FUORI ORA: le pagelle ai nuovi singoli (15-22 aprile 2022)

CESARE CREMONINI – CHIMICA
Cremonini continua a cambiare le carte in tavola lanciando in radio un brano di quasi sei minuti nonostante il mondo della radiofonia vada sempre più verso canzoni dalla durata simil-spot. Questa “Chimica” gioca tra tenerezza e erotismo, con una costruzione fuori dagli schemi che vede prima una crescita lenta scandita da un groove di basso per poi sfociare in un’esplosione disco-funky. La conferma di un artista che non osa solo per il gusto di farlo, ma perché sa esattamente dove direzionarsi.
VOTO: 8,5

DOLCENERA – SPACECRAFT
Torna dopo un periodo di silenzio Dolcenera e lo fa con un brano che fotografa la sua poliedricità mixando abilmente le sperimentazioni elettroniche fatte negli ultimi anni con l’anima pop-rock degli esordi. Il risultato è martellante e dimostra come si possano fare ancora canzoni perfette per le radio anche non proponendo i soliti suoni e testi scontati.
VOTO: 7

FRANCESCO BIANCONI FEAT. MALIKA AYANE – PERDUTO INSIEME A TE
Connubio riuscito tra la voce profonda di Bianconi e quella soave di Malika per una canzone d’amore che vuole dare speranza in tempi di inquietudine. La proposta dell’ex leader dei Baustelle, solitamente tutt’altro che immediata, qui si fa più accessibile servendosi di un ritornello che può arrivare anche al pubblico medio.
VOTO: 7,5

GHALI – FORTUNA
Ghali ha ormai abbandonato la trap degli esordi (fortuna tutta nostra in questo caso) e, almeno per i singoli radiofonici, è diventato un The Weeknd nostrano. E ciò emerge ancora di più da questo brano, tutto synth, estetica anni ’80 e beat frenetico. Niente di nuovo o di così personale, ma sicuramente funziona.
VOTO: 6,5

GIANLUCA GRIGNANI – A LONG GOODBYE
Si fatica a individuare un genere preciso in questo nuovo singolo di Grignani: un po’ rock, un po’ blues, un po’ pop, un po’ elettronico. E questo pieno di suoni arreca confusione rendendo talvolta poco comprensibili le parole di un testo che meriterebbe invece una grande attenzione. Con la regola del “less is more” sarebbe uscito un pezzone; così è ottimo il coraggio di osare e voler continuare ad essere fuori dagli schemi, ma meno il risultato finale.
VOTO: 7

GIORDANA ANGI – LE COSE CHE NON DICO
Beat up-tempo e ballabile per questo nuovo singolo della cantautrice di “Casa” che, nella seconda strofa, punta anche su qualche effetto vocale inedito per lei. Buona proposta, ma l’impressione è che in questi mondi sonori la sua forza impattante rimanga imprigionata e ne esce così una Giordana un po’ troppo timida.
VOTO: 6

MADAME – L’ECCEZIONE
Colonna sonora della nuova serie tv targata Amazon “Bang bang baby”, ci mostra un’inedita Madame che incrocia le sonorità contemporanee con quelle anni ’60 ‘a la Nina Zilli. Forse la sua miglior proposta finora, ma il solito abuso di effetti vocali e il modo decisamente inusuale di pronunciare alcune parole continuiamo a trovarlo fastidioso.
VOTO: 5,5

MATTEO ROMANO – APATICO
Dopo il successo ottenuto allo scorso Sanremo, il giovane cuneese torna con un singolo in cui contrappone un testo che parla di inadeguatezza e difficoltà nel relazionarsi a delle atmosfere decisamente fresche e spensierate, con tanto di fischiettìo e “tu tu tu ru”. Il risultato però è leggerino. Troppo.
VOTO: 5

MAX GAZZÈ, CARL BRAVE – CRISTO DI RIO
In bilico tra pop e elettronica, tornano insieme a quattro anni da “Posso” per tentare di conquistare di nuovo le classifiche e farsi canticchiare per tutta la primavera. La proposta è fresca, frizzante, ma non sembra funzionale per assolvere tal compito: si fatica a trovare anche un solo passaggio che le faccia avere i crismi della hit.
VOTO: 6

MODÀ – OH OH OH
Non si sono mai definiti una band rock i Modà, ma nella loro carriera hanno più volte dimostrato di saperlo fare molto bene. Come in questo caso. Un brano che ricalca le tinte di successi come “Vittima”, “Dimmelo” e “Passione maledetta”, spingendo però ancora di più sulla ruvidità dei suoni. Il testo racconta di una donna che fa perdere la testa a un uomo, è più leggero e spensierato rispetto a quelli dei loro ultimi brani e conferma così la duttilità della penna di Kekko Silvestre che qui si fa piccante al punto giusto.
VOTO: 7,5

THE KOLORS – BLACKOUT
Immaginario anni ’80, tinte funky, ritornello che punta tutto sull’orecchiabilità… I Kolors come li conosciamo, insomma. Non è un male, è anzi un grande segno di riconoscibilità: dopo tre secondi sai già che sono loro. La sensazione è però che, col tempo, stiano perdendo smalto: qualità sempre buona, ma non c’è la forza dei loro primi successi.
VOTO: 6

TROPICO – NUDA SEXY NOIA
Si fa una grande fatica a comprendere come Davide Petrella, firma di tantissime hit degli ultimi anni, non sia ancora riuscito a sfondare con questo progetto che lo vede in primo piano. Questo brano, ad esempio, avrebbe tutte le carte in regola per conquistare le classifiche radiofoniche: sound anni ’80, beat martellante, ritornello appiccicoso, e anche una voce decisamente personale. E siamo certi che se lo cantasse un artista a caso per cui Petrella scrive, sarebbe già ad alta rotazione su tutte le radio. Che, evidentemente, guardano prima il nome che la canzone.
VOTO: 7

WILLIE PEYOTE – LA COLPA AL VENTO
Si fa meno impegnato che nelle ultime proposte qui Peyote, parlando di occasioni perse e riferendosi al tipico atteggiamento di chi, invece di dare la colpa a sè stesso, dà la colpa al vento. Un brano che guarda più al pop che alle radici rap dell’autore, con un ritornello immediato e funzionale per quella fascia di pubblico conquistata dopo il passaggio sanremese dell’anno scorso. Ha scritto cose migliori, ma è comunque promosso.
VOTO: 6,5