FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (6 novembre 2020)

ANNA – FAST
Dopo l’episodio poco fortunato di “Bla bla” in coppia con Guè Pequeno, che ripercorreva la strada di “Bando” sia nel flow che nei contenuti, ci riprova con questo brano in cui, con l’aiuto dell’autotune, ci fa sentire anche qualche parte cantata e rappresenta in generale una novità rispetto a ciò che ci ha fatto sentire finora. Sulla scrittura bisogna ancora lavorare parecchio, ma è sicuramente un leggero passo avanti.
VOTO: 5

CLAUDIO BAGLIONI – IO NON SONO LÌ
La distanza di una coppia che vive un distacco che nessuno sa se sia provvisorio o definitivo in una ballad nostalgica che ricorda molte cose già sentite in passato (sull’inciso si può cantare quel “chi ci sarà dopo di me” di “Mille giorni di me e di te”) e risulta a tratti prevedibile, ridondante e senza quella spinta vocale che l’ha reso famoso. Da cantautori del suo calibro è lecito aspettarsi di più.
VOTO: 6

GHEMON FEAT.MALIKA AYANE – INGUARIBILE E ROMANTICO
Un invito a mettersi a nudo e a ripartire dalle proprie fragilità per superare le difficoltà già presente nella sola versione maschile nell’album “Scritto nelle stelle” di Ghemon e qui riproposto in un duetto delicato, intenso e sofisticato, dove l’incastro tra le due voci è perfetto. Ghemon aveva scritto una canzone per Malika Ayane senza saperlo, e sul palco di Sanremo avrebbe fatto un figurone.
VOTO: 7,5

GIO EVAN – GLENN MILLER
Il jazzista Glenn Miller viene utilizzato per raccontare come il tema dell’improvvisazione tipico del mondo jazz debba essere applicato al nostro vivere quotidiano. Scrittura ispirata e buon tiro generale, anche grazie al ritornello corale che usufruisce di un coro di bambini.
VOTO: 7

MADAME – CLITO
Una serie di volgarità fini a sé stesse e giusto per fare scandalo, e che in bocca a una 18enne arrecano pure imbarazzo.
Sta faticando ad arrivare al grande pubblico nonostante una serie di importanti collaborazioni, con brani simili l’obiettivo si allontana ulteriormente.
VOTO: 0

MAMELI – AMARCORD
La fine di una storia d’amore raccontata tra la nostalgia vicina al mondo di Gazzelle e un’ironia dal gusto amaro che dimostra come la penna di Mameli, già interessante agli esordi, negli ultimi mesi abbia avuto una notevole crescita.
VOTO: 7

MARCO CARTA FEAT.ANGEMI – DOMENICHE DA IKEA
Carta si affida al dj/producer Angemi, tra i pochi italiani ad aver calcato il palco di “Tomorrowland”, per una sorprendente svolta verso gradevoli sonorità dance anni ’80 dove l’Ikea simboleggia un trasloco, un sogno d’amore. La voce graffiata di Marco trova nuova linfa e rappresenta una novità, in un mondo sonoro che solitamente predilige voci più pulite.
VOTO: 6,5

MYSS KETA – DUE
Sulla base di “Two Times”, hit anni ’90 di Ann Lee, dice frasi a caso, deliranti, senza alcun senso, e con un timbro di voce fastidioso e macchiettistico. Come può un’etichetta discografica produrre un trash così risibile?
VOTO: 0

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