Più rock che mai: dicono questo i Modà del nuovo singolo “Comincia lo show” in uscita venerdì 17 settembre e presentato in anteprima oggi su Rai1 nello speciale “Disco Estate” dei “Seat Music Awards”.
Perché se il sound è quello potente e viscerale dei loro esordi e la ritmica quella possente dei loro grandi successi, è l’attitudine che qui scava ancora di più le sue radici nel rock: una rivendicazione orgogliosa, istintiva, diretta, incazzosa contro i leoni da tastiera e tutta quella consuetudine odierna, acuìta da social e tv, di giudicare qualsiasi cosa anche quando non si hanno le giuste competenze.
Una scelta sorprendente e coraggiosa quella di anticipare un nuovo lavoro (l’album “Buona fortuna”) con un brano di questo tipo per loro che hanno sempre lanciato ogni progetto con ballad che riflettevano su amore e vita, ma che ci si poteva aspettare in questo momento del loro percorso in cui hanno spontaneamente scelto di allontanarsi dai riflettori di prima.
In un’intervista rilasciata l’anno scorso per “Il Messaggero”, il leader Francesco “Kekko” Silvestre diceva infatti di aver rifiutato un invito da superospite a Sanremo perché “in tv c’è sempre gente che parla a vanvera e che non sa neanche dov’è il do sulla tastiera“.
E in “Comincia lo show” traspare tutta questa sua sensazione di disagio nel trovarsi davanti alle telecamere, oggetto dei giudizi altrui tra “fucili carichi“, “armata di diavoli” e proiettili da evitare, in quella sospensione tra amore e odio espressa nel bridge: “Vivo o morto? Tra poco lo saprò, il plotone è pronto a condannarmi o no“.
Una canzone quindi fortemente autentica e necessaria. Per loro e per chiunque li segua.
Perchè il successo dei Modà è stato sempre raccontato da una certa stampa come scontato, dovuto alle radio e all’esposizione mediatica, ignorando che i passaggi radiofonici non sono mai stati considerati al pari di copie vendute come accade oggi con le piattaforme streaming. La radio può passarti quanto vuole ma lì non ti trovi tutto pronto: se non hai una ricetta che funziona e piace al pubblico, e una certa maestria nella costruzione di successi, più di due milioni di copie nel giro di sette anni non le vendi.
E anche quando i numeri erano impossibili da discutere, a loro veniva rimproverato di essere ogni volta troppo simili a sé stessi. Ma quali sono sempre stati gli artisti che hanno lasciato segni indelebili nell’olimpo della musica? Quelli abili nel costruire un loro marchio, o quelli che viaggiano tra una moda e l’altra? Risposta scontata.
E quindi loro non ritrattano, non scendono a compromessi, i veri rivoluzionari oggi sono quelli che suonano e loro allora rilanciano, facendo urlare ancora di più chitarre e batterie.
La svolta la cercano semmai negli argomenti: se nel precedente album “Testa o croce” raccontavano l’amore nato in una clinica psichiatrica e si avventuravano nel cantautorato del passato rivolgendo un omaggio a Milano, questo nuovo percorso inizia con la penna di Kekko che si fa per la prima volta critica, dura, aspra nei confronti dell’attualità. Con quel “Cambia canale, riprova, sono ancora qui, colpiscimi” a chiudere il ritornello, come una forte rivendincazione di sé stesso: perché le tendenze musicali continueranno ad andare molto lontane dal loro mondo, ma i Modà non sono solo un nome sull’albo d’oro della musica italiana che li vede come unica band ad aver conquistato un disco di diamante. Sono anche i nuovi stimoli e le nuove tematiche dell’oggi.
Nick Tara