FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (23 aprile 2021)

ARISA – ORTICA
Il racconto in dialetto napoletano di un amore intenso che quando finisce si lascia dietro un dolore che ricorda il bruciore provocato dal contatto con le foglie dell’ortica, per un brano dal testo scontato e dalle atmosfere tipicamente neomelodiche. Che sarebbero perfette per Nancy Coppola, non per Arisa.
Difficilmente potrà andare oltre gli amanti del genere.
VOTO: 5

ENRICO NIGIOTTI – NOTTI DI LUNA
Un Nigiotti particolarmente ispirato in questo dialogo tra l’uomo e una luna che ci guarda come briciole, sorretto da una melodia dolce che eleva la sensibilità del brano. Il ritornello, facilmente memorizzabile, è funzionale perché alleggerisce il brano, mostrando la capacità del cantautore livornese nel saper essere delicato e allo stesso tempo più scanzonato.
VOTO: 8

LIGABUE – ESSERE UMANO
È il Ligabue più trascinante, grintoso e rock, che non sentivamo da qualche anno: un vero e proprio trionfo di chitarre elettriche. E solo per aver portato in radio, con questa forza, uno strumento oggi ingiustamente snobbato, non puoi che volergli un gran bene.
VOTO: 7,5

MARGHERITA VICARIO – COME VA
Sembra sempre sul punto di poter esplodere ma finora le è sempre mancata la canzone giusta per fare il definitivo salto. E anche questa non sembra esserlo: base urban e cantato più squillante che gioca nel ritornello sulla ripetizione di “come va” per strizzare l’occhio alle radio, il brano però alla fine manca di incisività e anche il testo si rivela scontato su più punti.
VOTO: 5

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – SCRIVILE SCEMO
Sono i Pinguini come li conosciamo: leggeri, freschi, disimpegnati e pieni di citazioni (Baggio, Harry Styles, Bon Iver, Melevisione). Qui però, specie nelle strofe, sembra di sentire una copia dei Coldplay.
VOTO: 6,5

SOTTOTONO – MASTROIANNI
Tormento e Big Fish tornano insieme a vent’anni dall’ultimo lavoro in studio e lo fanno con lo stile che li ha resi pionieri della musica urban in Italia: contaminazioni tra old sound e new sound, hip-hop & r’n’b. Contaminazioni di cui oggi lo scenario musicale ne è pieno – abusandone forse anche troppo – ma che loro continuano a proporre con raffinatezza e un ottimo gusto melodico. I back vocals femminili in ritornello e special ti riportano dritto agli anni ’90, dimostrando quindi anche grande coerenza con il loro passato.
VOTO: 7

TRICARICO – LA BELLA ESTATE
Tricarico racconta come la protagonista della sua “bella estate” non sia stata un amante o un amore romantico, bensì sua nonna, scelta al posto di molte avvenenti figure femminili. Fresco, estivo, spensierato, è la sua veste più ironica e disincantata con cui l’abbiamo conosciuto e continua a funzionare anche a 20 anni dal boom di “Io sono Francesco”.
VOTO: 6,5

ULTIMO – BUONGIORNO VITA
“Buongiorno vita che mi stai aspettando, ho tutto pronto passi per di qua? Su dai non vedi che mi sto perdendo, non è normale pure alla mia età”: è un inno alla speranza di un ritorno alla normalità dopo un lungo periodo di incertezze, quello che propone Ultimo con la ricetta che l’ha reso celebre. C’è il pianoforte, c’è la delicatezza della sua poesia che si incontra con la robustezza di immagini veraci di vita vissuta, c’è il ritornello arioso che funge da carezza e c’è lo special rappato vicino agli esordi di “Pianeti”. Qualcuno lo accuserà di essere sempre uguale a sé stesso; ma perché cambiare se il suo stile continua a funzionare e se, soprattutto, tra i nuovi volti della nostra musica è l’unico a proporre un cantautorato che non ha nulla da invidiare a quello dei grandi del nostro passato?
VOTO: 10

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