FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (2-9 aprile 2021)

ACHILLE LAURO – MARILÙ
Lauro cambia ancora veste ricordando le atmosfere unplugged per raccontare la storia di Marilù, che diventa inno alla femminilità e alla libertà di essere ciò che si vuole.
Dopo la sbiadita parentesi di “Solo noi”, un ritorno ad ottimi livelli.
VOTO: 7,5

ALESSANDRA AMOROSO – SORRISO GRANDE
Va sul sicuro: è l’Amoroso più allegra e solare, quella di “Comunque andare” e “Vivere a colori”, quella che negli ultimi anni le ha dato maggiori soddisfazioni. Niente di nuovo quindi, non si discosta da quella ricetta con strofe più melodiche e ritornello tutto da ballare, ma funziona e assolve al compito di anticipare l’estate.
VOTO: 7

FEDERICO ROSSI – PESCHE
È il debutto solista di Fede di Benji & Fede che non si allontana da quel filotto: brano leggero, dozzinale, banalotto, che in più punti arreca addirittura imbarazzo. Perché viene un po’ difficile dare credibilità a uno che canta “Se questo non è amore cos’è? Pesche”.
VOTO: 2

FRANCO126 – CHE SENSO HA
Dopo la virata up-tempo di “Nessun perché” torna al suo tipico mood nostalgico e introspettivo, con una scrittura senza tempo in cui riflettersi e abbandonarsi, godendo di tutta la dolcezza e l’amarezza che l’amore (e la vita) possono offrire. Il ritornello molto orecchiabile può portarlo finalmente a quelle radio che finora gli sono mancate.
VOTO: 7,5

MARA SATTEI – SCUSA
È il solito brano urban che siamo condannati a subire in questi ultimi anni: piatto, plastificato, trasparente, senza variazioni, che imprigiona una voce che parrebbe interessante pur con qualche problema di troppo nello scandire le parole. E francamente questo genere ha rotto.
VOTO: 4

MARCO GUAZZONE – TI VEDO ATTRAVERSO
In un dialogo con il suo riflesso allo specchio, Guazzone si immagina la possibilità di guardarsi da fuori, di sdoppiarsi e confrontarsi con sé stesso dimostrando una scrittura sempre ispirata. Centrata la scelta di fare un passo indietro a livello vocale, per lasciare spazio a un arrangiamento elettronico di grande originalità.
VOTO: 7

MOBRICI – TVB
Secondo singolo solista per l’ex frontman dei Canova. Mobrici è sempre in bilico tra canzone d’autore e pop, e se nel primo “20100” guardava all’intimità, qui strizza l’occhio alle radio, tra tante immagini di vita quotidiana e un ritornello che s’incolla in testa. Versatile.
VOTO: 7

MOTTA – E POI FINISCO PER AMARTI
Meno indie, più sonorità rock e di respiro internazionale per raccontare la serenità nell’amore come punto di arrivo e non di partenza. Interessante, ma manca uno special a spezzare un finale troppo ripetitivo.
VOTO: 6

PIERDAVIDE CARONE – BUONANOTTE
Pierdavide è uno dei cantautori più bravi e sottovalutati che abbiamo in Italia e continua a dimostrarlo con ogni sua nuova produzione.
Qui guarda molto alla delicatezza delle ballad dei suoi esordi, utilizzando sapientemente una ritmica che velocizza il brano e mischiando falsetto e voce più graffiata. Il testo è semplice ma suscita grande emozione. E colpire con la semplicità è per pochi.
VOTO: 9

RANDOM – (LA MUSICA DENTRO) LA MUSICA FUORI
Dopo un Sanremo per lui disastroso e con un brano banale e poco adatto alla sua vocalità, prova a riparare con questo nuovo singolo in cui a livello ritmico si mostra più nel suo. Manca però anche qui di originalità, il tutto si rivela piatto e scontato e anche il ritornello pecca di incisività. E nel suo genere è un problema.
VOTO: 3

SFERA EBBASTA FEAT. DIPLO – HOLLYWOOD
L’ottima produzione di Diplo lo allontana dalla trap mettendogli un vestito più pop e che lo potrebbe portare a un target di pubblico diverso. Il testo però (“Guarda che cielo blu, avevo dei problemi e adesso non ce li ho più”) fa al solito rabbrividire anche una terza media serale.
VOTO: 4

VIRGINIO – RIMANI
Mancava un po’ Virginio dalle scene, sia in prima persona che come autore, e il suo atteso ritorno entra nel filotto delle grandi canzoni: testo maturo e di grande sensibilità sulla volontà di rielaborare e dare nuova forma a quegli amori che hanno esaurito la loro energia, e il tappeto di synth a dare un ottimo compromesso a una ballad che così si presenta nè troppo classica, né troppo moderna. Chapeau.
VOTO: 8,5

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