MARCO MASINI – MASINI +1: la recensione

Taglia il traguardo dei 30 anni di carriera Marco Masini, e ha deciso di festeggiarli con la sua nona partecipazione al Festival di Sanremo e con la raccolta “Masini +1 (30th anniversary)”, contenente 4 inediti e 15 suoi successi reincisi in collaborazione con altrettanti colleghi, proposti nella tracklist in ordine cronologico. Si va quindi da “Disperato”, brano con cui il cantautore fiorentino nel 1990 ha vinto Sanremo nella sezione “nuove proposte”, in duetto con Eros Ramazzotti, a “Tu non esisti”, secondo estratto dal suo ultimo album di inediti “Spostato di un secondo”, in coppia con Fabrizio Moro.

È evidente come ogni artista invitato a partecipare al progetto si trovi nel posto giusto: i falsetti di Giuliano Sangiorgi nell’intima “Ci vorrebbe il mare”, la capacità di dare peso ad ogni parola di Ermal Meta nella delicata “Cenerentola innamorata”, la voce roca di Luca Carboni per la rabbia e il dolore di “Vaffanculo”, la vocalità piena di Francesco Renga per l’intensa “T’innamorerai”, la decisione di Nek per raccontare gli abusi subìti da una ragazza da parte del padre in “Principessa”.

Sono canzoni che acquistano tutte una nuova linfa: “L’uomo volante”, brano che ha rilanciato la carriera di Masini con la vittoria a Sanremo nel 2004 dopo il momentaneo ritiro dalle scene tra il 2001 e il 2003 a causa dell’accanimento della stampa nei suoi confronti, qui viene completamente stravolta da Jovanotti. Mentre “Bella stronza” assume le tinte pop-rock dei Modà, con la potenza vocale del leader Kekko Silvestre e l’assolo finale del chitarrista Enrico Zapparoli.

È un Masini capace di mettere in risalto anche le voci femminili, come già dimostrato nel 2016 con “La borsa di una donna” scritta per Noemi, una delle canzoni più belle del repertorio della “Rossa”. Qui il graffio di Bianca Atzei, senza eguali oggi in Italia, viene ancor più esaltato in “Che giorno è”. Mentre Annalisa e Giusy Ferreri, che negli ultimi anni si sono quasi del tutto dedicate all’elettropop e ai tormentoni, ritrovano finalmente l’eleganza degli esordi rispettivamente con “Io ti volevo” e “Spostato di un secondo”.

Ma è un progetto che non omaggia solo il passato, guarda anche al futuro. Un futuro in cui il “Maso” ha ancora molto da dire e lo dimostra con i quattro inediti: il singolo di lancio “Il confronto”, che all’Ariston avrebbe meritato maggior fortuna, “La parte chiara”, “Non è così” e “Fra la pace e l’inferno”, in cui coinvolge l’emergente Rita Bellanza, che nel 2017 aveva conquistato il pubblico di X-Factor con la sua cover di “Sally” per poi perdersi nelle puntate successive, e che qui trova il punto giusto da cui provare a ripartire.

Questo viaggio nel passato, con lo sguardo però rivolto verso il futuro, sarà presentato in primavera nei teatri di tutta Italia (con qualche data anche in Europa), per poi chiudere il 20 settembre con il live-evento all’Arena di Verona, a cui parteciperanno quasi tutti gli artisti presenti nel progetto.

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