FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (7 luglio 2020)

AIELLO – VIENIMI (A BALLARE)
Arriva da un notevole disco d’esordio, “Ex-voto”, che gli ha assicurato il titolo di rivelazione del 2019 e un ruolo da assoluta novità nel panorama musicale italiano per come è riuscito a mescolare 3 generi diversi: “Troppo pop, troppo soul, troppo indie”, è lui stesso a definirsi così. Qui, però, diventa anche un po’ troppo Mahmood, sia a livello di sonorità, sia nelle modulazioni vocali.
Chiariamo, sempre curiosa la sua scrittura e interessante il modo di vedere la fine di una storia con una malinconia rigenerante, ma ci ricorda un po’ troppo quel mondo lì. E per noi non è un bene.
VOTO: 6,5

ANNA TATANGELO FEAT.GEOLIER – GUAPO
La Tatangelo che fa trap non l’avrebbero pensata neanche a “Scherzi a parte”.
Apprezzabile il coraggio di osare e il modo di affrontarla senza snaturarsi tanto: il cantato di Anna è sempre lineare, gradevole e pulito. Troppo pulito però per questo genere che rimane quel che è, rumore di fondo per ragazzini fissi su uno smartphone. E soprattutto, tra coraggio di osare e intenzione di cavalcare l’onda del momento il passo è breve.
VOTO: 4,5

CHILI GIAGUARO FEAT.BIANCA ATZEI & MICHAEL FRANTI – DA DOMANI
Incontro tra tre mondi diversi per un pezzo dalle sfumature reggae, fresco e spensierato. Gli emergenti Chili Giaguaro propongono un rap positivo e lontanissimo dai cliché odierni del genere, un po’ Gemelli Diversi del Salento: non fanno gridare al miracolo ma hanno i mezzi per occupare quella casella rimasta vacante. Mentre Bianca con il suo intervento, pur breve, e i suoi colori sempre particolari, riconoscibili e raffinati salva un brano che avrebbe rischiato di sembrare incompiuto senza una variazione melodica.
Nel complesso, gradevole.
VOTO: 6,5

EMMA MUSCAT FEAT.ASTOL – SANGRIA
Raeggeton con qualche sfumatura neomelodica e latineggiante. Niente di nuovo e difficilmente potrà andare oltre il pubblico teen, ma si rivela un prodotto meglio riuscito rispetto a molte proposte di questa estate.
VOTO: 6

FRED DE PALMA FEAT.ANITTA – PALOMA
Sembra lo spin-off di “D’estate non vale” e “Una volta ancora”: quando azzecchi la formula di un successo lo spremi fino in fondo come un limone. Qui però sembra già arrivato il momento in cui non si riesce più a ricavare altro succo: debole rispetto alle hit precedenti, prevedibile e scontata. Scarsità di idee nuove.
VOTO: 4

GIANLUCA GRIGNANI – NON DIRÒ IL TUO NOME
Dedica alla stessa ragazza de “La mia storia tra le dita”, un blues delicato, dolce, malinconico che esplode nel finale con batterie e chitarre elettriche: si chiama fuori dalla corsa sfrenata alla hit e gioca un campionato a parte. Quello della profondità.
VOTO: 7,5

LEVANTE – SIRENE
Lei possiede un ottimo talento compositivo e lo dimostra anche in questo brano dalle atmosfere eleganti.
Il solito abuso di “smorfie” vocali e manierismi (qui addirittura esagerato visto che la frase “solo pochi soldi” sembra cantata da un ubriaco che biascica) ce la rendono però pesante e lo vediamo come in un’inutile forzatura.
VOTO: 5,5

MIETTA – SPRITZ CAMPARI
Funk energico e voce calda per un testo a tratti provocante e con un’ironica autocitazione di “du du da da da”, ma anche alcune parti francamente evitabili (“7 sono le meraviglie come le mie spalle, come le tue caviglie”).
VOTO: 5,5

ROCCO HUNT FEAT.ANA MENA – A UN PASSO DALLA LUNA
Talmente stufi di recensire l’ennesima copia della copia della copia che prendiamo in prestito un tweet di Ermal Meta di qualche giorno fa: “Chissà cosa mangia l’estate per vomitare così tanto raeggeton!”.
VOTO: 4

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