Sanremo 2021, il nostro cast ideale

Finita l’estate, si inizia già a parlare della nuova edizione del Festival di Sanremo che si terrà dal 2 al 6 marzo prossimo, con Amadeus confermato alla conduzione e direzione artistica. Mancano poco più di tre mesi all’annuncio dei big in gara e noi ci siamo chiesti: “Se fossimo noi i direttori artistici, quali cantanti chiameremmo?”.
Criteri: 24 artisti come l’anno scorso e nessuna conferma dalla precedente edizione (non per mancanza di qualità ma per la necessità di volti nuovi), nessun nome improbabile (Cesare Cremonini, Ligabue, Marco Mengoni…), nessun artista che ha più volte manifestato la propria contrarietà a un ritorno in Riviera (Ultimo, Modà…) o che non è al lavoro su un album di inediti (Fabrizio Moro, Brunori SAS…).

Partiamo con un concetto di base: con la musica ferma per mesi, via l’inseguimento alle mode del momento o all’accapparrarsi il favore dei social. Via sovraesposizioni, posti regalati al trash e artisti il cui contorno polemico è più importante della canzone presentata. Se nella precedente edizione si è cercato questo, ora deve arrivare l’anno del coraggio. Del rompere gli schemi. Della scommessa su nomi fuori dalle solite élite.
Per quanto riguarda il capitolo uomini spazio quindi a Luca Dirisio, Nesli e Il Cile: 3 volti che entrano in pieno in questi ultimi concetti espressi e che meritano un rilancio. Spazio poi per Gianluca Grignani e Ermal Meta, entrambi al lavoro su un nuovo album di inediti, e per Samuele Bersani e Francesco Bianconi, che un disco lo pubblicheranno a ottobre e potrebbero portarne una riedizione in Liguria.
Giusto il debutto di Aiello, tra le rivelazioni del 2019 che quest’estate si è confermato con “Vienimi (a ballare)”, mentre Tommaso Paradiso, dopo gli ultimi sbiaditi singoli, potrebbe approfittare della vetrina sanremese per lanciare il primo progetto da solista.
Dal mondo hip-hop dentro il rap cantautorale di Mr.Rain e quello gangsta di Mondo Marcio, il primo rapper a portare il genere in cima alle classifiche nel lontano 2006.
I sogni? Biagio Antonacci, ultima volta in gara nel 1993, che potrebbe rilanciare un album – “Chiaramente visibili dallo spazio” – meritevole di maggior fortuna e Luca Carboni, mai all’Ariston, per un debutto sulla linea di Piero Pelù.

Sanremo è da sempre anche duetti e quindi avremmo in mente tre coppie.
La prima formata da Alex Britti e Bianca Atzei, che insieme ci avevano già provato 6 anni fa: la loro “Non è vero mai” non aveva trovato posto nel cast ma ha poi avuto vita migliore della maggior parte dei brani in gara quell’anno. Potrebbero così riprendersi ciò che gli è stato tolto nel 2014.
La seconda vedrebbe Clementino e Anna Tatangelo: un percorso coerente per l’ex compagna di Gigi D’Alessio dopo aver pubblicato “Guapo” con Geolier, e che qui troverebbe maggior qualità.
L’ultimo featuring sarebbe invece formato dal duo precursore dell’It-pop di oggi, gli Zero Assoluto, e da uno dei volti nuovi e più promettenti di questa scena: Comete.
Per quanto riguarda le band cercheremmo invece un ottimo compromesso tra il pop cantautorale dei Tiromancino, il funk dei The Kolors e il rock puro e grezzo dei Marlene Kuntz.

Chiudiamo con le donne: spazio a Dolcenera e Malika Ayane, che mancano da un po’ e che a Sanremo hanno sempre portato proposte interessanti, Francesca Michielin con l’ultimo album uscito in pieno lockdown e che in Riviera potrebbe trovare nuova linfa, Noemi, al lavoro sul nuovo disco di inediti e Chiara Galiazzo che un disco l’ha pubblicato questa estate trovando però scarsa attenzione.

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