FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (13 novembre 2020)

ALFA FEAT.ANNALISA – SAN LORENZO
Annalisa si sente ormai, e purtroppo, a suo agio in questi brani leggeri e senza pretese, il problema qui è per Alfa: diventato virale su TikTok, se non vuole rimanere solo un fenomeno usa e getta per ragazzini ora deve lavorare per arrivare al grande pubblico. Ma difficilmente potrà farlo con brani simili. Carino, ma sa di latte.
VOTO: 5

BOOMDABASH – DON’T WORRY
Uno slogan per invitare ad essere forti davanti a tutte le difficoltà quotidiane con cui si allontanano dal loro caro reggae per dedicarsi ad atmosfere più natalizie, anche aiutati dal coro dei bambini. Il testo si rivela però scontato in diversi punti e il pezzo manca in generale di mordente.
VOTO: 5

FIORELLA MANNOIA – PADRONI DI NIENTE
Torna a cantare un brano scritto da Amara, sempre brava a esaltare il modo di raccontare e di dare peso ad ogni parola dell’interprete romana. Un testo incentrato sul fatto che nessuno può considerarsi padrone di nulla, perché è bastato qualcosa di minuscolo a mettere in ginocchio un’intera umanità, con un bell’incedere orchestrale che punta tutto sul pathos.
VOTO: 7,5

GAZZELLE – LACRI-MA / SCUSA
Due nuove proposte nel giro di pochi giorni in cui continua a puntare sulla malinconia e sul raccontare relazioni passate. La prima ha una struttura notevole, giocata tutta sugli enjambement con l’ultima parola del verso che si collega a quello successivo; la seconda ha un incendere acustico e a tratti vaschiano per poi mostrare l’esplosione elettronica nel finale.
Nel complesso si mostra in continua crescita.
VOTO: 8

LA CAMBA – QUI E ORA
Invita a vivere la vita incentrandosi sul presente, senza pensare troppo al futuro e senza rimuginare sul passato.
La sua scrittura è ormai un marchio di fabbrica, sia quando scrive per gli altri che quando scrive per sé stessa: per i nostalgici (come noi) di un pop genuino. E in questo è assolutamente una buona proposta.
VOTO: 6,5

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – SCOOBY DOO
Riccardo Zanotti sembra aver ascoltato molto ThaSupreme nell’ultimo periodo, tanto da replicarne il flow nelle strofe…
Il loro mix tra folk, indie e un pop leggero li rendeva una proposta non comparabile a nessun’altra in circolazione, con questi inserti modaioli perdono di riconoscibilità. Strada giusta per le classifiche, non per la loro evoluzione.
VOTO: 5

THE ZEN CIRCUS – COME SE PROVASSI AMORE
Flusso di coscienza improntato sulla ritmica, dalla nascita alle difficoltà con i genitori fino al momento in cui si diventa grandi, per dire che il passato va accettato. Non è cancellando o cambiando che liberiamo noi stessi.
Se il passaggio alla major per molti artisti indie ha segnato il passaggio a proposte più commerciali, loro sono invece rimasti esattamente com’erano.
Fuori dagli schemi.
VOTO: 7

WILLIE PEYOTE – LA DEPRESSIONE È UN PERIODO DELL’ANNO
Una fotografia amara del 2020 tra la retorica dell’andrà tutto bene quando in realtà sapevamo tutti che sarebbe andata in tutt’altro modo e lo sfrenato bisogno di dire la propria opinione sui social anche quando non viene richiesta, “con l’acume di Gigi Di Maio e la calma di Giorgia Meloni”.
Testo di grande intelligenza e ricco di guizzi, e dall’ironia tagliente. Il rap come deve essere.
VOTO: 8

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