Il caso Tecla: non è in classifica, ma ha 76 passaggi settimanali dal gruppo RTL 102.5

Anche se non ascoltate frequentemente le radio del gruppo RTL 102.5, in questi giorni vi sarete comunque imbattuti in quel “tienimi lontana”. Al bar, al supermercato, in tabaccheria, dal parrucchiere: un motivetto che vi è sicuramente risuonato in testa.
Parliamo de “L’urlo di Munch”, nuovo singolo di Tecla, giovane artista che ha da poco firmato con Baraonda, etichetta di proprietà di Lorenzo Suraci, patron anche del gruppo composto da RTL, Radio Zeta e Radiofreccia. Radio che, nelle ultime settimane, hanno proposto con insistenza l’interprete uscita da “Sanremo Young”. Vediamo i numeri.

Consideriamo l’ultima settimana valevole per l’airplay radiofonico, da venerdì 29 gennaio a giovedì 4 febbraio. Stesso numero di passaggi su RTL e Radio Zeta, 38, per un totale quindi di 76. Vediamo un giorno in particolare, mercoledì 3 febbraio. RTL ha trasmesso il brano in questi orari: 4:05, 8:05, 12:05, 14:45, 17:25, 21.25; Radio Zeta nei seguenti: 0:45, 4:15, 9:20, 12:40, 15:45, 18:15, 22:45. Escludendo quelli notturni, ben 4 passaggi nel giro di 9 ore, sia da una parte che dall’altra, nei cosiddetti “orari caldi”, quelli con più ascoltatori. A cui vanno aggiunti gli spot che invitano all’ascolto del brano sui digital stores, non validi per le classifiche radiofoniche ma che pubblicizzano comunque l’artista.
Ma non è finita qui: perché Radiofreccia – unicamente dedicata al rock – non ha il brano in playlist ma trasmette comunque lo spot, portando allo stupore degli adepti del rock. “Ma la pubblicità su Radiofreccia quanto fa pena? Canta la voglia di ribellione che caratterizza tutti noi? WTF? (che c**zo, ndr)”, si legge in un commento al video de “L’urlo di Munch” su YouTube. E strappa in effetti più di una risata il fatto che in mezzo a canzoni di Marilyn Manson, Nirvana e Ozzy Osbourne si parli di ribellione riferendosi a Tecla.

Ma vediamo se questa assidua insistenza ha portato a qualche risultato. Ci si aspetterebbe almeno un posizionamento stabile in Top50 iTunes, sarebbe il minimo sindacale, ma scorriamo la classifica e, nel momento in cui scriviamo, il brano non è nemmeno alla 200. In Top50 ci è rimasta solo un giorno, intorno alla 40, ma in occasione dell’ospitata ad “Amici” il giorno dopo l’uscita. Situazione mediocre anche su Spotify, dove la platea radiofonica di 10 milioni di ascoltatori sulla piattaforma svedese ne ha portati solo 35.000. Male anche su YouTube, dove il video ha ottenuto 164.000 visualizzazioni, una media di circa 6000 al giorno. Troppo bassa in rapporto alla promozione concessa. L’unica classifica in cui compare Tecla è quella dell’airplay radiofonico, alla posizione 48. Raggiunta peraltro solo grazie ai passaggi di RTL (il punteggio datole da alcune radio locali è pressoché irrilevante).

E quindi l’unico risultato a cui può portare questa esagerata perseveranza è l’antipatia, la definizione di “raccomandata”, l’odio nei confronti di una ragazza di 17 anni che non ha colpe, se non solo quella di avere una gestione alle spalle che a quell’età, e con una carriera ancora tutta da costruire, la considera già al pari di Emma e Alessandra Amoroso. “È diventata un tormento, così ce la farete odiare”, “Insopportabile questa Tecla, non se ne può più”, “Questa pubblicità asfissiante dà fastidio”: sono questi alcuni commenti che si iniziano a leggere su Facebook.
Commenti che si erano già visti l’anno scorso in occasione della partecipazione di Tecla a “Sanremo Giovani”, quando l’artista non faceva ancora parte del roster ma Baraonda deteneva le edizioni del brano. Alcuni utenti avevano infatti accusato RTL di aver condizionato la gara, in particolare l’eliminazione dei decisamente più interessanti Eugenio in Via di Gioia, avvenuta proprio per mano di Tecla: da una parte infatti un gruppo di nicchia sbarcato all’Ariston senza un grande supporto radiofonico, dall’altra un brano già con un mese di alta rotazione sulla prima radio nazionale. Sfida impari, con un finale già scritto almeno al televoto.

Quest’anno invece ci facciamo un’altra domanda, con cui chiudiamo l’articolo: perché questo continuo e spropositato battage nei confronti di un brano che non sta rispondendo coi numeri, mentre “Mantieni il bacio” di Michele Bravi – l’artista che ha attualmente l’album più venduto in Italia – non è nemmeno in rotazione sulla radio dei “Very Normal People”, né tra le “New Hit”, né tra le “Power Hit”? Figli e figliastri.

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