FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (17 aprile 2020)

ANNALISA – HOUSE PARTY
C’era una volta un’Annalisa sofisticata, che cantava brani eleganti, raffinati, pensati per rimanere nel tempo: “Senza riserva”, “Sento solo il presente”, “L’ultimo addio”…
Dall’ascolto di questo nuovo singolo invece l’unica cosa che rimane è l’istinto di prendere un crocifisso e urlare: “BABY K, ESCI DA QUESTO CORPO!”. Oltre al verso “Ti dico ciao e poi non parti, House Party” che, sulla bocca di una 34enne, provoca un profondo senso di imbarazzo.
Canzoncina banale, inutile, buona solo per qualche video su Tik Tok. Ma la musica va da tutt’altra parte.
VOTO: 2

CARMEN FERRERI – CEFALÙ
Sparita dopo il secondo posto ottenuto 2 anni fa ad Amici (nella finalissima con Irama), prova a trovarsi uno spazio nella musica italiana proponendosi in una nuova veste: quella urban.
Che è poi lo stesso percorso già proposto da Elodie, Annalisa, Federica Carta… E finisce così per sembrare una canzone rimasta fuori dal disco di Elodie, che sembra una canzone rimasta fuori dal disco di Annalisa, che sembra una canzone rimasta fuori dal disco di Federica Carta… che al mercato mio padre comprò.
Difficile costruirsi una storia facendo i copia-incolla.
VOTO: 3

GAZZELLE – ORA CHE TI GUARDO BENE
Scritta a casa in questi ultimi giorni e prodotta a distanza insieme a Federico Nardelli, i proventi saranno interamente devoluti all’ospedale Spallanzani di Roma.
Minimale, delicata, quasi una ninna nanna: recita il ruolo della coccola in questo periodo di quarantena, in cui s’incastra benissimo.
VOTO: 7

GIANLUCA GRIGNANI – DIMMI COS’HAI
Secondo estratto dopo “Tu che ne sai di me” dalla trilogia da 60 pezzi “Verde smeraldo”, la cui prima parte uscirà il prossimo 25 ottobre.
Qui il cantautore milanese gioca con i ritmi latini, sfoderando una ballad radiofonica e orecchiabile ma dal suono ricercato. Coraggiosa e riuscita infatti la contaminazione tra pop, blues e bossanova.
VOTO: 7

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – RIDERE
Pianoforte e elementi dance che donano un ritmo trascinante a scapito di un testo nostalgico, malinconico.
Cantano i ricordi che lascia un amore adolescenziale e riescono a coinvolgere emotivamente l’ascoltatore: d’altronde, a chi non è mai capitato di vivere un amore talmente forte da sembrare invincibile e di diventare all’improvviso “solo un tizio che se lo incontri per la strada gli fai un cenno di saluto e via”?
VOTO: 7,5

TOMMASO PARADISO – MA LO VUOI CAPIRE?
Dichiarazione d’amore genuina e zeppa di elementi di vita quotidiana, tra spesa e vino buono che, senza la persona amata al proprio fianco, sa di aranciata.
Sempre riconoscibile, ma di primo acchito sembra piuttosto debole rispetto alle precedenti “Non avere paura” e “I nostri anni”.
VOTO: 6

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