Francesco Bianconi canta “discografici morti”, la Warner gli risponde: “Sei vecchio”. Chi ha ragione?

Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, ha pubblicato giovedì 8 ottobre “Certi uomini”, terzo singolo ad anticipare “Forever”, il suo primo progetto solista in uscita il 16 ottobre per Ponderosa Music Records/BMG.
Nel brano il cantautore toscano si scaglia contro il mondo discografico attuale: “I cantanti ucciderebbero per apparire in un programma in televisione dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone”.

Non si è fatta attendere la risposta da parte di Marco Alboni, chairman e CEO della Warner Music Italia che in passato ha pubblicato i dischi dei Baustelle.
“Dispiace leggere testo di autore/artista che scrive di ‘discografici morti della Warner, della Universal e della Sony’. Parlare di morti in discografia era una abitudine vergognosa fino a qualche anno fa e questo dice tutto sulla vetustà di tale autore/artista”, ha twittato Alboni.
Un messaggio che fotografa un triste ideale appartenente oggi alle major discografiche, che non distinguono più tra “musica bella” e “musica brutta” ma tra “musica di moda” e “musica non di moda”. Un mondo aperto solo alle nuove tendenze e a ciò che conviene, e che giudica “vecchio” chi prova a proporre qualcosa di diverso dalla trap e dal raeggeton.

Guardiamo infatti sul profilo Instagram della Warner Music Italia i giovani artisti uomini che ha prodotto l’etichetta negli ultimi 6 mesi. Tralasciando chi come Achille Lauro e Irama ha già raggiunto la ribalta, abbiamo Il Tre, Capo Plaza, Fresh Mula, Ludwig, Cromo, Philip, Uzi Lvke e Murphy. Non c’è il cantautorato, non c’è il rock, non c’è il pop. Sono tutti appartenenti ad un unico mondo, quello rap. E sono nomi che partono già con un ottimo seguito: quasi tutti hanno più di 100.000 ascoltatori mensili su Spotify, numeri che qualcuno di loro supera anche ampiamente.
Non c’è quindi più il coraggio di ascoltare, di costruire un artista da zero, di consigliarlo. Si opta solo su prodotti già pronti, sicuri, senza rischio perché fanno guadagnare subito.
Una pratica già iniziata qualche anno fa con i talent, dove le major correvano ad assicurarsi il cantante del momento già confezionato dalla tv, e che ora ha raggiunto il suo massimo apice cancellando ciò che per la discografia dovrebbe essere uno degli obiettivi primari, lo scouting.

E qui arriviamo a Marco Rotelli, giovane cantautore che tra il 2014 e il 2015 ha messo a segno diversi successi radiofonici per poi mettersi in proprio autoproducendosi con la sua MR Records: lunedì 19 ottobre alle ore 17.00 sarà al Cinema Teatro Nuovo di Tradate (VA) per selezionare gli artisti che entreranno a far parte della scuderia della sua etichetta discografica.
Il pesce grande mangia il pesce piccolo, è vero, ma il pesce piccolo oggi mostra il coraggio che manca al pesce grande, rappresentando l’unica speranza per i nuovi cantautori. E finché il pesce grande continuerà a vedere la musica solo come una macchina da soldi, non può che essere visto come lo vede Francesco Bianconi: morto.

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