FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (15 gennaio 2021)

EMMA & ALESSANDRA AMOROSO – PEZZO DI CUORE
Se negli ultimi tempi avevano entrambe cercato strade più modaiole, per questo duetto atteso da dieci anni tornano invece nella loro zona comfort. “Pezzo di cuore” ha la costruzione di una ballad classica, parte Emma piano e voce con una spruzzata di violini dal sapore vintage, percussioni nel ritornello più potente, e qualche inserto di modernità nella seconda strofa cantata da Alessandra, con il tappeto di synth che incontra gli archi. E alla fine si pone come un ottimo mash-up tra l’anima più sfrontata della prima e quella più elegante della seconda. Qualcuno dirà che sembra una canzone del 2010. Ma cazzo, finalmente una canzone senza tempo!
VOTO: 9,5

ERMAL META – NO SATISFACTION
Spiazza Ermal Meta, sia a livello di sonorità che a livello di argomenti. Il suono fa molto Bluvertigo di “Metallo non metallo” tra elettronica e la chitarra rock vintage del ritornello, mentre il testo è una denuncia alla “jungla” della new generation in cui il leone da tastiera recita la parte del re indiscusso. Un ritorno coraggioso, per certi versi anche rischioso, ma decisamente riuscito.
VOTO: 7

MADAME FEAT.FABRI FIBRA – IL MIO AMICO
Prima del suo debutto a Sanremo Madame cerca una strada più radio-friendly in cui l’amico del titolo è il rap, perdendosi però tra un abuso di autotune e il solito flow ai limiti della caricatura che all’ascolto risulta fastidioso: perché sei più concentrato a capire le parole (quando la sentiremo dal vivo all’Ariston sarà configurato tra gli sport estremi) che a sentire il brano. Fabri Fibra alza di molto il livello (e il voto) facendole capire che il modo migliore per veicolare un messaggio è farlo senza troppi effetti e arzigolilii.
VOTO: 5

MR.RAIN FEAT.BIRDY – NON C’È PIÙ MUSICA
Mr.Rain continua a muoversi tra cantautorato e hip-hop risultando sempre profondo e mai banale. Qui ci fa risentire la voce di Birdy che qualche anno fa aveva avuto molto successo anche qui in Italia e la collaborazione è riuscita perché la britannica dona al pezzo atmosfere eteree, quasi da suggestione cinematografica.
VOTO: 7,5

PAOLO SIMONI – PORNO SOCIETÀ
Si muove tra musica d’autore e jazz per descrivere una società occidentale affamata di fama e followers. Scrittura intelligentemente ironica e arrangiamento estroso, fuori dagli schemi: è stato l’ultima scoperta del compianto Lucio Dalla, qui a tratti riesce anche a ricordarlo.
VOTO: 7

TECLA – L’URLO DI MUNCH
È un tentativo di modernizzarla dopo la partecipazione allo scorso “Sanremo Giovani” in cui presentava un brano troppo più grande della sua età. Lei canta bene, il brano però non si apre mai, non ha un ritornello incisivo, scorre piatto e, soprattutto, la fa apparire anonima: potrebbe essere chiunque a cantarlo.
VOTO: 4,5

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