Sfera Ebbasta sfotte la vecchia guardia “non più in classifica”. E ha la memoria corta

Ha avuto tutto inizio da un attacco di Young Thug nei confronti della scena hip-hop europea, accusata di avere scarsa credibilità. Sfera Ebbasta, risentitosi, ha risposto mandando a quel paese il rapper statunitense e il suo “razzismo inverso”, tweet che ha provocato le ire di molti suoi non-sostenitori a cui ha così replicato: “Che dispiacere vedere gli italiani che sputano sulla scena italiana. Siamo delle pecore! Meritiamo di tornare al pop in classifica”.

Affermazione, quest’ultima, che più triste, maleducata e sbruffona non si può. Perché manca di rispetto a ciò che è da sempre tradizione, cultura, ricerca, segno dei tempi: nata intorno agli anni ’50 come derivazione del rock’n’roll, nei ’60 e ’70 la “pop music” inaugura un filone più politico e impegnato, senza dimenticare il romanticismo, per poi orientarsi negli ’80 verso il divertimento. E questo già chiarisce come sia un genere musicale in grado allo stesso tempo di far riflettere, emozionare o ballare, e che in questo ha dato vita a una serie di artisti entrati nel mito e a canzoni che hanno fatto la storia. Un mondo che resiste da sempre ai tempi e alle nuove tendenze che si mescolano con esso. Perché sì, anche le canzoni di Sfera Ebbasta, che considera tutto questo come passatismo, vecchiume, obsolescenza, contengono palesi contaminazioni pop.

Evidentemente il trapper di Cinisello Balsamo è poco attento, e in particolare quando si tratta di classifiche ha la memoria corta. Nelle tre settimane prima di Natale è infatti stato letteralmente surclassato da Ligabue: il rocker di Correggio sempre primo in FIMI, lui terzo. Dietro anche a Claudio Baglioni. Con buona pace del suo imponente team che ha investito su featuring internazionali e comprandogli lo spazio pubblicitario a Times Square per fargli conquistare anche la classifica americana in cui poi è entrato Andrea Bocelli mentre lui non ha visto nemmeno la 200^ posizione. Insomma, quando i dischi bisogna venderli e non si possono solo sfruttare gli ascolti su Spotify il povero Sfera viene bullizzato da quella “vecchia guardia” che lui percula.

Quindi no, il pop non merita di tornare in classifica semplicemente perché non ne è mai uscito. Come non è mai uscito dagli stadi, dalle arene e dai palazzetti di tutta Italia: a riempirli ci sono Vasco, Cesare Cremonini, Ultimo, Tiziano Ferro, i Modà, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Zucchero, Marco Mengoni… Mentre tu, Sfera, coi ragazzini che ti fanno cullare dei platini fatti con Spotify finora hai riempito solo discoteche e piccoli club. E quando quel pubblico crescerà, sentir parlare di sesso, soldi, droga e atteggiamento da “gang” come unici leit motiv non gli basterà più. E allora lì poi ci sarà qualcuno che dirà “meritiamo di tornare a Sfera Ebbasta in classifica”.

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