L’incoerenza di Amadeus: riflessioni sul cast di Sanremo 2020

Ha suscitato molte polemiche il cast di artisti scelto da Amadeus per il prossimo Festival di Sanremo. Proprio in queste ore hanno fatto il giro del web le parole al vetriolo di Red Ronnie contro la presenza di Elettra Lamborghini (“è lì solo perché mostra il culo e si chiama Lamborghini”). Presenza che, oggettivamente, rappresenta un posto rubato, regalato al trash. Ma qui vogliamo concentrarci sull’incoerenza di Amadeus tra quelli che erano gli intenti iniziali e le decisioni finali.

La prima a constatare una certa ipocrisia da parte del direttore artistico è stata la vincitrice della prima edizione di “Ora o mai più”, Lisa. Che, in diretta su Facebook, ha raccontato di essersi presentata con un brano che lo stesso Amadeus ha definito “interessante”, per poi scartarlo. Non dimostrando così continuità tra parole e fatti.
Inoltre, in un’intervista per Vanity Fair, poco più di un anno fa il conduttore de “I soliti ignoti” dichiarava: “L’ideale sarebbe prevedere che il vincitore di Ora O Mai Più partecipi di diritto al prossimo Festival di Sanremo. Sarebbe il percorso perfetto, un cerchio che si chiude. Lisa o Massimo di Cataldo, a Ora O Mai Più l’anno scorso, sul palco dell’Ariston si sarebbero fatti rispettare”.
Perché allora quando gli è stata data la possibilità di poter scegliere in prima persona ha deciso di scartare entrambi i vincitori, la stessa Panetta ma anche Paolo Vallesi?

A questo aggiungiamo che solo un mese fa Amadeus al “Corriere della Sera” diceva: “Cerco 22 canzoni che siano pop, che il giorno dopo possano essere trasmesse su tutte le radio o cercate su Spotify”. E invece, già il 31 dicembre, giorno in cui è stata comunicata a sorpresa la lista, si notava la presenza di molti artisti poco radio-friendly (Junior Cally, Rancore, Alberto Urso…), ma anche di nomi che difficilmente potranno portare a casa buoni risultati su Spotify (Paolo Jannacci, Michele Zarrillo, la coppia Bugo/Morgan…). Quando poi al cast sono state aggiunte Tosca e Rita Pavone, a scapito degli esclusi The Kolors, Bianca Atzei, Michele Bravi, Irama e Shade (comunicati dal settimanale “Chi”), si è scoperchiato il vaso di Pandora e ha rivelato una grande ipocrisia che smentisce totalmente quelle parole. Rita Pavone può fare meglio in radio della band di Stash che ha messo a segno il brano italiano più trasmesso del 2019 (“Pensare male”)? E Tosca può raggiungere lo stesso disco d’oro di Bianca Atzei con “Ora esisti solo tu” a Sanremo 2017? Folle solo pensarlo.

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