Fabrizio Moro: “Ho preso il disco d’oro senza essere cagat* di striscio dalle radio”

Festeggia Fabrizio Moro. “Il senso di ogni cosa”, brano già pubblicato nel 2009 e che ora ha ritrovato linfa nella nuova versione contenuta nell’album “Canzoni d’amore nascoste”, è stato certificato disco d’oro per le oltre 35.000 copie vendute.
Il cantautore romano ne approfitta per ringraziare il suo pubblico perché la canzone “è volata in alto semplicemente grazie al vostro passaparola e alle vostre condivisioni, e io non posso che ripetervi nuovamente grazie. Con tutto il cuore, mi mancate tanto“, ma anche per far risaltare due grandi soddisfazioni.

La prima è quella di “essere riuscito a dare, ad una canzone che per me ha sempre significato tanto, una luce un po’ più grande“; la seconda arriva invece dal raggiungimento di un importante risultato senza il sostegno delle radio: “La seconda soddisfazione è aver preso un disco d’oro anche se questa canzone tanti grandi network non l’hanno cagata di striscio… Questo infonde coraggio, molto“.

E qui è il caso di aprire una parentesi: le radio si stanno trasformando in una playlist Spotify. Spariscono chitarre, pianoforti, intimità, impegno; spazio quasi solo ai motivetti più facili, agli artisti che fanno più streams, a tutto ciò che è tendenza. Hanno perso il coraggio di lanciare i successi e subiscono quelli studiati a tavolino solo per una fetta di pubblico, quello della piattaforma svedese. E così non fanno altro che rendersi complici di chi ha messo in soffitta generi come il rock, il pop più tradizionale, il cantautorato. La radio sta perdendo così la sua missione: quella di parlare a tutti.