FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (4 settembre 2020)

ANNALISA – TSUNAMI
Finalmente!
Finalmente l’Annalisa che ti aspetti: intensa, matura e diversa dalle ultime proposte piatte e dozzinali.
“Tsunami” è una ballad elettronica che esalta la sua vocalità con un bridge e un ritornello molto aperti; manca forse l’esplosione finale, ma è un grande passo in avanti e con gli ascolti potrebbe crescere ancora di più.
VOTO: 7

BIAGIO ANTONACCI – L’AMORE MUORE
Quarto estratto da “Chiaramente visibili dallo spazio”, album che avrebbe meritato maggior fortuna.
L’importanza di rimettere al centro i sentimenti in un mondo in cui contano sempre meno su sonorità acustiche che fotografano l’idea intorno all’intero progetto: intimo, volutamente scarno e dall’impronta fortemente autorale. Coraggioso.
VOTO: 8

FIORELLA MANNOIA – CHISSÀ DA DOVE ARRIVA UNA CANZONE
Scrive Ultimo e si sente, sia nella struttura del brano sia nella profondità di un testo che riflette sulla vita e guarda al futuro con uno sguardo incerto. Prova per lui di grande maturità, che la Mannoia arricchisce con un’interpretazione particolarmente sentita, di cuore e di magistrale eleganza.
E, come raramente accaduto in passato, nessuno dei due rinuncia neanche a un briciolo della propria cifra stilistica: vengono anzi esaltate entrambe.
Una Signora canzone.
VOTO: 9,5

RIKI – LITIGHIAMO
Non ci siamo proprio.
I 30 anni si avvicinano ma lui continua a proporre il solito testo adolescenziale infarcito di frasi che arrecano imbarazzo (“Io che taglio corto e tu il contorno ai toast”). Non si avverte né crescita né maturità e ancor peggio è l’abuso di effetti vocali, presi dalla trap, che rendono la sua vocalità, già di per sé poco gradevole, fastidiosa.
VOTO: 1

TOMMASO PARADISO – RICORDAMI
Interessante l’idea di recuperare quel sax che fa molto Venditti, il brano si perde però poi in delle strofe che sembrano un mix tra Gianni Togni, Ricchi e Poveri e sigla di un cartone animato anni ’90. E non si riprende nemmeno in un ritornello troppo pallido per gli standard a cui ci ha abituati.
VOTO: 4,5


Nelle ultime 2 settimane sono arrivate anche alcune cover: la più riuscita è “Canzone” di Lucio Dalla reinterpretata da Antonello Venditti e Francesco De Gregori (7,5). Una versione senza grossi stravolgimenti e rispettosa dell’originale, che rivendica molti orrori che abbiamo sentito quest’estate in “I love my radio”.
De Gregori viene a sua volta omaggiato da Tiziano Ferro (7) con “Rimmel”: prova quasi proibitiva perché è forse la canzone più identificativa del repertorio del “Principe”, a cui il cantautore di Latina mette in primo piano percussioni e chitarre acustiche ed elettriche. Non ha il trasporto e la dolcezza dell’originale, ma è un omaggio sincero e onesto.
Molto male invece Mika e Michele Bravi (3) che distruggono “Bella d’estate” di Mango, trasformata in una canzoncina pop senza pretese. E senza cuore.

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