FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (11 settembre 2020)

GHALI – BARCELLONA
Barcellona fa da sfondo a questa dedica all’ex fidanzata, una relazione scandita da incontri in aeroporto per ritrovarsi o perdersi e raccontata prima dalla prospettiva di lei e poi da quella di lui.
Un Ghali inedito, sempre più lontano dalla trap degli esordi: si mostra in una veste intima confermandosi uno dei volti più interessanti della nuova scena musicale italiana.
VOTO: 7

GIGI D’ALESSIO – BUONGIORNO
È la traccia corale tratta dall’album omonimo in cui il cantautore partenopeo rivisita alcune sue canzoni del passato in chiave rap. Mostra senz’altro curiosità di guardare oltre i propri territori ma appare confusa e non sappiamo quanto questo esperimento possa essere gradito dal suo pubblico di riferimento.
VOTO: 5

LIGABUE – LA RAGAZZA DEI TUOI SOGNI
Dopo gli ultimi anni contraddistinti dalle sperimentazioni tra concept album (“Made in Italy”) e la produzione di Federico Nardelli – giovane produttore della nuova scena cantautorale – in “Start”, torna ai primi anni 2000 e a un suono paragonabile a brani come “Eri bellissima” o “Il giorno dei giorni”: un pop-rock classico, di facile presa, tutto chitarre, basso e batteria. E torna a proporre i ritratti femminili, lui che l’ha sempre fatto con ottimi risultati: donne indipendenti, che qui si pongono l’obiettivo di piacere anche dopo tanti anni di relazione. Immediata e decisamente riuscita.
VOTO: 7,5

MARCO ROTELLI – NIENTE
A chi non è mai capitato di sentire una canzone e dire “sembra che l’ho scritta io”? È successo anche a Marco Rotelli, giovane cantautore che ha trovato in “Niente”, contenuta nell’album “Bouganville” di Luca Dirisio, “la canzone che avrei voluto scrivere in questo momento” e “quello che avrei voluto dire.
Il testo è la presa di coscienza di chi preferisce essere “niente” e non chiedere “niente a nessuno” prima di far parte di un sistema malato e basato su likes, abbagli e finzione, ed è uno dei più intensi degli ultimi anni.
Essendo una cover nel giudizio finale entrano però solo arrangiamento e interpretazione.
Rispetto alla versione originale, tutta piano, voce e violini, qui si punta più su ritmiche e qualche inserto elettronico, mantenendo comunque lo spirito intimo del brano che Marco ripropone con onestà e passione, rispettando l’anima dell’autore ma eludendo abilmente il rischio di farne una copia da karaoke.
VOTO: 7

ROBY FACCHINETTI – FAMMI VOLARE
Una generale esagerazione nel voler cercare a tutti i costi le note alte in un brano che si mostra pallido e a tratti banale.
VOTO: 5

TIROMANCINO – FINCHÉ TI VA
Il racconto di un incontro che ha cambiato l’esistenza a chi si sentiva “prigioniero di una vita sempre uguale” in una ballad di grandissimo impatto emozionale, dove emerge uno straordinario compromesso tra tradizione e modernità con quell’intro al pianoforte, il ritornello arioso e d’altri tempi, e gli inserti elettronici.
Cita Dalla e lo ricorda, perché dopo un solo ascolto ti entra sottopelle e sa già di classico.
VOTO: 10

ZANNA – LO SPAZIO CHE CI UNISCE
Già chitarrista per Piero Pelù, Gianni Morandi, Bianca Atzei e Patty Pravo, qui si propone in veste cantautorale con un pop-rock genuino e verace.
Un brano che vuole essere flusso di energie positive con lo scopo di sensibilizzare le persone riguardo la prevenzione al suicidio, e che nel testo, profondamente narrativo, ricorda alcune cose di Brunori SAS e di Eugenio Finardi. Bella sorpresa.
VOTO: 7

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