Debutto nelle librerie per Ermal Meta che pubblica il 19 maggio per “La Nave di Teseo” il suo primo romanzo, “Domani e per sempre”.
Il cantautore ne ha dato l’annuncio sui social facendo trapelare tutta la sua emozione: “Mi ha fatto sorridere, piangere, pensare, studiare, immaginare, guardare, vedere, sentire, restare sveglio per notti intere. Mi ha disciplinato e mi ha ricostruito in qualche modo, salvandomi. Il 19 maggio esce il mio primo romanzo, DOMANI E PER SEMPRE. Rappresenta gli ultimi due anni della mia vita o forse gli ultimi quaranta. Non vedo l’ora di condividerlo con voi. Chissà cosa ne penserete, chissà se vi piacerà. Io ci ho messo tutto quello che avevo dentro e quello che non avevo, l’ho preso in prestito dal futuro. Grazie sin da ora a chi lo leggerà, a chi lo farà suo, a chi lo amerà così come l’ho amato io sin dalle sue prime parole. Sono emozionato e mi trema lo stomaco, proprio come succede a Kajan diventando grande“.
“Domani e per sempre” è una galleria di personaggi indimenticabili, su tutti la storia di un ragazzo, Kajan, nel cuore dei conflitti del Novecento che drammaticamente somiglia a quanto stiamo vedendo e vivendo anche oggi.
Kajan ha infatti avuto una fortuna rara, un talento indiscusso per il pianoforte, ma anche una sfortuna tragica: nascere nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in Albania. È il 1943 e Kajan vive in una fattoria con la famiglia e con suo nonno Betim nella campagna albanese. I suoi genitori sono partigiani e sono sulle montagne a combattere contro i nazisti. L’esistenza di Kajan scorre in qualche modo al riparo dalle atrocità belliche, fino a che un giorno un disertore tedesco di nome Cornelius bussa alla loro porta, cercando rifugio. Il soldato è un abile pianista e il piccolo Kajan decide di approfittarne per imparare; si rivela un allievo disciplinato e talentuoso, e sviluppa un rapporto di affetto viscerale con il soldato, Poco prima della resa dei tedeschi, una truppa di nazisti invade la fattoria. I tre ascoltano impotenti gli spari, nascosti in una botola sotterranea. La tensione cresce fino a quando i tedeschi non scoprono il loro nascondiglio: è lì che Cornelius esce fuori senza esitazione e ancora una volta, uccidendo i suoi connazionali, salva la vita di Kajan. Betim, però, è rimasto mortalmente ferito dagli spari. È la notte della liberazione dell’Albania. Cornelius ha la possibilità di tornare a casa, in Germania, con l’aiuto di Selie, la madre di Kajan, leader di un comando di partigiani che ha molto peso nel partito. Quindici anni dopo circa, Kajan è divenuto uno stimato professore di musica, a soli 20 anni, per merito del suo prodigioso talento. Ama, ricambiato, una sua alunna di nome Elizabeta. Ma c’è un problema, accentuato dalla figura della rigida e irreprensibile madre Selie, ormai elevata agli alti ranghi del novello regime comunista: Elizabeta è la figlia di un traditore. La guerra che Kajan pensava finita sta per iniziare in una nuova forma con nuovi nemici.