“Buon Natale (anime di cera)” è il regalo de Il Cile, il Barzagli della musica italiana

Ha scelto il giorno di Natale Il Cile per lanciare una nuova canzone a qualche mese da “Andrà tutto bene”, il duetto solidale con Pianista Indie i cui interi proventi sono stati devoluti a Gsd Foundation di Milano.
“Buon Natale (anime di cera) – questo il titolo – non è un singolo ufficiale (“Figuriamoci, dura più di cinque minuti”, dice lui) ma solo un regalo per i fans che gli sono “sempre stati vicini anche in un momento così complesso come questo, dove chi fa musica si trova imprigionato in un presente statico ed intravede un futuro poco chiaro”. Momento che però a lui ha portato un gran fervore creativo, e a dimostrarlo ci sarà un disco di futura uscita.

Questo brano è un viaggio che attraverso cinque storie diverse racconta il periodo di difficoltà e incertezza che stiamo vivendo.
I protagonisti sono Luisa, una ventenne rimasta incinta che non ha il coraggio di dirlo al compagno e non sa se tenere il figlio lei che è cresciuta da orfana, Filippo, un ex carcerato che si scontra tra i ricordi del passato e la ricerca di una rinascita, Teresa, una laureata precaria che sfoga i suoi problemi con le abbuffate di cibo arrivando quindi alla bulimia, l’alcolizzato Luigi, e Silvia con il suo amore ritrovato.
Le loro vite ne raccontano altre migliaia, sono storie che fotografano la realtà che stiamo vivendo, fatta di insicurezze, coraggio, resistenza e, soprattutto, di speranza. Perché i primi quattro sognano tutti il finale di Silvia: “La notte scompare ed il giorno si espande”. Proprio come noi.

In “Buon Natale (anime di cera)” c’è tutto Il Cile: la sua voce accogliente, la sua scrittura fervida e intensa e le immagini sempre potenti e appuntite di cui si nutre.
La storia del cantautore toscano ci ricorda quella di Andrea Barzagli: Lorenzo una delle penne più brillanti che abbiamo in Italia, Andrea il miglior difensore italiano degli ultimi 10 anni, ma entrambi terribilmente sottovalutati per molto tempo. Barzagli e gli inizi folgoranti nel Palermo che con lui si qualifica per la prima volta nella sua storia in Coppa Uefa, Barzagli che a sorpresa viene portato da Lippi ai Mondiali del 2006 e si laurea Campione del Mondo, Barzagli che poi vince anche il campionato tedesco con il Wolfsburg, al primo tentativo. Qui però la sua carriera subisce una battuta d’arresto: diventa riserva della sua squadra che lo svende alla Juventus per soli 300.000 euro (costo irrisorio per le sue qualità considerando le cifre che ruotano intorno al calcio). Quella che trova è la Juventus dei settimi posti che, con lui a guidare la difesa, diventa quella degli otto scudetti consecutivi su cui lui ha messo ogni volta il suo marchio indelebile. La rinascita, i meritati riconoscimenti a 31 anni, proprio quando sembrava sul viale del tramonto.

Anche il Cile ha messo a segno uno scoppiettante esordio, con i primi due album che hanno debuttato entrambi tra i primi dieci più venduti in Italia, le hits scritte con i Negrita come “Brucerò per te” e “Il gioco”, e quella “Cemento armato” che da scartata per due anni consecutivi a “Sanremo Giovani” diventa poi uno dei più grandi successi del 2012. Linus, che ha deciso di lanciarla su Radio Deejay, il suo Lippi e “Maria Salvador” in coppia con J-Ax (175 milioni di visualizzazioni su YouTube e sei dischi di platino”) il suo Mondiale. Poi la sua ex etichetta discografica, la Universal, gestisce malissimo il suo terzo progetto discografico, “La fate facile”: scarsissima promozione e nemmeno un tour, nonostante il discreto successo radiofonico del primo estratto “Era bellissimo”.
Per lui ora è iniziata una seconda fase della sua carriera, da indipendente e senza major alle spalle. Un treno, quello del successo, che potrebbe sembrare passato proprio come quello di Barzagli, ma negli ultimi due anni qualche segnale positivo c’è comunque stato: pensiamo alla collaborazione con Jerico e Bianca Atzei in “Come in un’isola” che ha raggiunto la Top10 della classifica “Viral” di Spotify, o a quella “Fiesta” contenuta nell’ultimo disco di J-Ax che, se fosse stata estratta come singolo estivo, avrebbe potuto ripercorrere i fasti di “Maria Salvador”.
Una carriera di picchi, buoni risultati e cadute non dipese da lui a dirci quindi che al cantautore toscano sia mancata, e manchi, solo la grande occasione: Sanremo, ci sei?
L’anno scorso abbiamo visto Diodato, suo coetaneo, trionfare su quel palco ed esplodere a 38 anni dopo tanta gavetta senza però essersi mai neanche lontanamente avvicinato prima ai numeri messi già a segno dall’autore di “Sapevi di me”.
Lo sosteniamo da tempo: il grande pubblico non si è disabituato al bello, semplicemente al bello molto spesso non vengono dati i giusti spazi e gli ascoltatori non sono curiosi, non vanno a scoprire cosa c’è fuori dalle classifiche finché non gli viene proposto in radio, in tv o da una playlist Spotify. Un Sanremo per Il Cile e in quel momento vincerà i suoi scudetti. E potremmo così chiamarlo definitivamente l’Andrea Barzagli della musica italiana.

Luisa ha due occhi di bosco autunnale
un monolocale e qualche rata da pagare
nella pancia una vita che dovrà arrivare
lui ancora non lo sa, poi lei si blocca nel parlare
Si chiede se il mondo sia giusto per un figlio
si chiede se a vent’anni non sia presto per questo
lei che è cresciuta tra la strada e le stelle
senza un padre e una madre a sfiorarle la pelle

Filippo è uscito dopo tre anni di galera
fosse stato più furbo a guidare quella sera
con quel pacco da portare, un favore da fare
lui sognava solo i soldi in una villa al mare
Si ricorda le sirene e le botte in caserma
la prima notte in cella e l’odore di sua nonna
la cercava nei sogni per poterla abbracciare
domani di rughe e di amore da dare

Ma il destino ci prende in ostaggio
e il riscatto è il tempo che passa
siamo anime di cera
che si scioglie e non ritorna
Il destino è l’amore che fugge
mentre danza con le stagioni
tutto cambia ma qualcosa rimane
mi manchi amore, buon Natale

Teresa sogna l’America
con la sua laurea sudata col sangue
perché non vuole più sentirsi sola
perché l’Italia le ha sparato alle gambe
Lei piange davanti allo specchio
e vede un mostro che non sa più accettare
così comincia a svuotare il frigo
e solo i libri la sanno calmare

Luigi sta provando a guarire
da tutti i demoni che ha portato a ballare
dalle bottiglie che ha divorato
come la vita che non sa controllare
Tra puttane, ospedali e chitarre
tra serpenti, poesie e tradimenti
vorrebbe solo sentire il silenzio
vorrebbe solo mollare gli ormeggi

Ma il destino ci prende in ostaggio
e il riscatto è il tempo che passa
siamo anime di cera
che si scioglie e non ritorna
Il destino è l’amore che fugge
mentre danza con le stagioni
tutto cambia ma qualcosa rimane
mi manchi amore, buon Natale

Silvia cammina di notte
così bella che i lampioni farebbero a botte
per farle luce e indicarle la strada
mentre cerca qualcosa nella borsa di Prada
Il telefono le squilla e le cresce un sorriso
di rose e di cielo, di cuore contrito
l’amore è tornato e l’ha presa alle spalle
la notte scompare ed il giorno si espande

Ma il destino ci prende in ostaggio
e il riscatto è il tempo che passa
siamo anime di cera
che si scioglie e non ritorna
Il destino è l’amore che fugge
mentre danza con le stagioni
tutto cambia ma qualcosa rimane
mi manchi amore, buon Natale
Mi manchi amore, buon Natale
mi manchi amore e buon Natale
Addio amore e buon Natale

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