FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (22 maggio 2020)

DANIELE SILVESTRI FEAT.RANCORE – IL MIO NEMICO INVISIBILE
Di nuovo insieme, dopo l’esperienza a Sanremo con “Argentovivo”, per proporre una nuova versione del celebre brano targato Silvestri, vincitore del “Premio Amnesty” nel 2003.
La forte spinta elettronica della base e le rime taglienti di Rancore si aggiungono ad un testo che si rivela ancora oggi molto attuale. Quel nemico di cui parla il cantautore romano è infatti il potere economico.
VOTO: 8

DIODATO – UN’ALTRA ESTATE
“E ce ne andiamo al mare, chissà che effetto fa?”. Se lo chiede Diodato dopo gli ultimi mesi di lockdown in questa ballad raffinata, ricca di strumentazioni e che può contare su un ritornello arioso e intelligente, che risulta ben incastrata nella realtà. C’è un inverno “troppo duro, un inferno”, una primavera immobile e l’attesa di un’estate che – si spera – ci consoli. La consueta sensibilità.
VOTO: 8

FABRIZIO MORO – IL SENSO DI OGNI COSA
Già estratta come primo singolo dell’ep “Barabba”, torna in radio 11 anni dopo con un nuovo arrangiamento intimo: voce e piano nella prima strofa, a cui si aggiungono la chitarra acustica nel ritornello e gli archi nel finale.
Un inno all’amore profondo, autentico, sentito.
VOTO: 9

FRANCESCO RENGA – INSIEME:GRANDI AMORI
Tastiere, sintetizzatori, seconde voci: Renga ritenta la strada dell’elettropop più spinto già percorsa qualche anno fa con “Nuova luce”. Genere che però si conferma non adatto per la sua vocalità piena, potente, distesa.
Se nelle strofe si denota qualche spunto interessante, il ritornello fallisce invece l’obiettivo orecchiabilità risultando senza brio. Piatto.
Dispiace quando un artista del suo calibro, e con il suo repertorio, decide di lanciare un brano così poco ispirato.
VOTO: 5

IRAMA – MEDITERRANEA
La stessa ricetta di “Nera” e “Arrogante”: beat latino, atmosfere sbarazzine e ritornello facilmente canticchiabile. Con strofe che però qui ricordano un po’ troppo Fred De Palma.
Funzionerà, ma Irama ha già ampiamente dimostrato di avere le qualità autorali per smarcarsi dall’usato sicuro e proporre qualcosa di più coraggioso, che qui non si vede.
VOTO: 5,5

MONDO MARCIO – ADDERALL
“Dovrebbe essere solo un po’ sesso, non un possesso”: il racconto di una storia d’amore che diventa ossessione, la “vecchia scuola” del rap italiano che ha ancora molto da dire. E che dimostra ai giovani che c’è un altro modo per fare rap: quello della scrittura come terapia, lontana dall’effimero.
VOTO: 7

PIERDAVIDE CARONE – FORZA E CORAGGIO
“Forza e coraggio, stanotte piove ma domani è maggio”, anche qui un brano che ben s’incastra in questo periodo storico e conferma la penna arguta e sempre riconoscibile di Pierdavide, a cui manca solo una vetrina importante per avere un meritato riconoscimento.
Domanda: ad “Amici Speciali” stiamo assistendo alla quarta occasione in un anno per Alberto Urso e Giordana Angi, non l’avrebbe meritata anche lui almeno una nuova chance?
VOTO: 7

RANDOM – SONO UN BRAVO RAGAZZO UN PO’ FUORI DI TESTA
Groove fresco, gioca con la trap senza fare uso dei soliti stilemi del genere. Si mette anzi in netta contrapposizione rispetto alla centralità del denaro protagonista delle opere di molti suoi colleghi: “Non voglio morire da solo sotto terra coi pezzi da cento con sopra scritta questa canzone. Col denaro non ci compri il tempo”. Interessante.
VOTO: 6,5

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