Sanremo 2021, Willie Peyote nel suo brano attacca Lauro e Lamborghini e Twitter s’indigna

Mancano sette giorni all’inizio del Festival di Sanremo e abbiamo già la prima polemica.
Dopo la pubblicazione da parte di “Tv Sorrisi e Canzoni” dei testi dei brani in gara, Willie Peyote – uno dei partecipanti alla kermesse – è balzato in testa alle tendenze di Twitter a causa di alcune frasi contenute nella sua “Mai dire mai (la locura)” che hanno fatto discutere gli utenti. Vediamo perché.

Il rapper torinese ha sfornato una satira al vetriolo che non fa prigionieri, dai giovani rapper (“Anche quando parlano l’autotune, tutti in costume come gli X-Men”) ai nuovi cantautori (“Sta roba che cinque anni fa era già vecchia ora sembra avanguardia e la chiamano It-pop”), dalla discografia (“Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik-tok”) a Spotify (“Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify”), dal governo (“Riapriamo gli stadi ma non teatri né live”) al continuo diffondersi del trash (“Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll? Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile”).

Ma ciò che ha fatto più arrabbiare la bolla di Twitter sono le frecciatine nei confronti di Achille Lauro (“Gridi allo scandalo, sembrano Marilyn Manson nel 2020, nuovi punk vecchi adolescenti, tingo i capelli e sto al passo coi tempi”) e di Elettra Lamborghini (“Non ho capito in che modo twerkare vuol dire lottare contro il patriarcato”).
Frase, quest’ultima, per cui parecchie fans dell’ereditiera si sono sentite offese: “È arrivato Willie Peyote a dirci come combattere il patriarcato. Bravo, ora torna nel buco dal quale sei uscito”, “Ma andiamo a twerkare sotto casa di Willie Peyote se proprio gli dà così fastidio”, “Fare sarcasmo su chi twerka per abbattere il patriarcato, si rivelano tutti ratti”, sono solo alcuni commenti.

Diciamoci la verità: viviamo in un mondo ormai schiavo del politically correct. Non dovrebbero più esistere satira, ironia e sarcasmo. Appena dici qualcosa di scomodo c’è sempre qualcuno che si indigna. E il rapper torinese oggi è vittima della più stupida e fanatica manifestazione di questa dittatura, che vuole coprire con il mero bigottismo anche tutto il vero contenuto in questa canzone. E la realtà è che Peyote, presentatosi come il provocatore, “il grillo parlante che prenderà in giro tutti, persino Sanremo” ha già vinto. Perché ha fatto centro riuscendo a colpire chi si è sentito preso in causa da alcune verità che non vuole accettare. Perché uno che va a Sanremo a criticare ciò che a Sanremo prende vita non può che essere considerato un genio.

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