voler creare qualcosa di bello insieme e non da una mera operazione commerciale.
VOTO: 8
FRANCESCO GABBANI – VOLEVAMO SOLO ESSERE FELICI
Tema centrale del brano è la ricerca della felicità, con il titolo che diventa quasi una forma di giustificazione che ci diamo in conseguenza a sforzi, errori e dolori che questa ricerca a volte ci causa. Gabbani sceglie una strada più diretta rispetto al solito, sia nella scrittura che nell’arrangiamento: perde magari qualcosa in curiosità ma acquista sicuramente in immediatezza per quello che è un brano corale perfetto per la platea di un concerto.
VOTO: 8,5
LEGNO – MACEDONIA D’ANSIA
Ballad che si muove tra strofe intime e un ritornello molto aperto per raccontare i difetti che tutti noi abbiamo e di quanto ci sentiamo vulnerabili nel mostrarli, non capendo che sono proprio quelli che ci rendono unici. Questo misterioso duo indie-pop risulta sempre riconoscibile, efficace, e si porta con sè un ingrediente che non tutti possiedono: quello di riuscire a mettere di buonumore chiunque si trovi all’ascolto.
VOTO: 6,5
MARRACASH FEAT. CALCUTTA – LAUREA AD HONOREM
Marracash in una veste più urban che rap conferisce idealmente una laurea ad honorem a chi, nonostante abbia subito diversi traumi, ne è uscito con forza mantenendo il cuore. Ritornello affidato a Calcutta che tocca note un po’ troppo alte che stonano con gli effetti della base e, in generale, il brano non è uno dei più ispirati della carriera del rapper milanese.
VOTO: 5,5
MR.RAIN – CRISALIDI
Rimane nella comfort-zone seguendo le linee melodiche e poetiche di “Fiori di Chernobyl”, in un brano che riprende proprio quell’idea di sentirsi intrappolati in una gabbia. Magari qualcuno gli rimprovererà di essere un po’ troppo uguale a sè stesso, noi ribaltiamo il concetto dicendo che è sicuramente segno di precisa identità e, finché funziona, ha ragione lui.
VOTO: 6,5
SIMONA MOLINARI – LEI BALLA SOLA
“Ed ha dormito a Cuba, Bogotà, Milano, Atene, sotto il cielo di Lisbona ed ogni posto è la sua casa”: Simona anticipa l’uscita del nuovo album “Petali” – fuori venerdì 1 aprile – con la storia di Sofia, clochard viaggiatrice e libera. Il cantato della cantautrice napoletana si appoggia con delicatezza sulle tinte sognanti di una samba leggera, per una forma-canzone lontana da questi tempi e che ridà dignità al racconto.
VOTO: 7
ZUCCHERO – FIORE DI MAGGIO
Zucchero riporta in radio Concato senza stravolgerlo, ma mettendosi al servizio di una delle melodie più romantiche e sublimi della storia della musica italiana. Un’interpretazione quindi dolce, fedele all’originale, che si pone il giusto obiettivo di tenera viva l’attenzione su questo brano.
VOTO: 7