FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (25 settembre 2020)

EMIS KILLA & JAKE LA FURIA – MEDAGLIA
Se “Malandrino” deludeva un po’ le aspettative risultando scontata, qui invece convincono cantando le difficoltà di sognare in grande vivendo in quella strada che oggi assume il valore di una medaglia. E, con loro, il rap che negli ultimi anni si è trasformato in un banale intrattenimento torna ad essere introspezione e riflessione.
VOTO: 7,5

FEDEZ – BELLA STORIA
Canta l’importanza di vivere a pieno una relazione in un brano dove si distacca sempre più dal rap degli esordi scegliendo sonorità elettro-pop. Non sembra avere la forza di “Bimbi per strada” ma risulta gradevole all’ascolto.
VOTO: 6,5

GAZZELLE – DESTRI
La malinconia per una storia finita tra le consuete strofe minimal e le molte figure semplici nel testo, e un incedere quasi rock nel ritornello. Diretto e consapevole.
VOTO: 7,5

IRAMA – CREPE
Ci prova con il raeggeton anche in autunno e sembra così abbandonare definitivamente l’intimità degli inizi per questi brani modaioli e di facile presa. Che funzionano e si fanno ascoltare, ma non danno luce a quell’intensità di cui è capace la sua penna.
VOTO: 6

ULTIMO – 22 SETTEMBRE
Un invito a “prendere la vita com’è”, godendosi “anche un semplice minuto” nonostante le inevitabili delusioni (“Non essere mai affranto se un sogno non si svela, ricordo gente esclusa ridere a squarciagola”): ritorno quindi fedele alla sua poetica ma anche a livello di sonorità, con la prima strofa piano e voce che precede un crescendo emozionale diretto come un pugno.
E che conferma come sia lui l’erede di un certo tipo di cantautorato, quello che nasce “in pieno inverno per dar la primavera”.
VOTO: 9,5

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