FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (15 maggio 2020)

ALBERTO URSO FEAT. J-AX – QUANDO QUANDO QUANDO
Rivisitazione del celeberrimo brano di Tony Renis in chiave dance, pop e rap, con una base che fa un po’ “Paperissima”. Il tenore passato al pop che, dopo i risultati disastrosi nelle vendite durante le partecipazioni ad “Amici Celebrities” e a Sanremo, ci riprova con “Amici Speciali” tentando la strada del tormentone. E risulta solo un pesce fuor d’acqua. Identità artistica, questa sconosciuta.
VOTO: 3

ELODIE – GUARANÀ
Brano banale, dozzinale, prevedibile, mediocre. Dove nel ritornello la ripetizione “Tequila e Guaranà” sembra appiccicata giusto per aggiungere qualcosa di esotico. Una fotocopia di centinaia di altri singoli pubblicati negli ultimi anni, sfornata solo per fare cassa facile.
VOTO: 2

FEDEZ – PROBLEMI CON TUTTI (GIUDA)
Ritorno al passato per Fedez con il rap serrato della prima strofa e un beat potente, senza rinunciare al ritornello orecchiabile. La breve durata lascia un po’ la sensazione di incompletezza, comunque interessante.
VOTO: 6,5

GIO EVAN – REGALI FATTI A MANO
“Ed ecco cosa voglio che resti, i tortellini di nonna, Natale fatto a casa”, canta Giò Evian in questa ballad minimale dove la musica è al servizio dell’importanza delle parole. Funge da protezione per quelle piccole cose da lui raccontate.
Gradevole la scelta di un ritornello arioso che spezza le atmosfere intime delle strofe.
VOTO: 7

GIORDANA ANGI – AMAMI ADESSO
Dopo aver riconosciuto, con grande onestà, la debolezza di “Come mia madre” – brano presentato nell’ultima edizione di Sanremo – (“Credi di aver scelto il brano giusto, poi arrivano le recensioni. Che non sono quelle che speri, ma con cui ti ritrovi incredibilmente d’accordo”), Giordana cambia decisamente rotta lanciando un brano up-tempo in cui fa riflettere su quanto sia effimera la vita e invita con semplicità a godersi il momento.
Non fa gridare al miracolo, ma dimostra che anche in estate si può lanciare qualcosa di fresco avendo qualcosa da raccontare.
VOTO: 7

MAHMOOD FEAT. MASSIMO PERICOLO – MOONLIGHT POPOLARE
Avete presente quando qualcosa vi dà talmente fastidio che pur di non farla preferireste guardare in loop un film uzbeko in lingua originale, con sottotitoli in russo e stando inginocchiati sui ceci?
Ecco, a noi succede con Mahmood. Ci abbiamo messo tutta la nostra buona volontà, ma al quinto belato nel giro di 30 secondi siamo passati a Michele Bravi, sicuri che ci perdonerete.
VOTO: NON GIUDICABILE

MICHELE BRAVI – LA VITA BREVE DEI CORIANDOLI
L’importanza delle piccole cose (l’amore, i vecchi film, il movimento degli oceani, il vento che accarezza gli alberi) per superare un periodo buio. Interpretazione delicata, sofferta, autentica, con una voce più sporca che in passato. Il giusto brano per ripartire dopo i recenti episodi di cronaca in cui è stato coinvolto.
VOTO: 7,5

THE KOLORS – NON È VERO
Pezzo funk, martellante e tutto suonato, con sfumature della Disco Music anni ’70 nel ritornello e un omaggio a Pino Daniele con quel “che te ne fotte”. I Kolors come li conosciamo: sound sempre ben definito, internazionale e ricercato. E che a Pino piacerebbero molto.
VOTO: 7,5

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