Ultimo dedica “7+3” alla propria madre, ma in realtà parla a tutte

A tre mesi dalla pubblicazione di “22 settembre” – certificato disco di platino per le oltre 70.000 copie vendute – è arrivato nella notte il nuovo singolo di Ultimo, “7+3”.
Una lettera dedicata alla madre che il giovane cantautore romano ha annunciato così sui social: “Circa 2 settimane fa ho scritto una canzone alla chitarra, si chiama 7+3. È un pezzo che ho scritto di getto, in pochi minuti e l’ho fatto pensando a mia madre ed è a lei che voglio dedicarlo. Si tratta di un pezzo speciale, intimo. Domani a mezzanotte sarà anche vostro. È il mio regalo di Natale”.

Il brano è una poesia in musica, dove quest’ultima è al servizio del testo. Arrangiamento infatti semplice, genuino, pare quasi poco curato perché il centro spettava tutto alle parole. Non è una canzone da vertice in classifica, non la sentiremo in radio e non ci ritroveremo a canticchiarla: è una canzone da ascoltare ad occhi chiusi per assaporarne il peso di ogni singolo verso. È di una bellezza gentile, educata, toccante, bussa con delicatezza e non pretende approvazione ma chiede di essere avvicinata solo quando si è pronti.
Attraverso varie metafore, Ultimo ci fa sbirciare dallo spioncino del rapporto tra lui e la madre senza però mai citarla: sono le figure poetiche a raccontare tutto ciò che è madre, quindi speranza (“vedi l’incendio dentro una candela”), calore (“raggi di sole se il mio corpo gela”), protezione (“la mano che stringo se sto per cadere”), comprensione (“la parte mia che odio sai farla morire”).
La madre è vita, salvezza, luce, è il nostro porto sicuro e in questo modo Ultimo descrivendo il suo forte legame con la propria descrive in realtà quello di tutti: “non scriverò la musica ma vita della gente”. Già.
A seguire il testo.


Tu porti bellezza dove prima non c’era
e vedi l’incendio dentro una candela
tu porti il silenzio quando il vento grida
raggi di sole se il mio corpo gela
Tu porti sorrisi ad una depressione
lo scudo ad un bimbo in manifestazione
tu porti il profumo ma senza indossarlo
la pelle che vibra se mi cammini accanto
Tu porti una torcia al buio delle sere
l’oceano celeste dentro il mio bicchiere
la serenità a chi non ha un mestiere
la mano che stringo se sto per cadere

Tu
tu porti la vita verso una risposta
soltanto portandola verso sé stessa
e ancora tu
Tu porti un bel quadro ad un capolavoro
e il sasso di campagna a diventare oro
e soltanto perché
semplicemente porti te

Tu rispondi a tutto senza mai parlare
la parte mia che odio sai farla morire
nel canto dei poeti porti nuove frasi
planando emozioni sulle nostre mani
Tu porti le rondini a inseguire il rosso
di un tramonto che rende stupendo il brutto
fasci di luce traffiggono siepi
7+3 se vuoi formare un 10
Tu porti un bambino a camminar da solo
scoprendo che è a terra che diventa un uomo
tu porti l’immenso dentro un mio discorso
e se scrivo di te non metterò mai un punto

E tu
tu porti la vita verso una risposta
soltanto portandola verso sé stessa
e ancora tu
Tu porti un bel quadro ad un capolavoro
e il sasso di campagna a diventare oro
ma soltanto perché
semplicemente porti te
tu porti te
tu porti te
tu porti te
tu porti te
tu porti te

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea un sito web gratuito con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: