Ultimo, tour rinviato e critica al governo: “Non dà importanza all’arte”

Più di 600.000 biglietti venduti e i sold-out di Milano e Firenze segnati a 9 mesi dall’inizio del tour, ma per il debutto negli stadi (15 date in totale nell’estate 2020) Ultimo deve aspettare: non c’è ancora l’ufficialità ma, com’era facilmente ipotizzabile visto il protrarsi dell’emergenza sanitaria, a confermare il rinvio è il cantautore romano attraverso un amaro sfogo sui social.

“Oggi – si legge nel post – avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora? Ora si parla di distanziamento sociale e numeri contingentati. Argomenti così crudi.
Ricevo molti messaggi sul fatto che io non mi esponga sulla faccenda, in effetti avete ragione.
Io non so fare quello che vi supplica di indossare la mascherina o di stare attenti ai contatti fisici. Per quello ci sono già troppi a farlo in tv ed io non ho le carte in regola per poter risultare credibile dicendolo”.

Il messaggio prosegue poi con una critica al governo – assolutamente condivisibile – perché reo di aver destinato scarso interesse nei confronti dell’arte: “Il tour sarà rinviato, probabilmente al 2021, ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti. Dipende dal governo che forse non dà il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale”.

Spiegati anche i motivi per cui ha scelto, in questo periodo, di non esibirsi nè in tv, né in diretta sui social: “Poi però ci chiedono di cantare su Instagram o in qualche trasmissione per alleviare il dolore alla gente, ma noi siamo la gente, almeno io mi colloco tra voi, tra noi.
Non canterò in qualche diretta o in qualche trasmissione per dimostrare quanto sia bella la musica che unisce le anime nostre. No.
È una scelta menefreghista? No. Il contrario.
Io credo nel silenzio di chi sa aspettare. Non ho bisogno di ricordarvi che esisto con qualche video o foto postata.
Io sono a casa mia e scrivo, perchè è quello che so fare… e scriverò finché le parole si faranno pescare dentro me”.

Chiusura affidata a un verso di uno dei suoi brani più celebri, “Giusy”: “L’unica cosa che mi sento di dirvi da ragazzo di 24 anni è quello di fare ciò che voi ritenete giusto. Non so quando supereremo questa fase.
So che questo è il momento per chiudersi un po’ dentro di noi e chiederci quelle cose che forse fanno male, ma ci faranno crescere… qualsiasi età abbiamo.
A 15 anni ho scritto in Giusy che dal dolore si può ricominciare… e allora mi affido a lui e penso: ricominceremo”.

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