Nesli: una canzone di 6 anni fa diventa il brano del momento e mostra l’inutilità delle classifiche

“Che poi io l’ho sempre saputo, in tutti i momenti difficili, e volevo solo dirti che se ci credi, in fondo, andrà tutto bene”, in queste settimane è impossibile che non vi siate imbattuti almeno una volta in queste parole.
“Andrà tutto bene”, quel mantra accompagnato da un arcobaleno con cui i bambini hanno colorato i balconi, è un brano di Nesli, pubblicato il 28 novembre 2014 e già certificato con il disco d’oro. Ma nelle ultime 3 settimane è tornato virale: sono innumerevoli le condivisioni del brano su Facebook e nelle Instagram Stories. L’Italia ha fatto suo questo inno al coraggio in un momento difficile, spingendolo sopra i 10 milioni di visualizzazioni su YouTube e i 5 milioni di ascolti su Spotify, e l’autore riceve ogni giorno decine di video da parte di scuole, ospedali, onlus, volontari, personale medico e paramedico.
Perché abbiamo tutti bisogno di un abbraccio di speranza come questo, per dirci “che alla fine ne usciremo insieme, anche al costo di dover lottare”.

L’anno scorso, in occasione dell’uscita del suo ultimo album “Vengo in pace”, Nesli è stato il primo artista a mostrare una certa, e motivata, perplessità sulla decisione della FIMI di inserire lo streaming nelle classifiche di vendita. “Se fossi legato solo al mezzo non mi rappresenterebbe appieno la certificazione FIMI che c’è in questo momento. Perché io non sono forte sullo streaming e la classifica è sballata per uno come me, magari vendo più in formato fisico che digitale”, disse, invitando a differenziare le classifiche e i metodi di fruizione della musica e a distinguere “tra chi fa un disco in una settimana e chi lo pensa e realizza in due anni, e tra chi decide di uscire e comprare un artista specifico e chi resta a casa e fa un abbonamento per ascoltare tutto”.

E infatti poi quel disco non ha avuto la fortuna che meritava, pagando una totale mancanza di supporto da parte di Spotify in un’epoca in cui il successo non è più deciso dagli ascoltatori ma viene imposto. Perché funzionano così le piattaforme streaming: l’aggiunta o non aggiunta di un brano a una playlist decreta il successo o l’insuccesso di un intero progetto.
Un meccanismo che fa perdere valore al concetto di classifica: perché in mezzo a tanti primi posti dimenticati dopo due mesi, o conosciuti solo dal pubblico teen, ci sono artisti come Nesli.
Che non avrà mai le copertine della “Hot Hits Italia” o della “Italia In Alta Rotazione”, ma i suoi brani hanno la forza di vincere la sfida nel tempo, di trovare una nuova vita anche a diversi anni dalla pubblicazione.
Lo vediamo oggi con “Andrà tutto bene”, ma l’aveva già dimostrato con “La fine”: scritta nel 2004 e inizialmente ignorata dalle etichette discografiche, pubblicata nel 2009 senza trovare la giusta attenzione, viene rilanciata da Tiziano Ferro che decide di farne una cover 3 anni dopo e oggi è unanimemente riconosciuta come uno dei testi più belli della storia della musica italiana.

E quindi vogliamo farvi un invito: non aspettate che arrivino le radio o la prossima condivisione di massa. Se siete tra quelli che hanno scoperto ora Nesli, approfittate di questi giorni per ascoltare la sua discografia.
Vi troverete davanti un artista coraggioso, con una carriera già ben avviata nel rap ma che, a un certo punto, ha deciso di abbandonarla per virare su un pop fatto bene, con una grande cura nei testi e la produzione di un cavallo di razza come Brando (produttore, tra gli altri, di “Viva i romantici” dei Modà, disco di diamante, e di “Schiena”, album di maggior successo di Emma).
Un artista che ha sempre fatto della libertà artistica il suo principale credo: “Non accettare compromessi è il compromesso più grande, essere liberi sempre è come essere soli”, così canta in “Vengo in pace”.
Ecco, non lasciatelo solo. Date la meritata importanza a una delle penne più ispirate che abbiamo in Italia.

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