FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (9 ottobre 2020)

ANNA FEAT. GUÈ PEQUENO – BLA BLA
Neanche un qui sbiadito Guè Pequeno riesce a salvare una copia ancor più tremenda di “Bando”: stessa attitudine stupida e caciarona e stesse rime incomprensibili e senza alcun senso. Vi ricordate i risolini che facevamo qualche anno fa sulle canzoni di Moreno? Ecco, lui a confronto sembra Kanye West.
VOTO: 0

CARL BRAVE FEAT. ELODIE – PARLI PARLI
Uno degli artisti di punta della nuova scena romana qui si propone in coppia con la “prezzemolina” della musica italiana. Il testo risulta in diversi punti prevedibile, tanto da immaginare cosa succede dopo, e l’abuso di effetti vocali toglie concentrazione durante l’ascolto e, soprattutto, riconoscibilità alla voce di Elodie.
VOTO: 5

FRANCESCO BIANCONI – CERTI UOMINI
“Io so che son venuto dalla fica e so che lì voglio tornare”. Un invito diretto, senza fronzoli e come sempre ben scritto, a ricercare una propria origine in cui non manca una condivisibile stilettata alla discografia attuale, distaccatasi dalla missione di scouting per optare su prodotti già confezionati: “I cantanti ucciderebbero per apparire
in un programma in televisione,
dove i discografici della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone”.
L’unico problema sta nel mood, uguale a quello delle altre due anticipazioni del suo debutto da solista, “Forever”. I Baustelle hanno anche un’anima pop nelle melodie che alleggerisce la complessità dei testi, un album proposto interamente così rischia invece di rivelarsi alla lunga pesante.
VOTO: 7

GIANNI BISMARK & EMMA – C’HAI RAGIONE TU
Ecco cosa significa “salvare un brano”.
I primi 30 secondi, con l’interpretazione eccessiva e totalmente fuori intonazione di Gianni Bismark, ti danno solo la voglia di passare oltre. Poi arriva Emma che si mette invece sapientemente agli antipodi, portando al brano un garbo e una delicatezza che alla fine lo rendono gradevole. E questo mondo, in cui si sente molto l’impronta di Franco126, le sta decisamente meglio di quello di “Latina”.
VOTO: 6

J-AX FEAT. MR.RAIN – VIA DI QUA
Tra il primo amore che “dura quanto una stella cadente, non dura tutta la vita ma la cambia per sempre”, i problemi alimentari (“Lo schifo per il cibo e l’odio per gli specchi”) e le delusioni ai genitori, un racconto lucido, maturo e sentito dell’età della ribellione, l’adolescenza. Il connubio tra le due voci è riuscito e il brano esprime grande intensità.
VOTO: 8

MARCO MASINI – LA PARTE CHIARA
Resilienza e consapevolezza in una ballad giocata tra tastiere e synth, per lui una novità, e con un ritornello dal grande appeal radiofonico. Quest’anno Masini ha omaggiato il suo passato, ma con inediti come questo mostra di avere anche uno sguardo deciso sul futuro.
VOTO: 7,5

NEGRAMARO – CONTATTO
Abbiamo vissuto mesi senza poter vedere gli affetti più cari e qui la parola “contatto” significa quindi speranza, la speranza di poter di nuovo toccarsi, abbracciarsi, viversi, ed è riferita a molteplici sfere: l’amore (“Ho rischiato un infarto quando ieri ti ho visto”), l’amicizia (“Gli amici che sognavo proprio così”) e la perdita di una persona cara (“Ho trovato il contatto, era solo in un sogno e ti giuro sarebbe bellissimo se ti toccassi da sveglio”).
Rispetto ai singoli scelti finora dal gruppo per anticipare i loro progetti qui non c’è per la prima volta una decisa carica rock e non arriva la consueta esplosione, ma emergono una gentile eleganza e una forte intimità. E il cantato di Sangiorgi, senza i falsetti talvolta eccessivi, ne guadagna parecchio.
VOTO: 8

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