ALESSANDRA AMOROSO – CANZONE INUTILE
Dopo una serie di singoli freschi e spensierati, Alessandra torna alla sua parte più intima e profonda che è quella che continua a funzionare di più. Questo brano si colloca in pieno nel classico repertorio “alla Amoroso” risultando sicuramente tra i migliori, e denota anche grande maturità nel non spingere per forza la voce come in passato cercando invece nuove sfumature. Sarebbe stato perfetto per il debutto sanremese che tutti aspettiamo.
VOTO: 8,5
BLANCO – FINCHÉ NON MI SEPPELLISCONO
Unpopolar opinion: lui è la rivelazione dell’anno e, molto probabilmente, il suo disco sarà il più venduto, ma noi non ci vediamo nulla oltre le solite sovrastrutture produttive, il cantare biascicato e l’abuso di effetti vocali. In pratica, nulla che si discosti dalla musica di questi tempi. E noi continuiamo a stare da un’altra parte.
VOTO: 4,5
GAZZELLE – FOTTUTA CANZONE
Attitudine arrabbiata e svolta rock per Gazzelle, con un riff di basso che scandisce dall’inizio il ritmo del brano. Che funziona perché non lo fa rinunciare alla sua scrittura nostalgica e malinconica, facendola rivelare credibile e incisiva anche in questo mondo.
VOTO: 7
INIGO – BRANDON LEE
Nel titolo l’omaggio al giovane attore scomparso ventotto anni fa, nel testo una serie di riferimenti agli anni ’90: il Festivalbar, le canzoni dei Verve, i Motorola, i goal “alla Del Piero”… Bella voce graffiata, ballad indie con un ottimo tiro e in grado di trasmettere una gran nostalgia a chi quegli anni li ha vissuti.
VOTO: 7
JOVANOTTI – IL BOOM
Lo presenta come un brano in cui succede di tutto ed è infatti ciò che si avverte subito: sonorità funk che si mischiano a sfumature carioca. Perfetta per i prossimi “Jova Beach Party” ma il testo, ricco di giochi di parole, sembra solo un esercizio stilistico: su queste cose ci sa fare, lo sappiamo, ma da lui è lecito aspettarsi molto di più.
VOTO: 5
LE LARVE – CAMMINANDO
“Camminando si inciampa, ma non è un buon motivo per chiudersi in casa e non uscire mai”, canta questo giovane cantautore in un brano dalle tinte indie-rock che parla del momento di passaggio tra un dolore che si conosce e un futuro tutto da costruire. Un po’ a metà tra i Ministri e il rock italiano indipendente di fine anni ’90, sound potente e penna da non perdere di vista.
VOTO: 7
MARCO ROTELLI – LIBERA DI VOLARE
“Un passato che ogni volta torna e sbatte, picchia più di un temporale”: Marco canta la storia di una ragazza che nel suo passato ha fatto uso di droga e alcol, raccontando anche la sua tenacia nel venirne fuori. Il risultato è un pezzo molto intenso, con grande ricchezza in un arrangiamento completamente suonato e sensibilità nella scrittura: una bella canzone all’italiana.
VOTO: 7
MARRACASH – CRAZY LOVE
Composta prima della separazione da Elodie, è una dedica alla sua ex compagna “occhi verdi, pelle ocra e i tuoi capelli rosa”, che ci racconta senza filtri la loro storia d’amore (“Siamo troppo explicit, svegliamo i vicini”). È un racconto viscerale e sincero ed è buona l’idea dei vocalizzi nel bridge (grazie all’aiuto di Mahmood e di effetti vocali) che spezzano la parte rappata e donano una dolcezza funzionale a un brano come questo.
VOTO: 7
MODÀ – FOTTUTO INVERNO
Dopo l’incazzosa “Comincia lo show”, i Modà accompagnano l’uscita del nuovo album “Buona fortuna – Parte prima” tornando nella comfort-zone con questa elegante ballatona nel loro pieno stile. L’elemento di novità è la rinuncia al ritornello a voce spiegata: Kekko propone un cantato più dolce prima di un grande crescendo finale, che lo conferma principe nel riuscire a trasmettere sempre grande pathos.
VOTO: 9
NOEMI – GUARDARE GIÙ
Sembra quasi la Noemi delle origini, quella di “Briciole”: più blues e meno immediata. C’è ampio spazio per il graffio, soprattutto nella parte finale, e per i vocalizzi in un brano che, nonostante la breve durata per strizzare l’occhio alle radio, si rivela comunque compiuto non lasciandoti la sensazione che manchi qualcosa.
VOTO: 7
RIKI – SCUSA
Decisa svolta per Riki che cambia totalmente sound affidandosi a Big Fish e a un uptempo molto veloce e ritmato, dai tratti dance. E sorprende perché è un mondo che ben si adatta alla sua voce, anche se la scrittura è ancora un po’ troppo immatura per la sua età. Diciamolo, la differenza la fa tutta la produzione.
VOTO: 6
SANGIOVANNI CON MADAME – PERSO NEL BUIO
Attesa collaborazione tra due amici che si mostrano in una veste inedita: più intimi e profondi nel rivelare la loro fragilità emotiva. Il testo sarebbe anche abbastanza alto per gli standard di Sangiovanni, ma trova rifugio nelle solite sonorità piatte e monotone. E quei “bu-u-u-u-u-u-io” e “lu-u-u-u-u-u-ce” fanno effetto unghie sulla lavagna.
VOTO: 4