FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (13 marzo 2020)

CARL BRAVE – REGINA COELI
Dichiarazione d’amore alla sua città e al suo quartiere, in pieno stile Carl Brave: riconoscibile, facile da fischiettare, piena di immagini comuni e slang romaneschi.
VOTO: 6

FRANCESCA MICHIELIN FEAT. MANESKIN – STATO DI NATURA
Coraggioso crossover rap-rock, sul modello di Salmo e Anastasio, tra chitarre distorte e flow aggressivo.
Il testo è una denuncia alle false morali (“usate il nostro seno ovunque, una cosa normale, ma se allattiamo in pubblico non si fa, è immorale”) e al patriarcato (“nessuno può scegliere da che parte stare, una madre è solo madre, una figlia è solo figlia, un uomo è solo uomo e l’amore è solo uno”).
Breve, ma perché in 2 minuti riesce a dire tutto.
VOTO: 7

FRANCESCO BIANCONI – IL BENE
Piano, voce, archi e violini: l’esordio da solista del leader dei Baustelle ricorda molto le atmosfere del loro sesto album, “Fantasma”. Malinconico e retrò inno a non disprezzare le cose semplici e a quanto sia importante cercare sempre il bene.
Senza ambizioni radiofoniche o di vendita, solo per palati fini.
VOTO: 7,5

GRIDO – ISOLA
Terzo estratto dal suo ultimo album “Diamanti e fango”, fa rivivere quel rap pulito e melodico dei suoi ex Gemelli Diversi che ha segnato più di una generazione: “Credono che spendere ci renda migliori ma la mia ricchezza non è in cassaforte, è averti stretta a me questa notte”. Nostalgica.
VOTO: 6

MR.RAIN – FIORI DI CHERNOBYL
Lui è uno dei pochi volti buoni del nuovo rap che avanza, e lo dimostra con questo toccante brano che assume il ruolo di fortissimo messaggio di speranza in questo periodo di isolamento che stiamo vivendo in Italia.
“Perché è dagli incubi che nascono i sogni migliori, anche a Chernobyl ora crescono i fiori”.
VOTO: 8

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