“Camice bianco”, la toccante dedica di Giulia Molino per medici e infermieri

È uscito a sorpresa martedì in digitale “Camice bianco”, nuovo singolo di Giulia Molino. Il brano, scritto di getto dalla stessa Giulia e attualmente al primo posto su iTunes, è una dedica agli eroi di questi tempi segnati terribilmente dall’emergenza Coronavirus: medici, infermieri e volontari.
Strofe rap serrate che sfociano in un ritornello melodico per un testo struggente, toccante, drammatico: la cantautrice di Scafati impersona abilmente un medico alle prese con “un nemico astratto che non vedo e che non sento”, una lotta dura, impari, una guerra contro ” i mulini a vento” e “tra barelle e corridoi pieni”.

Il protagonista della canzone è un eroe che non vuole sentirsi definire così, non sa nemmeno di esserlo. Si definisce “solo un uomo con il camice bianco”, chiede “un po’ di forza” perché la sua “non è abbastanza”, mostra il suo viso “dilaniato di chi avverte l’impotenza”, piange di nascosto e ammette di avere paura.
I veri eroi infatti non sono quelli che si vantano del proprio operato e che cercano conferme. Non sono perfetti, invincibili, ma sanno riconoscere le proprie fragilità, le proprie debolezze. Le mostrano, non si vergognano.
I veri eroi non si mettono al di sopra di tutti ma rivendicano la propria normalità, proprio come lui: “Senza il camice bianco siamo solo persone”. Non vogliono riconoscimenti, l’unica cosa che chiedono è “vedere che l’amore fa il suo giro e torna indietro”.

Immagini e fotografie di questo tragico periodo si susseguono nel brano: il continuo eco delle sirene, i malati che non riescono a respirare, l’impossibilità di abbracciare un proprio caro o di dare un ultimo saluto a un familiare (“a chi saluta un figlio con dei baci alla finestra, a chi va via per sempre mentre il figlio è lì che aspetta”). Con una speranza, e un invito, nel ritornello: “Ci sarà un tempo per ricominciare, per dimenticare tutto questo dolore. Ripartiremo dalla cose buone”.

Durante la finale dell’ultima edizione di “Amici” a Giulia è stato rimproverato di non avere ancora trovato una sua strada ben definita: il pop di “Va tutto bene” o il rap di “Nietzsche”? L’ha trovata a poche settimane dalla fine del talent di Maria De Filippi, un mix tra queste due vesti: veicolare un messaggio con il rap attraverso la scrittura e il flow efficaci che le appartengono, ma senza abbandonare la sua vena melodica qui mostrata nell’inciso.

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