FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (27 marzo 2020)

BRUNORI SAS – CAPITA COSÌ
Su un mood incalzante canta l’addio a un padre che “scompare senza neanche avvisare e senza fare rumore, senza darti un minuto per potergli dire che gli hai voluto bene e che ti manca da morire”. Il compromesso trovato tra la forza radiofonica e il testo doloroso, struggente è clamoroso.
VOTO: 9

DOLCENERA FEAT.LAIOUNG – WANNABE
A Dolcenera piace sperimentare, ma senza mai sprofondare nella mediocrità come altri. E riesce a farlo anche in questo caso.
Si avverte però un senso di confusione generale e la sua voce non sembra sposarsi a pieno con queste sonorità.
VOTO: 5,5

PAOLO MENEGUZZI – IL CORAGGIO
Ballad tradizionale con sprazzi di elettronica che vuole invitarci a combattere contro i nostri demoni. E con cui Meneguzzi mostra, a una discografia che l’ha messo da parte troppo presto, che ha ancora molto da dire. Maturo.
VOTO : 7

SHIVA – AUTO BLU
Brano realizzato sul campione di “Blue” degli Eiffel 65, servirebbe per un tutorial: come distruggere una hit mondiale in meno di 3 minuti. Che poi è anche il tempo che gli sarà servito per scrivere un testo simile, da far rimpiangere persino quello del Pulcino Pio.
VOTO: 0


Chiudiamo con due brani fuori “gara”, i cui proventi saranno interamente devoluti, da una parte all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dall’altra al Niguarda di Milano.
“Rinascerò, rinascerai” di Roby Facchinetti è la prima instant song sull’emergenza Coronavirus, canta l’inferno che sta vivendo Bergamo ma anche la grande voglia di combattere dei suoi cittadini (“la tempesta che ci travolge ci piega ma non ci spezzerà”) su un tappeto di cori e di grande spessore orchestrale. E commuove.
Impossibile dare un voto a un brano che sarà l’inno della rinascita della città più ferita dal Covid-19.
E gioca un campionato a parte anche la “Milano” cantata da Irama e Francesco Sarcina. Una ballad chitarra e voce, intima, delicata, elegante, che vuole fungere da abbraccio e a cui la voce piena del leader de Le Vibrazioni aggiunge maggior forza. E frasi come “andiamo a bere qualcosa ancora che stanotte Milano è così bella che non ti perdona” fanno rabbrividire pensando alla Milano di oggi, in cui tutto è “come le strade alle 3”.

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