FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (20 novembre 2020)

DIODATO – FINO A FARCI SCOMPARIRE
Terzo singolo estratto da “Che vita meravigliosa”, quarto album del cantautore certificato disco d’oro.
In bilico tra la sofferenza di quel “Dio mio, che male che fa” e la decisione di “Con il tempo tutto sembra avere un senso”, racconta la rassegnazione di quando si arriva al capolinea di una relazione ma anche la possibilità di allontanarsi dalle insicurezze passate rappresentata da un’altra persona di cui ci si innamora. La melodia e la delicatezza della sua voce sono decisivi nel portare a termine questo discorso.
VOTO: 9

FABRIZIO MORO – MELODIA DI GIUGNO
Già contenuta in “Barabba”, album del 2009, arriva in radio riarrangiata per “Canzoni d’amore nascoste”, nuovo progetto del cantautore.
Rispetto alla versione originale si punta più sulla ritmica e vengono aggiunti gli archi al ritornello, con il primo che da quasi sussurrato diventa da subito impetuoso. Era già un pezzo di grande intensità, così sa maggiormente di vissuto.
VOTO: 8,5

GHALI – MILLE PARE (BAD TIMES)
In bilico tra pop e funk, un po’ Bruno Mars e un po’ “Lost in the weekend” di Cesare Cremonini: ha i crismi della hit ma, quando ci si aspetta una variazione, viene all’improvviso troncata. Dura meno di un commissario alla sanità della Calabria.
VOTO: 5

GIORDANA ANGI – SICCOME SEI
Giordana dovrebbe fare un po’ di autolesionismo (niente di pesante: uno schiaffetto sulla guancia va bene) per aver scelto di portare un brano sterile in un momento decisivo della sua carriera come Sanremo quando ha la possibilità di scrivere canzoni come questa.
Non è niente di nuovo e non ci sono elementi di modernità per arrivare più facilmente alle radio, punta tutto sulla semplicità e arriva al cuore proprio per questo: perché è sincera. Un pathos e un’emozione d’altri tempi.
VOTO: 8,5

LEO GASSMAN – MR.FONDA
Un invito a vivere la vita cogliendo l’attimo senza badare al materialismo e alla superficialità (“Lo diceva anche Bob Marley che i soldi non ti danno la felicità”). Ballad ispirata e interpretata con piglio giusto e profondità.
VOTO: 7

LIGABUE FEAT.ELISA – VOLENTE O NOLENTE
Incisa insieme a “Gli ostacoli del cuore”, è rimasta nel cassetto 15 anni per arrivare ora in una versione riprodotta e riarrangiata. Bel testo e l’incontro tra la voce calda di Ligabue e quella angelica di Elisa formano un’ottima armonia, ma il brano non ha mordente e sembra più adatto da riempitivo di un album che ad essere un singolo.
VOTO: 6,5

MINA – UN TEMPO PICCOLO
Scritta da Franco Califano e divenuta celebre grazie alla cover dei Tiromancino del 2005, viene qui proposta nella versione del gruppo romano. Mina al solito magistrale, ma confrontando le due versioni sembra che qui manchi quel cuore dell’interpretazione di Zampaglione, che aiutava nel racconto di un brano profondamente narrativo.
VOTO: 7

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